Pensioni novitÓ in emendamenti depositati in Manovra quota 100, opzione proroga donna, aspettative vita

Cosa cambia ancora per le novitÓ pensioni con ultimi emendamenti nella nuova Manovra: manca ancora testo ufficiale di quota 100

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Cambiano ancora le novità pensioni così come presentate negli ultimi emendamenti alla nuova Manovra. Le ultime notizie si concentrano su novità pensioni di quota 100, proroga dell’opzione donna, ma anche Ape social ed esodati. Vediamo insieme quali sono le ultime novità pensioni previste.

Emendamenti, novità per proroga opzione donna, Ape Social, Esodati e nuova pensione anticipata mamme lavoratrici.

Sono stati presentati gli emendamenti alle pensioni e il maxi emendamento della maggioranza Lega-M5S con novità per le pensioni che saranno discussi in Commissione Bilancio. Diverse le novità pensioni previste,  stando a quanto riportano le ultime notizie, dall’emendamento sul taglio per tutti o quasi dell'aumento degli assegni legato all'indicizzazione previsto nel 2019 che servirebbe per recuperare le risorse necessarie per finanziarie novità pensioni di quota 100 e proroga dell’opzione donna; all’emendamento, appunto, di proroga dell’opzione donna che dovrebbe prevede un anno in più per l’uscita, per cui l’età salirebbe da 57 a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e da 58 a 59 anni per le lavoratrici autonome.

Nulla sarebbe al momento previsto, secondo le ultime e ultimissime notizie, per quanto riguarda la proroga dell'Ape Social, che, invece, pareva essere confermata. Tuttavia, si tratterebbe di un impegno a parte di Governo e tecnici che devono però considerare i fondi rimanenti prima di darne l’ufficiale via libera. Secondo le ultime notizie, vi sarebbero emendamenti per l’ok immediato alla proroga dell’Ape social ma a quanto pare la misura non sarebbe nel maxiemendamento nella maggioranza......

Altra ultima novità per le pensioni è stata lanciata dalla Lega e permetterebbe, secondo quanto riportano le ultime notizie, alle mamme lavoratrici di andare in pensione prima, a 50 anni di età e con 20 anni di contributi ma solo a condizione di avere almeno tre figli. Inoltre, dal terzo figlio, ai fini pensionistici, verrebbero calcolati tre anni di contributi figurativi.

Confermato, salvo sorprese, il blocco dell’adeguamento alle aspettative di vita per quanto riguarda la pensione anticipata, per cui i requisiti di uscita resteranno sempre di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne, mentre vi sarà un adeguamento alle aspettative di vita Istat per i requisiti della pensione di vecchiaia che saliranno da 66 anni e sette mesi a 67 anni sempre con 20 anni di contributi.  

Emendamenti per esodati

Ma le novità pensioni degli emendamenti presentati alla Manovra non finiscono qui perché stando alle ultime e ultimissime notizie vi sarebbe anche un emendamento riguardante gli esodati, per cui potrebbero essere adottate nuove misure di salvaguardia per coloro che sono rimasti esclusi dalla pensione con le regole precedenti l’entrata in vigore dell’attuale riforma Fornero.

Emendamento taglio assegni

Per recuperare soldi per tutta la Manovra, ma anche per le novità per le pensioni e in particolare quota 100, vi è un emendamento in Legge di Stabilità una stretta sull'adeguamento all'inflazione delle pensioni esistenti, peggiorando quello che doveva entrare nel 2019 per poter così recuperare 200 milioni nel 2019 e 1,5 miliari tra il 2020 e il 2021.

Nello specifico, le pensioni che avranno una piena indicizzazione saranno solo quelle tre volte il minimo, fino, dunque a 1500 euro lordi.

Per gli altri una riduzione minore di quanto finora era stato fatto, ma una riduzione che ci sarà e che paradossalmente sarà peggiore di quella che dove entrare in vigore dal 2019 ovvero 100% per le pensioni fino a 1530 euro (come si è deciso di far rimanere), tra 3 e 5 volte il minimo il 90% e il 75% oltre 5 volte il minimo

Quota 100 e penalità, un gioco di parole...

Le ultime notizie relative alle novità pensioni di quota 100 riguardano le penalizzazioni: inizialmente si era, infatti, parlato di penalità che avrebbero potuto toccare anche la percentuale del 25% per chi avesse deciso il prossimo anno di andare in pensione prima con la quota 100. In realtà, stando a quanto riportano le ultime e ultimissime notizie, non sarà prevista alcuna penalizzazione per chi decidesse di uscire prima con la quota 100 2019. Tuttavia, il calcolo dell'assegno finale risulterà certamente più basso ma mancano al momento dettagli di calcolo messi nero su bianco in merito. Così come, in realtà, sembrerebbe mancare proprio il testo ufficiale relativo alla quota 100 nonostante sia considerata una delle misure principali di questo governo. E, quindi, aumenta la possibilità che quota 100 non entrii in Legge Stabilità, ma arriverà solo come collegato spostando di nuovi i tempi, rischiando un ritardo

Quota 100, facciamo il punto di quello che sappiamo

La novità pensioni di quota 100 che dal prossimo anno dovrebbe permettere di andare in pensione prima partendo da 62 anni di età e 38 anni di contributi sembra essere stata ben definita, anche relativamente ai tempi di uscita di lavoratori privati e pubblici, ma in realtà il testo non è ancora ufficiale. Per quel che al momento si sa, i lavoratori privati potranno andare in pensione con la quota 100 a partire dal primo aprile, ma solo se maturano i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2018 e per effetto della finestra trimestrale non andranno in pensione subito a gennaio ma dovranno aspettare appunto tre mesi. I tempi di pensionamento effettivo si allungano fino ad ottobre per i lavoratori pubblici, che ai tre mesi della finestra mobile devono aggiungere i sei mesi di preavviso che devono dare per consentire la predisposizione di concorsi volti all’assunzione di nuovo personale da sostituire a chi va in pensione.

Inoltre, stando a quanto sembrerebbe esser stato definito, per la novità pensioni di quota 100 sarebbe stato deciso il divieto di cumulo, per cui chi deciderà di andare in pensione prima con la quota 100 non potrà permettersi arrotondamenti sommando alla pensione redditi da lavoro superiori ai 5 mila euro lordi l’anno. Il divieto avrà la stessa durata degli anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale. Per esempio, chi andrà in pensione a 62 anni non potrà cumulare per cinque anni; chi andrà in pensione a 63 anni non potrà cumulare per quattro anni, e così via.

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