Pensioni novità ulteriori oggi su uscita decreto e quota 100, aspettative di vita, opzione donna proroga mercoledì 9 Gennaio

Possibile estensione della proroga dell’opzione donna, riduzioni degli assegni con uscita con quota 100, ulteriori chiarimenti: nuove attese per novità pensioni

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Pensioni novità quota 100, proroga opzione donna, aspettative di vita, precoci, usuranti e ultime notizie e ultime su Decreto Pensioni uscita e Consiglio dei Ministri atteso oggi mercoledì 9 Gennaio: Ancora novità per le pensioni e il tanto atteso decreto sulle pensioni stesse anche oggi 9 settembre 2019 con una serie di ultime notizie e ultimissime su quota 100, proroga opzione donne, aspettative di vita e Ape Social.
Occorre  fare da subito una precisazione che il pre-Consiglio dei Ministri che doveva essere fatta ieri, mercoledì 8 Gennaio, è saltato, in quanto, probabilmente, ci sono ancora diverse cosa da rivedere sia sulle pensioni che sul reddito di cittadinanza, oltre la questione di evitare i rischi per i correntisti e risparmiatori di banca Carige.
Sul reddito di cittadinanza c'è la minaccia della Lega di non farlo passare, come ha affermato Salvini, se non verrano dati più soldi ai disabili, ma anche sulle pensioni, ieri Durigon alla trasmissione Di Martedì ha spiegato, in uno dei assagi a Floris, che il decreto è ancora da sistemare in vari punti e che si sta lavorando. E per questo l'uscita del decreto ufficiale potrebbe slittare a settimana prossima, e non in un Consiglio dei Ministri giovedì 10 Gennaio o venerdì 12 Gennaio.
Nell'intervista con Floris, ieri sera, non ci sono state novità per proroga opzione donna o aspettative di vita che vedremo, comunque, sotto da altre fonti, ma Durigon ha fatto due precisazioni importanti, entrambi novità per quota 100.
La prima è che dovrebbero essere conssiderati tutti i contributi figurativi per il raggiungimento dei 38 anni di contributi. La seconda è che il Tfr per gli statali verrà pagato subito e senza il prestito richiesto alla banche, ma soldi dello Stato stesso (che poi significa dei contribuenti) che si stanno ricercando.
Durigon ha poi confermato sostanzialmente gli assegni più bassi per chi aderisce a quota 100, ma ancora rimanendo sulla sua posizione diversa da quella dell'Ufficio di Bilancio che prevede assegni più magri come abbiamo riportato e spiegato SOTTO NELL'articolo

Per quanto riguarda, invece, opzione donna, le novità arrivano dall'autorevole sito Pensionioggi che fornisce una serie di novità e precisazioni che permetterebbero di capire meglio chi può andare in pensione con questo sistema di usicta anticipata.

Stando a quanto riportano le ultime notizie, la proroga dell’opzione donna, come stabilito nella bozza del decreto sulle pensioni, vale anche per le lavoratrici nate entro il 31 dicembre 1959, nel caso di lavoratrici dipendenti, ed entro il 31 dicembre 1958, nel caso di lavoratrici autonome, che abbiano maturato almeno 35 anni di contributi. 

Due, in particolare, le novità sottolineate in merito alla proroga dell’opzione donna: la prima riguarda, appunto, l’estensione della platea delle beneficiarie anche alle nate nel 1959 e nel 1958, che attualmente non hanno la possibilità di uscire prima scegliendo l’opzione donna; la seconda novità riguarda i tempi di maturazione degli anni contributivi previsti. Le nate rispettivamente nel 1958 e 1959 potranno decidere di andare in pensione prima con l’opzione donna a condizione di aver maturato 35 anni di contributi successivamente al 31 dicembre 2015. Una lavoratrice dipendente nata nel 1958 o nel 1959 che ha raggiunto i 35 anni di contributi nel 2018 potrà, per esempio, uscire con l’opzione donna.

Ricordiamo che la data di decorrenza della pensione segue il meccanismo delle finestre, per cui una volta raggiunti i requisiti richiesti per l’uscita effettiva le lavoratrici dipendenti dovranno considerare una finestra di 12 mesi che diventano 18 nel caso delle lavoratrici autonome. Una lavoratrice dipendente, dunque, che matura i 35 anni di contributi giugno 2018, per effetto della finestra di 12 mesi, potrà effettivamente andare in pensione da luglio 2019.

