Pensioni novitÓ Gennaio 2019 decise ufficiali e attese

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni novitÓ Gennaio 2019 decise uffi

Pensioni Gennaio 2019 attese

Cosa cambia da questo mese di gennaio 2019 per le pensioni e ulteriori attese tra decreto pensioni e aumenti assegni

La Legge di Stabilità 2019 pubblicata in Gazzetta Ufficiale ha dato ufficialmente il via alle misure in essa contenute ma le ultime notizie confermano la mancanza delle novità pensioni tanto decantare. Le novità pensioni di quota 100, proroga ape social e opzione donna, blocco delle aspettative di vita e aumento delle pensioni minime, infatti, non rientrano nella nuova Manovra ufficiale ma in decreti collegati per cui si aspetta definizione e successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per rendere finalmente realtà le novità pensioni tanto agognate. Senza decreto, questo mese di gennaio 2019 nulla cambia per le pensioni.

Novità pensioni attese per gennaio 2019

Entro il mese di gennaio dovrebbe arrivare il decreto pensioni contenente tutte le misure stabilite anche se tra conferme e smentite sono ancora incerti i tempi. Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha annunciato e ribadito in recenti interviste l'arrivo del decreto tra il 10 e il 12 gennaio. Il ministro dell'Economia Tria, dal canto suo, ha parlato di arrivo del decreto pensioni in tempi brevi senza però confermare la data annunciata dal sottosegretario Durigon nè fornendone un'altra. E’, però, fondamentale che il decreto arrivi effettivamente a giorni perché in mancanza di esso nulla potrà cambiare e soprattutto in riferimento alle aspettative di vita che nel frattempo, a partire dal primo gennaio 2019, sono già aumentate, interessando anche la pensione anticipata i cui requisiti, al contrario, non dovrebbero cambiare.

E’ bene, inoltre, sapere che non solo per effetto della mancanza del decreto pensioni ma anche per effetto del calcolo della finestra mobile trimestrale, da gennaio 2019, contrariamente a quanti tanti pensavano, non si può ancora andare in pensione con la quota 100. A spiegare tempi e passaggi ci penserà, anche in tal caso, il decreto pensioni, che conterrà anche proroga di opzione donna, ape social, aumento assegni minimi, blocco delle aspettative di vita.

Pensioni, quota 100 come funziona. Da quando al via e sistema finestre per fare domanda INPS

La bozza del decreto pensioni conferma il via della novità pensioni di quota 100 per cui valgono i requisiti annunciati di 62 anni di età e 38 anni di contributi. Chi ha maturato i requisiti appena riportati entro il 31 dicembre 2018 potrà iniziare a presentare domanda di pensione dal primo aprile 2019 per effetto della finestra trimestrale stabilita. Chi matura i requisiti dopo il 31 dicembre 2018 dovrà aspettare la propria finestra di tre mesi. Questa regola vale per i lavoratori privati. I tempi cambiano, invece, per i lavoratori statali: per loro alla finestra trimestrale bisogna sommare ulteriori sei mesi che sarebbe il tempo di preavviso che ogni dipendente deve dare per permettere alla Pubblica Amministrazione di indire nuovi concorsi per nuove assunzioni. I dipendenti pubblici che maturano i requisiti di quota 100 entro il 31 marzo 2019 possono fare domanda all'Inps dal primo Luglio 2019, mentre chi matura i requisiti dopo il 31 marzo per l’uscita effettiva dovrà considerare la propria finestra trimestrale più i sei mesi di preavviso.

Novità previste anche per il pagamento del Tfr che a chi decide di andare in pensione prima con la novità pensioni di quota 100 verrebbe comunque corrisposto al raggiungimento dei normali requisiti pensionistici, ad eccezione di casi in cui enti e uffici statali facciano accordi con istituti di credito e banche per pagare anticipatamente anche il Tfa. Non è prevista né per dipendenti privati né per dipendenti pubblici la possibilità di cumulo a meno che non si tratti di cumulare periodi contributivi versati in differenti gestioni previdenziali e, stando a quanto previsto dalla bozza del decreto, nel calcolo contributivo per la quota 100 non vengono nemmeno considerati i contributi figurativi.

Confermata la possibilità per alcune categorie di lavoratori di andare in pensione fino a tre anni prima dal raggiungimento della quota 100, cioè a 59 anni di età e con 35 anni di contributi, sistema che, stando alle ultime notizie, non richiederebbe alcuna risorsa economica allo Stato perchè interamente finanziato da imprese e fondi di solidarietà bilaterali.

Pensioni aspettative di vita blocco solo per alcuni 

Confermate per questo mese di gennaio 2019 anche le altre novità di cui si parlava per il decreto pensioni. La bozza del decreto pensioni prevede, infatti, anche blocco della aspettative di vita per i requisiti della pensione anticipata, che si fermano così a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne e possono presentare domanda di pensione all'Inps a partire dal primo aprile 2019 coloro che hanno maturato i suddetti requisiti entro il 31 dicembre 2018. Tutti gli altri, anche in tal caso, dovranno aspettare la finestra dei tre mesi; la proroga dell’ape social e la proroga dell’opzione donna 2019 (anche se al momento non si sa se solo di un anno) con la novità della possibilità di uscita prima per le nate entro il 31 dicembre 1959 se dipendenti ed entro il 31 dicembre 1958 se autonome.

Pensioni aumenti pensioni minime 2019 con pensione di cittadinanza

Confermato anche l’aumento delle pensioni minime ma con qualche differenza rispetto all’annunciato aumento fino a 780 euro per tutti. Stando alle ultime e ultimissime notizie, infatti, sia per le pensioni minime sia per il reddito di cittadinanza il valore di quanto sarà erogato dipenderà da composizione del nucleo familiare e Isee. Se, per esempio, un pensionato percepisce 500 euro di pensione mensile, avrà solo 280 euro aggiuntivi. La pensione di cittadinanza scatterà solo sopra i 65 anni di età sia nel caso di singoli pensionati, sia nel caso di una coppia di pensionati ma a condizione che abbiano un Isee massimo di 9360 euro, una casa di proprietà e un ulteriore patrimonio immobiliare del valore massimo di 30mila euro e valori mobiliari, come conto corrente, massimo di 6mila euro.

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