Pensioni novità oggi Consiglio Ministri e decreto slittano quota 100, aspettative vita, proroga donna opzione giovedì 10 Gennaio

Nuovi chiarimenti su prossime novità pensioni in arrivo da due autorevoli fonti: quali sono e cosa riportano. Attesa per decreto pensioni ufficiale

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Pensioni ultime notizie e ultimissime quota 100, opzione donna proroga, aspettative di vita, Ape Social e novità decreto pensioni oggi in CDM giovedì 10 Gennaio 2019: Nonostante fino a ieri anche il Presidente Conte aveva ribadito che il Consiglio dei Ministri si sarebbe tenuto oggi giovedì 10 Gennaio 2019, al momento pare essere slittato a domani o anche a settimana prossima e con esso il tanto atteso decreto sulle pensioni con le novità e il decreto ufficiale e il testo definitivo per quota 100, proroga opzione donna, aspettative di vita, proroga Ape Social. 
Le fonti sono due di queste ultime novità novità sulle pensioni, o meglio sul ritardo del Consiglio dei Ministri dove appunto c'era il decreto per le pensioni, ovvero il Sole24ore di stamattina e il sito ufficiale del Governo e della Presidenza del Consiglio dove nel
calendario ufficiale al momento non c'è nessuna convocazione. E anche il SOle24Ore conferma lo slittamento del decreto.
A questo punto il noto e autorevole giornale economiche indica come possibili nuove date, nelle ultime notizie e ultimissime, per il Consiglio dei MInistri o domani venerdì 11 Gennaio oppure direttamente settimana prossima.
La tensione dall'altra parte che si respira nel Governo è palpabile e Salvini e la Lega vogliono rivedere la parte dei disabili per il reddito di cittadinanza, ma c'è anche il problema Carige e degli immigrati della nave See-Watch.
Da sottolineare, però, che il tempo passa e il decreto per le pensioni rimane urgente perchè, poi, si possa pensare che dal 1 Aprile possoano cominciato ad esssere inviata le domande di pensione all'INPS e ancora più strettisono i tempi per gli statili che devono
chiedere anche il preavviso di sei mesi. E' vero che saranno norme retroattive, ma è anch vero che un decreto legge impiega una volta cofnermato dal Prlamento (ulteriore passaggio da fare anche se di solito veloce) 60 giorni per finire essere publbicato in Gazzetta ufficiale e poi nel frattempo occorre che anche le circolari attuative dell'INPS siano pronte.
Una corsa sul tempo, dunque, si profila sempre più.  SOTTO ABBIAMO SPIEGATO DUE IMPORTANTI CHIARIMENTI  E NOVITA' per la proroga opzione donna che viene ampliata, ma anche la decorrenza e le finestre e poi ulteriori novità su quota 100 da Durigon e sulle aspettative di vita, tutte importanti e tutte che devono essere messe nero su bianco neld ecreto ufficiale sulle pensioni
 

Le discussioni sulle novità pensioni che si attendono con il decreto pensioni annunciato per questa settimana continuano ad essere decisamente vivaci e le ultime notizie ad oggi mercoledì 9 Gennaio si riferiscono soprattutto a spiegazioni e chiarimenti sulle novità pensioni in arrivo rivelate da due autorevoli fonti, il sito pensionioggi e il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, che nel corso delle ultime settimane e è più volte intervenuto con spiegazioni sulle novità pensioni in arrivo, come ha fatto anche ieri sera. Confermato anche che non c'è stato il Pre-Consiglio dei Ministri come doveva esserci ieri, annunciato anche dal Sole24ore, per i problemi derivanti dal salvataggio di Banca Carige e la tensione tra Lega e M5S sul reddito di cittadinanza. E, infatti, lo stesso Durigon ha affermato di non essere sicuro, come abbiamo scritto sotto nel dettaglio, di quando potrà essere emenato ufficialmente il decreto.

Pensioni, due novità su proroga opzione donna. Calcolo uscita decorrenza e finestre per domande INPS

Le ultime notizie ad oggi sulle novità pensioni riguardano la proroga dell’opzione donna che, come confermato dalle ultime e ultimissime notizie, è tra le novità pensioni inserite nel decreto pensioni. L’autorevole sito di pensionioggi offre nuovi e ulteriori chiarimenti sul funzionamento della proroga dell’opzione donna, sistema sperimentale che permette di andare in pensione prima rispetto ai normali requisiti pensionistici stabiliti solo alle donne lavoratrici, sia dipendenti statali e privati sia libere professioniste e lavoratrici autonome, prevedendo requisiti anagrafici differenti.

