Pensioni novità oggi giovedì INPS chiarisce dubbi su quota 100, opzione donna, pensioni anticipate

La maggior parte dei chiarimenti dell'istituto di previdenza è concentrata sulle tra grandi misure del 2019 ovvero quota 100, opzione donna e pensioni anticipate.

Pensioni novità oggi giovedì INPS chiari

Pensioni anticipate, finestre e contributi


Numerose novità sulle pensioni, o per meglio dire chiarimenti, ma anche molto importanti, quella che caratterizza la giornata di oggi giovedì 18 aprile. L'Inps ha infatti diramato una circolare di chiarimento con le risposte alle domande più frequenti. E come si legge nel testo ufficiale, la maggior parte dei quesiti è concentrata sulle tra grandi misure di questo 2019 ovvero quota 100, opzione donna e pensioni anticipate. Emerge come nella maggior parte dei cosi i chiarimenti siano di segno negativo.

In buona sostanza, l'istituto di previdenza conferma l'esistenza di limiti piuttosto stringenti in relazione alla possibilità di fruire di quota 100 e opzione donna e indica ulteriori dettagli per le pensioni anticipate ovvero 42 anni e 10 mesi gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Quota 100, limiti per i militari

Quello che era un sospetto ha trovato adesso conferma nel nuovo chiarimento dell'Inps sulle pensioni: i militari della Guardia di finanza, dei Vigili del fuoco, delle forze di polizia, della polizia penitenziaria e delle Forze armate non possono fruire dello strumento di quota 100 per accedere al trattamento previdenziale. Come è noto, le regole sulle pensioni sono differenti per il personale militare e di conseguenza non è possibile valorizzare i periodi di contribuzione per il servizio svolto.

Questo limite vale appunto sono per i militari e non per chi, senza i gradi, lavora in uno di questi Corpi, ad esempio come semplice amministrativo.

C'è anche un altro paletto alla fruizione di quota 100 e riguarda la possibilità di sfruttare in contemporanea anche le opzioni di Ape sociale e volontario. Sul punto l'Inps è stata chiara: l'aspirante pensionato può fare domanda ma perde l'indennità dell'anticipo pensionistico.

Si può richiedere quota 100 anche se in precedenza è stato maturato un diritto ad un'altra prestazione pensionistica, non esistendo in questo caso nessun limite

Per quanto riguardi i contributivi figurati della Naspi, come tutti i contributivi figurativi, possono valere solo dopo aver maturato 35 anni di contributi "regolari", quindi i contributivi figurati valgono per arirvare ai 38 ani di contributi richiesti, ma solos se ne sono stati versati 35 in modo tradizionale. Era un dubbio che in molti avevano e che l'INPS ha voluto precisare.

Opzione donna, non conta la Naspi

Restrizioni anche per opzione donna. Anche in caso di accettazione del ricalcolo dell'assegno di pensione con il meno vantaggio sistema contributivo, le lavoratrici pubbliche e private non possono conteggiare ai fine del calcolo i periodi di Naspi. L'assegno di disoccupazione non conta per il requisito contributivo dei 35 anni. E allo stesso tempo - precisa l'istituto di previdenza - chi aderisce a opzione donna per andare in pensione non può fruire del regime di cumulo dei periodi assicurativi.

Infine, altro chiarimento che completa il quadro, le lavoratrici dei settori pubblici e privati che hanno maturato il diritto a un'altra forma di pensione possono accedere all'opzione donna solo rinunciando al precedente trattamento.

Pensioni anticipate, finestre e contributi

C'è infine un chiarimento Inps sulle pensioni anticipate ed è l'unico che può essere considerato di segno positivo. Nel periodo della finestra dei tre mesi (gli statali hanno tre mesi supplementari per un totale di sei mentre chi è impiegato nel pubblico e passo nel privato ha un periodo di finestra di tre mesi prima di andare in pensione), il lavoratore può continuare l'occupazione se è cessata l'attività come dipendente e vedersi conteggiati i contributi maturati. Si ricorda che servono 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Rimane sempre il diritto del lavoratore a non lavorare nei tre mesi ma non prenderà in questi tre mesi nè stipendio, nè pensione.

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