Pensioni novitÓ, le ingiustizie ed errori che si possono sistemare da subito

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni novitÓ, le ingiustizie ed error

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Dalla cancellazione delle finestre mobili, a quota 41 a soluzione per esodati: le misure e novitÓ pensioni da fare subito

Si discute delle misure che dovranno essere inserite nella prossima Legge di Bilancio 2019-2020 e prosegue un dibattito piuttosto vivace sulla questione pensioni. E’ bene sottolineare in merito che vi sono problemi ed errori che si potrebbero sistemare subito nella nuova Legge di Bilancio, mentre altri, che risultano certamente più complessi, richiedono risposte concrete da quella politica che ormai da tempo si impegna in tal senso ma solo a parole. Basta fare l’esempio degli esodati che ancora ci sono.

Ecco quali potrebbero essere alcune soluzioni pensioni che non costerebbero tanto e che si potrebbero fare subito, per risolvere problemi urgenti.

Cancellazione finestre mobili

Già con la prossima Legge di Bilancio si potrebbero cancellare subito le finestre mobili, quel periodo di tempo che intercorre tra la maturazione della pensione finale e la decorrenza effettiva della stessa, che però rappresentano una ingiustizia.

Pur non prevedendo, infatti, l’obbligo assoluto di lavoro, le finestre mobili costringono di fatto le persone a lavorare di più perché nel periodo di attesa tra maturazione dei requisiti per la pensione e decorrenza della pensione non si può certo rimanere senza stipendio e senza pensione. Dunque andrebbero sistemate subito e si potrebbe fare subito

Opzione donna: cosa si potrebbe fare subito

L’intenzione di cui si parla ormai da un po’ è quella di definire una pensione ad hoc per le donne che vada oltre opzione donna, che tra l’altro è praticamente certo che è stata ancora prorogata per il 2020.

Se, però, le risorse economiche disponibili non permettono di fare da subito una pensione per le donne, si potrebbe almeno permettere il riconoscimento di contributi figurativi per i figli avuti o per periodi di cura e assistenza prestata a persone anziane o malate. Ormai da anni, ogni anno, vengono promesse delle cose simili, ma mai nessuno trasforma le promesse in realtà

Quota 100 e Quota 41 da cambiare subito

Passando alla quota 100, è vero, come dimostrano le ultime notizie, che la novità pensioni di quota 100 per andare in pensione a 62 anni di età e con 38 anni di contributi ha permesso a molti di uscire prima, ma è anche vero che è discriminante per quota 41, per chi ha 57, 58, 59 o anche 60 anni di età, ha lavorato tanto o ha fatto lavori usuranti, ma comunque non può andare in pensione perché lontano dal requisito anagrafico dei 62 anni richiesti dalla quota 100.

La soluzione migliore sarebbe puntare subito sulla quota 41 per tutti, mantenendo una sorta di quota 100 ma non potendo fare subito una quota 100 si possono prevede almeno miglioramenti e correttivi per determinate categorie di persone come usuranti, precoci, disoccupati.

E per farlo si potrebbero usare i soldi risparmiati dalla stessa quota 100, considerando che, numeri alla mano, hanno presentato domanda di pensione con quota 100 molte meno persone di quanto ci si aspettava.

Isopensione e assegno straordinario

Tra i sistemi per andare in pensione prima vi sono isopensione e assegno straordinario: il primo permette di andare in pensione prima fino a 7 anni rispetto ai requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia, cioè 67 anni di età e 20 anni di contributi, ma solo ai lavoratori in esubero di aziende numerose con più di 15 dipendenti

Il secondo permette, invece, di andare in pensione prima fino a 5 anni prima rispetto ai requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia ma anche in questo caso si tratta di un sistema che vale solo per i dipendenti di aziende e imprese che aderiscono fondi bilaterali, come fondi esattoriali; credito ordinario e cooperativo; di imprese assicuratrici; società di assistenza; di Poste Italiane e Ferrovie dello Stato e del Trentino.

In entrambe i casi si tratta, dunque, di scivoli studiati e fatti solo per grandi aziende e che creano un’altra discriminazione, per cui o si fanno per tutti, anche per le piccole e medie imprese, o vengono subito cancellati per tutti.

Riconoscimento lavori usuranti

Altra soluzione che potrebbe essere subito trovata senza temporeggiare oltre è quella relativa al riconoscimenti dei lavori usuranti definendo le categorie riconoscere il lavoro usurante come forze dell'ordine o altre.

L’impegno dovrebbe essere quello di stilare una lista seria di categorie di lavori usuranti e definire per tutti pensioni ad hoc, altrimenti bisognerebbe cancellare i privilegiati riservati ad alcuni e ad altri no. Chiaramente la soluzione migliore sarebbe quella di tutelare il lavoro usurante, ecco perché la necessità dovrebbe essere quella di definire specifiche categorie di lavori usuranti.

Pensioni invalidità e disabilità

Per quanto riguarda il capitolo pensioni di invalidità e disabili, bisogna intervenire subito con un aumento reale per queste persone. Si tratta, infatti, di pensioni che sono sempre ferme e per cui l’annunciato aumento con reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza non c’è stato realmente, essendo stato molto irrisorio, tanto che persone interessate e relative associazioni hanno già fatto partire una serie di risorsi per una misura molto ingiusta.

Esodati

Resta ancora aperto anche il capitolo esodati: stando a quanto riportano le ultime notizie, ad oggi ci sono ancora oltre 6mila esodati che attendono una risposta ma che sembrano essere stati dimenticati. Da qualche tempo qualcuno è tornato a porre domande sulla questione ma ora è diventato urgente trovare subito una soluzione per tutti coloro che si ritrovano ad essere ancora esodati fuori da tutte le salvaguardie finora definite.

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