Pensioni novità nulle, fondi per Naspi, rinnovo contratti statali, taglio cuneo fiscale, fondo indigenza

Misure prospettate per la prossima manovra: quelle rilanciate dall’esecutivo, posizioni delle forze sociali e delusioni per novità per le pensioni

Pensioni novità nulle, fondi per Naspi,

pensioni naspi contratti statali indigenza cuneo fiscale


La nuova manovra finanziaria nel 2018, dovrebbe costare tra i 22 e i 25 miliardi di euro, ma di cui al momento mancherebbero ancora tra i 7 e i 10 miliardi, nonostante la manovra sarà finanziata per circa 9 miliardi da un maggior deficit rispetto a quanto previsto nel Def presentato dall’esecutivo lo scorso aprile. Le ultime notizie confermano per il nuovo Def, rispetto al precedente documento economico varato in primavera, una crescita del Pil che per il 2017 sarà confermata all’1,5%, valido anche per il 2018 e il 2019, mentre il rapporto debito/pil sarebbe al 132% per lo scorso anno dopo l'aggiornamento Istat e previsto al 131,6% nel 2017 e al 129,9% nel 2019, numeri che porteranno ad correzione dello 0,3% e non più dello 0,8% precedentemente previsto per la nuova manovra finaziaria. Delle diverse misure annunciate per la nuova manovra, mancano, però, le cifre esatte relative ai costi di ognuna.

Provvedimenti della prossima manovra e possibili

Stando a quanto riportano le ultime notizie, gli interventi previsti per la prossima manovra dovrebbero prevedere:

  1. novità per la Naspi;
  2. rinnovo dei contratti degli impiegati della pubblica amministrazione, con le risorse che dovrebbero salire da 1,2 miliardi inizialmente previsti a 1 miliardo e 650 milioni per garantire gli aumenti medi di 85 euro mensili per gli statali;
  3. taglio cuneo fiscale;
  4. rafforzamento del fondo indigenza per le famiglie in condizioni di forte difficoltà economica.

Si tratta di provvedimenti che affiancheranno ulteriori misure come sterilizzazione delle clausole di salvaguardia per il 2018, rinnovo di incentivi fiscali per il settore privato già esistenti e stanziamento di nuove risorse economiche a sostegno degli investimenti pubblici. Per quanto riguarda le novità relative la Naspi per chi è rimasto disoccupato, le ultime notizie confermerebbero una apertura da parte dell’esecutivo alle richieste delle forze sociali di una proroga di 12 mesi, per tutto il 2018, per l’accesso tutti quegli strumenti di sostegno alla disoccupazione validi per le imprese che operano in aree di crisi complessa e con possibile allungamento della durata della Cigs da 24 a 36 mesi.

 Per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, le forze sociali si sono dette soddisfatte dell’aumento delle risorse destinate al provvedimento anche se, come confermano le ultime notizie, servirà decisamente di più per garantire l’effettivo aumento degli stipendi per tutti a 85 euro, circa 5 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il taglio del cuneo fiscale per le nuove assunzioni, stando alle ultime notizie, sembra essere l’unica misura che l’esecutivo ha fermamente intenzione di portare avanti, tra incentivi fiscali e sgravi contributivi, con l’intento di dare nuova spinta al rilancio dell’occupazione giovanile. Stando alle ultime stime riportate, la misura dovrebbe costare circa 2 miliardi di euro l’anno ma sono in tanti a temere che possa trattarsi di un altro inutile spreco di soldi, considerando che non si ha certezza del fatto che possa trattarsi di una effettiva misura che darà concreta spinta all’occupazione, visto che la precedente esperienza in tal senso non ha portato a nulla di positivo e concreto in tema di crescita dell’occupazione e le ultime notizie sull’andamento della disoccupazione nel nostro Paese, a luglio nuovamente in crescita, ne sono una dimostrazione.

Soddisfazione è stata espressa dalle forze sociali per la disponibilità dell'esecutivo a stanziare maggiori risorse, oltre che per le misure di rilancio dell'occupazione per i giovani, per il fondo indigenza rivolto al sostegno delle famiglie più bisognose.

Novità per le pensioni nulle

Nulle, invece, si prospettano al momento le novità per le pensioni: in occasione della presentazione del nuovo Def non è stato fatto alcun riferimento a miglioramenti per ape volontaria e ape social e quota 41, né tanto meno per la revisione delle aspettative di vita che stando alle ultime notizie, saranno rimandate. I motivi del nulla di fatto, al momento, per le novità per le pensioni attese sono i costi elevati che secondo le stime richiederebbero le stesse novità per le pensioni, tra i circa 1,2 miliardi di euro necessari per i primi tre anni di ape social per le donne per arrivare ai 2,5 miliardi di euro per i prossimi dieci anni, e i circa 5 miliardi di euro che potrebbe richiedere la revisione delle aspettative di vita tra il 2019 e il 2020. Ma le forze sociali continuano a ribadire l’importanza e la necessità di attuazione di novità per le pensioni per cui hanno intenzione di portare avanti non solo confronti con lo stesso esecutivo ma anche provvedimenti più forti, come scioperi e mobilitazioni, per arrivare a chiudere in maniera positiva la partita sulla questione previdenziale sempre più importante, soprattutto in riferimento a novità per le pensioni per i giovani e congelamento dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile che rischia di condurre direttamente ad una ‘tragedia sociale’.