Pensioni novità in DEF più decisive che mai. Date ufficiali stabilite come manovra finanziaria 2017-2018

Decise le presentazione ufficiali di prossimi Def e manovra finanziaria: attese ulteriori novità per le pensioni e cosa aspettarsi

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La verità alle porte: le ultime notizie confermano l’ufficialità delle prossime presentazioni di nuovo Def e nuova manovra finanziaria 2017-2018 che si terranno, rispettivamente il 22 settembre la prima e il 4 ottobre la seconda, e saranno le giornate in cui finalmente scopriremo se e quali novità per le pensioni ulteriori saranno approvate entro l’anno, pronte ad entrare in vigore dal prossimo gennaio.

Ma le ultime notizie non lasciano ben sperare in particolare ulteriori novità per le pensioni, sia considerando che le profonde novità per le pensioni tanto richieste e attese, come quota 100 e quota 41 per tutti senza alcun onere, sono già state rimandate, sia considerando che per minimi miglioramenti che dovrebbero interessare ape volontaria e ape social e quota 41, novità per le pensioni già approvate, non si è fatto nulla finora e difficilmente la situazione cambierà in qualche giorno.

Ulteriori novità per le pensioni attese con Def e manovra finanziaria 2017-2018

Tramontate le speranze di approvazione entro l’anno delle novità per le pensioni di quota 100 e quota 41 per tutti, gli auspici erano quelli di vedervi inserite quanto meno modifiche e miglioramenti richiesti per le novità per le pensioni diape volontaria e ape social e quota 41, con qualche speranza che venisse toccato anche il sistema delle aspettative di vita cui, come ormai ben sappiamo, è agganciato l’aumento dell’età pensionabile. Le norme pensionistiche attualmente in vigore, infatti, hanno allungato l’età pensionabile per tutti non considerando alcune specificità lavorative e penalizzando fortemente soprattutto alcune categorie di persone come usuranti e precoci, e reggendosi sul principio che vivendo più a lungo si può anche lavorare più a lungo ma si tratta di un principio che non sembra poter più reggere, considerando che le ultime notizie attestano un forte calo dell’aspettativa di vita dal 2015.

Nonostante le richieste di modifiche del sistema e di revisione tra blocco e congelamento delle aspettative di vita, difficilmente si tratta di una novità per le pensioni che potrebbe rientrare nel nuovo Def prima e nella nuova manovra dopo anche se, secondo quanto riportano le ultime notizie, si potrebbe inserire la voce generale di interventi sulle pensioni nel budget disponibile per il nuovo Def che però, come ben sappiamo, è molto ridotto per cui si darà priorità a determinati provvedimenti piuttosto che altri. E stando alle ultime e ultimissime notizie anche per quest’anno le novità per le pensioni non dovrebbero rientrare tra le priorità da affrontare. Si attendono però risposte definitive relative alle richieste di miglioramento per:

  1. ape volontaria e ampliamento delle condizioni di accesso in modo da poterci far rientrare anche disoccupati, precoci e usuranti che non riescano a maturare i requisiti di pensione necessari per l’accesso all’ape social;
  2. ape social e quota 41, soprattutto in riferimento a coloro che sono rimasti senza occupazione per fine contratto;
  3. novità per le pensioni per le donne, tra possibilità di ulteriore proroga dell’opzione donna, in scadenza il 30 settembre, e definizione di una apposita ape social donna, con previsione di uno sconto contributivo perché le lavoratici possano maturare i requisiti richiesti per l’accesso all’ape social nei tempi stabiliti.

Misure prioritarie per prossimi Def e manovra finanziaria

Mentre, dunque, si va verso il rischio che ancora una volta si chiudano tutte le porte per l’attuazione di ulteriori possibili novità per le pensioni, le ultime notizie confermano, come dichiarato dai tecnici del Tesoro e dallo stesso ministro dell’Economia Padoan, che la priorità dovrebbe essere data, ancora una volta, al nuovo taglio del cuneo fiscale per le assunzioni dei giovani under 29, con possibilità di aumentare la soglia anagrafica portandola a 32 anni, misura che costerebbe due miliardi di euro all’anno, rivelandosi comunque costoso, tanto quanto quelle importanti novità per le pensioni di quota 100 e di quota 41 per tutti sempre rimandate perché costose ma in grado di garantire effettivi e concreti vantaggi sia per il rilancio dell’occupazione, soprattutto giovanile, sia in termini economici di possibili risparmi che si riuscirebbero ad accumulare nel lungo periodo. Ma si tratta di una convenienza che il ministro dell’Economia stesso non condivide, continuando a ritenere che non siano le novità per le pensioni la priorità da affrontare per uno sviluppo concreto della nostra economia interna.  







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