A PensioniOggi come riportato dalSole24Ore di ieri aggiungiamo che potrebbe essere esteso opzione donna anche alle nate nel 1959 per le autonome e 1960 per le dipendenti con i criteri di decorrenza e domanda che lo stesso pensionioggi definisce per le nate in precedenza con esempi e finestre che riportiamo sotto e che sono elementi molto importanti per poter comprendere quando effettivamente si potrà andare in pensione.

Stando a quanto riportato da pensionioggi, la proroga dell’opzione donna, come stabilito nella bozza del decreto sulle pensioni, sarà estesa anche alle lavoratrici nate entro il 31 dicembre 1959, nel caso di lavoratrici dipendenti, ed entro il 31 dicembre 1958, nel caso di lavoratrici autonome, che abbiano maturato almeno 35 anni di contributi. Tuttavia, c’è una precisazione da fare: le nate rispettivamente nel 1958 e 1959 potranno andare in pensione prima con l’opzione donna a condizione di aver maturato 35 anni di contributi successivamente al 31 dicembre 2015. Per esempio, una lavoratrice dipendente nata nel 1958 o nel 1959 che ha raggiunto i 35 anni di contributi nel 2018 potrà, per esempio, scegliere l’opzione donna per anticipare la pensione, a condizione, però, di accettare una pensione finale ridotta che, come sempre accaduto finore per il calcolo dell’assegno con opzione donna, sarà calcolata esclusivamente con sistema contributivo e non più con il vecchio e più vantaggioso sistema retributivo.

Insieme alla modalità di calcolo della pensione finale, resta uguale anche il sistema delle finestre per l’uscita effettiva delle donne che sceglieranno di andare in pensione con l’opzione donna. La data di decorrenza effettiva della pensione, infatti, deve considerare la finestra di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e la finestra di 18 per lavoratrici autonome, per cui, per esempio, una lavoratrice dipendente che matura i 35 anni di contributi a giugno 2018, per effetto della finestra di 12 mesi, potrà effettivamente andare in pensione da luglio 2019, tempo che si allunga fino a gennaio 2020 per una lavoratrice autonoma.

Le due precisazioni e novità su quota 100 di Durigon

Dopo le interviste dei giorni scorsi, il sottosegretario al Lavoro Durigon, come riportano le ultime notizie, ieri sera è tornato a parlare di novità pensioni nel corso della trasmissione Di Martedì condotta da Floris, spiegando che il decreto pensioni, che confermerà anche il blocco delle aspettative di vita, è pronto ma ancora da definire in diversi punti, e non è  sssolutamente detto che arriverà in Consilglio dei Ministri con il tanro atteso Decreto tra domani e dopodomani giovedì e venerdì 10-11 Gennaio, ma potrebbe slittare ancora per una serie di modifiche che devono essere inserite.

La prima novità spiegata dallo stesso Durigon è che dovrebbero essere considerati tutti i contributi figurativi per il raggiungimento dei 38 anni di contributi,; mentre la seconda è che il Tfr per gli statali sarà pagato subito e non bisognerà attendere, come si diceva nei giorni scorsi, il raggiungimento dei normali requisiti pensionistici richiesti per incassarlo. E verrà pagato subito non tramite prestiti bancari, ma con soldi dello Stato che si stanno cercando di reperire.
Nel corso dell’intervista a Floris, Durigon ha anche confermato i tagli che subiranno gli assegni finali di coloro che decideranno di andare in pensione prima con la quota 100, ribadendo però calcoli diversi rispetto a quelli resi noti dall'Ufficio parlamentare di Bilancio.

Il sottosegretario Durigon, infatti, già nel corso di una precedente intervista aveva spiegato che andando in pensione prima con quota 100 le riduzioni degli assegni finali potrebbero arrivare al 16% di quanto si percepirebbe andando in pensione raggiungendo i normali requisiti pensionistici richiesti. Si tratta di una stima diversa dal calcolo del valore dell’assegno finale che si percepirebbe andando in pensione con la novità pensioni di quota 100 effettuato dall’Ufficio parlamentare di Bilancio secondo cui andando in pensione con la quota 100 l’assegno finale verrebbe tagliato di circa il 5% se si anticipa l’uscita solo di un anno e di oltre il 30% se si decide di andare in pensione prima fino a 4 anni.

Aspettative di vita ulteriori novità

Per quanto riguarda le aspettative di vita ritorna a scrivere il già citato autorevole sito pensionoggi che spiega che come è scritto il decreto si può presumere che l'aumento dei 5 mesi di vita sarà l'ultimo, in quanto dovrebbe essere una modifica strutturale quella indicata nel testo. Dunque, oltre al blocco per 42 anni e 10 mesi (per gli uomini) per la pensione anticipata e di un anno in meno per le donne, ci sarebbe la novità che l'aumento delle apsettative di vita per tutti gli altri sarebbe l'ultimo. Certo, se venisse inserito il termine strutturale anche nel testo, aggiungiamo noi, sarebbe meglio e più chiaro.

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