E pensionioggi riporta anche che così come è concepito il decreto pensioni (ancora in bozza ricordiamolo), il blocco dellle aspettative di vita dovrebbero diventare strutturali ovvero che per quota 42 anni e 10 mesi per le pensione anticipata (per pgli uomini) e e un anno in meno per le donne la misura sarà così anche per i prossimi anni, ma anche l'innalzamento di 5 mesi per gli altri dovrebbe esssere l'ultimo fatto. Questo si desume da come è scritto il decreto. Anche se certamente, non guasterebbe, inserire la parola strutturale.

Le attese continuano a concentrarsi sulle novità pensioni per almeno due motivi. Il primo è che, oggi martedì 8 Gennaio 2019, vi è come confemrato dal Sole24Ore, ma anche dal sito ufficiale del Governo un pre-consiglio dei Ministri dove all'ordine del giorno come riportato nelle ultime notizie e ultimissime, vi è un ulteriore confronto sul decreto pensioni che contiene quota 100, opzione proroga donna, aspettative di vita, Ape Social, pensione di cittadinanza. E  potrebbero arrivare alcuni dei tanti dettagli mancanti, spesso decisivi, e fondamentali per capire al meglio queste stesse novità per le pensioni. E sempre dal Sole24ore di oggi, versione cartacea, c'è una novità importantissima proroga opzione donna e un ulteriore intervista Durigon su quota 100.

Pensioni: novità attese per oggi e cosa prevedono

Stando a quanto confermano le ultime notizie sulle pensioni, è in programma oggi un pre-consiglio dei ministri durante il quale saranno analizzate le per le pensioni contenute nella prima bozza del decreto e potrebbe arrivare anche la versione del decreto più articolata dei tecnici che avrebbe dovuto esser consegnato ieri. Il vero e proprio. Nella versioen di questo decreto si attendono, come detto, si attendono chiarimenti su punti ancora confusi e che creano incertezza. Se, per esempio, ai fini dei requisiti necessari per la quota 100 saranno considerati i contributi figurativi e quali e se varrà il cumulo o meno; se c’è un tempo preciso entro il quale bisogna aver maturato i 35 anni di contributi necessari per l’uscita con l’opzione donna; se il blocco delle aspettative di vita legate ai requisiti della pensione anticipata sarà strutturale o meno e sarà l'ultimo aumento come alcune interpretazioni affermano.

Le ulteriori due novità su proroga opzione donna e calcolo importo pensione quota 100

Secondo le ultime e ultimissime notizie riportate da Il Sole 24 Ore, potrebbe esserci una estensione della proroga dell’opzione donna in extremis che potrebbe interessare una platea più ampia di lavoratrici. La misura contenuta nel decreto pensioni parla di proroga del sistema per uscire prima per le lavoratrici nate nel 1959 e nel 1958 se autonome, ma le ultime notizie parlano di una possibile estensione di tale possibilità di uscita prima anche alle lavoratrici nate nel 1960. Si attendono, però, conferme in merito, con tutte le regole precise, anche se il Sole24Ore è una fonte attendibile. Il giornale spiega anche che i soldi ci sono e sarebbero quelli risparmiati negli anni precedenti.

Altra novità pensioni di cui si parla oggi riguarda eventuali tagli dei trattamenti pensionistici finali se di decisse di andare in pensione prima con la novità pensioni di quota 100. A parlare delle riduzioni dei trattamenti è il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, che nel corso di una intervista ha spiegato di quanto scenderà l’assegno finale con la pensione di quota 100. I tagli per Durigon potrebbero arrivare anche al 16% di quanto si percepirebbe andando in pensione raggiungendo i normali requisiti pensionistici richiesti se si esce 5 anni prima, mentre solo del 2% un anno prima. Il calcolo, ha spiegato Durigon che lui stesso ha spiegato avviene con una pensione media di 1500 euro ed è un calcolo sul netto. 

Si tratta, però,, di una stima diversa dal calcolo del valore dell’assegno finale che si percepirebbe andando in pensione con la novità pensioni di quota 100 effettuato dall’Ufficio parlamentare di Bilancio secondo cui andando in pensione con la quota 100 l’assegno finale verrebbe tagliato di circa il 5% se si anticipa l’uscita solo di un anno e di oltre il 30% se si decide di andare in pensione prima fino a 4 anni.

In ogni caso la novità pensioni di quota 100 se, da una parte, permetterebbe di anticipare il momento dell’uscita dal lavoro, risultando conveniente per chi è davvero stanco di continuare a lavorare, dall’altra, rappresenterebbe comunque una penalizzazione perché non permetterebbe a chi ha lavorato una vita facendo anche tanti sacrifici di percepire quanto realmente dovuto. E questo non è certo un aspetto conveniente di questa novità per le pensioni.

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