Pensioni novità oggi Ape Volontaria, Quota 41, Ape Social, Pensioni Donna giovedì 28 Settembre

Il clima politico sulle novità per le pensioni è piuttosto sereno, ma in realtà sta montando la protesta sulle piazze nelle ultime notizie pensioni in vista della definizione della manovra.

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Si prospetta un periodo di grande fermento sulle pensioni. I segnali che arrivano nella giornata di oggi giovedì 28  settembre non sono per niente rassicuranti perché c'è un esecutivo che vuole mantenere un profilo basso e non perde occasioni di ribadirlo. Il periodo di Ape volontaria, quota 41 e Ape social è insomma alle spalle e di nuovo ci sarà ben poco. Ma due variabili potrebbero rimettere tutto in gioco. A iniziare dalle pressioni delle forze sociali. La lunga lista delle rivendicazioni ovvero di richiesta di novità per le pensioni è ben nota e prevede l'introduzione di disposizioni agevolate per le donne così come lo stanziamento di maggiori risorse per facilitare il congedo. Ma se con le buone maniere l'esecutivo fa orecchio da mercante, parte delle forze sociali intende spostare la protesta sulle piazze. Una prima serie di manifestazione è stata già programmata in alcune città italiane, la capitale su tutte, e altre potrebbero essere allestite in vista di un autunno molto caldo.

Autunno molto caldo sulle novità per le pensioni

Se si tratterà solo di qualche scaramuccia o di uno scontro vero e proprio sul terreno delle novità per le pensioni, è tutto da scoprire. Di interessante cc'è che le forze sociali mettono sotto il suo ombrello protettivo sia i pensionati e sia i lavorati in genere, ma anche

  1. i giovani alle prese con una precarietà occupazionale costante che rende incerto il futuro previdenziale
  2. i migranti a cui, a loro dire, sono cancellati i contributi che riescono a maturare e viene negata la possibilità di una pensione dignitosa

In queste condizioni è facile credere che saranno chiamati a scendere tutti in piazza per irrobustire la presenza e aumentare il tasso di pressione nei confronti dell'esecutivo. Ma sulla base di quanto stiamo notando, non c'è comunanza di intenti tra le forze sociali e si prevede una divisione che poco fa bene per l'efficacia dell'azione. Ricomporre l'unità dovrebbe essere alla base dello scontro-confronto con l'esecutivo, ma le premesse non sembrano incoraggianti.

Tante ragioni per chiedere novità per le pensioni

Non ci sono solo motivi ideologici che spingono le forze sociali a un cambio di passo sulle pensioni. E né le prospettive poco incoraggianti per lavoratori desiderosi ma impossibilitati ad andare in pensione, e i giovani con le loro carriere discontinue. Sono anche i numeri a certificare come non tutte le disposizioni dell'esecutivo siano stati in grado di suscitare l'interesse dei potenziali beneficiari. C'è un caso realmente emblematico, da classificare come fallimento senza appello. Si tratta della possibilità concessa ai lavoratori a cui mancano pochi anni dal congedo di farsi dimezzare l'orario di lavoro con la riduzione dello stipendio, ma anche con il mantenimento dello stesso livello di contribuzione. Ebbene, sulla base della comunicazione ufficiale dell'Istituto nazionale delle previdenza sociale, le istanze accolte dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato del settore privato sono state un centinaio. Esattamente il magro numero di 121.

Dinanzi a questa situazione, i segnali che arrivano da Palazzo Chigi non sono di una pronta reazione. Tutt'altro perché dalla lettura approfondita della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza viene fuori come lo spazio concesso alle novità per le pensioni sarà ridotto nella prossima manovra. E a poco sembrano essere servite le migliori aspettative sulla crescita della produzione. Nulla di eccessivo, ma i maggiori fondi saranno spesi in altro modo e non sulle pensioni. Due sembrano adesso le priorità dell'esecutivo. La prima è il finanziamento delle forme di sostegno al reddito, dalla cassa integrazione, straordinaria e non, gli ammortizzatori sociali, fino ad arrivare all'assegno di disoccupazione della Naspi. La seconda è il taglio del costo del lavoro a favore delle imprese così da permettere l'assunzione di giovani. Con un'accortezza: assumere con contratti a tempo determinato sarà meno conveniente rispetto ai contratti a tempo indeterminato, almeno nel breve periodo.







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