Pensioni novità oggi Ape Social, Quota 41, Pensioni Donna, Ape Volontaria venerdì 29 Settembre

La difficoltà a intervenire sulle novità per le pensioni viene argomentata in più modi, ma in realtà dalle ultime notizie pensioni viene fuori un quadro di incertezza generale che impone cambiamenti.

Pensioni novità oggi Ape Social, Quota 4

Pensioni novità oggi Ape Social


Non solo c'è bisogno di immaginare novità per le pensioni che aiutino i lavoratori a congedarsi in una finestra temporale più accettabile e a condizioni meno penalizzanti. Ma anche i provvedimenti in circolo hanno bisogno di una sistemata perché è proprio dalla ultime notizie pensioni di oggi venerdì 29 settembre che vengono fuori tanti dubbi e perplessità sulla bontà dell'impianto realizzato. Se i requisiti per accedere agli strumenti di Ape social e Ape volontaria sono chiari e spiegati nel dettaglio da tempo, diverso è il caso di chi non può accedere a queste opportunità per ritirarsi un po' prima a vita privata nonostante il possesso delle condizioni anagrafiche e contributive. Succede perché strada facendo è adesso emerso come coloro che hanno subito protesti, sono stati segnalati alla centrale dei rischi della Banca d'Italia o molto semplicemente hanno problemi con gli istituti, si vedono chiuse le porte in faccia.

Ape volontaria: novità per le pensioni non per tutti

Confermate allora le categorie per accedere all'Ape volontaria e ribaditi i requisiti in questo periodo di sperimentazione della misura, c'è da fare i conti anche con quelli di segno negativo ovvero le condizioni per le quale non è possibile accedere alla somma messa a disposizione dalle banche per congedarsi. Il semaforo è infatti rosso per

  1. chi è in possesso di debiti scaduti o eccedenti e non pagati da oltre 90 giorni;
  2. chi è registrato negli archivi della centrale dei rischi gestita dalla Banca d'Italia;
  3. chi è oggetto di procedure di composizione della crisi da debiti eccessivi;
  4. chi ha pignoramenti in corso o estinti senza soddisfazione dei creditori;
  5. chi ha protesti a proprio carico.

Sono comunque previste alcune particolarità per cercare di ammorbidire le rigidità eccessive, con tanto di aperture per correzione in vista della manovra. Ma questo è evidentemente un'altra questione che tira in ballo i difficili rapporti con gli stessi istituti di credito, tenendo conto che per raggiungere l'attuale convenzione sono state necessarie molte settimane di trattative. A completamento del quadro, si segnalano i tanti casi di rigetto dell'istanza di accesso all'Ape volontaria. Si tratta di situazioni che vanno valutate caso per caso, ma che testimoniano comunque il non immediato rapporto tra richiesta e via libera, nonostante l'apparente possesso di tutte le condizioni richieste dalle regole in vigore.

La beffa degli assegni di pensioni più bassi

In questo contesto di profonda incertezza si aggiunge un altro elemento di discussione: Anziani: le condizioni di salute in Italia e nell'Unione europea ovvero il nuovo rapporto dell'Istituto nazionale di statistica. Incrociandoli con le analisi delle forze sociali, spunta un dato che apre una riflessione e che dovrebbe spingere il legislatore a immaginare novità per le pensioni più aderenti alla realtà. Nonostante l'aumento dell'età della pensioni, per cui le speranze di un congelamento, seppur temporaneo, sono ridotte al lumicino, l'assegno che nel tempo i pensionati andranno a percepire sarà più basso a parità di età di uscita. Il motivo ha un nome e un cognome: il coefficiente di trasformazione, diminuito a ogni aggiornamento.

Per adeguare al valore attuali gli stipendi percepiti nel corso della carriera lavorativa, le retribuzioni di ciascun anno sono rideterminate con coefficienti di rivalutazione in corrispondenza dello scatto degli adeguamenti alla aspettativa di vita. Si utilizzano per ottenere la retribuzione totale da utilizzare per il calcolo della pensione. Ma il loro trend è costantemente negativo. In fin dei conti non c'è nulla di cui sorprendersi se la Ragioneria sosteneva che il processo di elevamento dei requisiti minimi e il relativo meccanismo di adeguamento automatico previsto dalla normativa vigente in materia di pensioni, sono stati valutati con estremo favore dagli organismi internazionali e, in primo luogo, in ambito europeo, grazie al considerevole risparmio di spesa per le casse pubbliche (oltre che per quelle dei lavoratori in pensione).







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