Pensioni novitÓ decreto cambiato prima Gazzetta oggi e sospese pensioni INPS quota 100, opzione donna, aspettative vita venerdý

Cambiato il testo del decreto prima della pubblicazione in Gazzetta ufficiale per problemi coperture e nel frattempo domande pensioni Inps bloccate di fatto come raccontano in molti

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Pensioni novità pubblicazione decreto pensioni oggi venerdì 25 Gennaio e ultime notizie e ultimissime quota 100, opzione donna proroga, aspettative di vita, pensione anticipata, Ape Social 2019 proroga: Decreto pensioni ancora in attesa di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale oggi venerdì 25 Gennaio mentre continuano ad emergere problemi e dubbi relativi alle coperture.

Stando a quanto riportano le ultime notizie, la Ragioneria generale di Stato avrebbe apposto la propria bollinatura al decreto pensioni con novità di quota 100, proroga di opzione donna e ape social e blocco della aspettative, stimando, però, una spesa complessiva di 4,6 miliardi e non di 3,9 miliardi come stanziati dal governo.

Questa importante revisione della spesa ha portato alla conseguente revisione della clausola di salvaguardia, che prevede ora un controllo dei conti da parte dell’Inps mensilmente e non più ogni bimestre e che se le domande dovessero essere superiori alle disponibilità economiche si procederebbe con tagli ai Ministeri o aumento delle tasse.

Le preoccupazioni sono anche per le stime dei potenziali beneficiari della quota 100 quest’anno: innanzitutto specifichiamo che la quota 100 non è strutturale ma dovrebbe durare, coperture permettendo, per tre anni, ma se le domande fossero superiori già quest’anno alle disponibilità, molti ne resterebbero fuori, della serie chi prima arriva meglio alloggia e inoltre, considerando i costi stimati, cioè solo per quota 100 e blocco delle aspettative di vita circa 43 miliardi a 360 milioni tra 2019 e 2028 e altri 2 miliardi per quota 41 per i precoci e opzione donna, sembrerebbe difficile riuscire a recuperare effettivamente questi soldi considerando che, poi, per la prossima Manovra ci sarebbero già 24 miliardi di clausole di salvaguardia da sistemare.

E nel frattempo le domande di pensioni sono rallentate o sospese come raccontano le lettere aperte di un lavorato e tante segnalazioni ed email ricevute che racontiamo SOTTO

 

Il decreto con le novità pensioni di quota 100, aspettative vita, opzione donna deve ancora affrontare il passaggio in Parlamento prima di diventare ufficialmente e poter dare il via alle novità pensioni approvate. Nel frattempo, milioni di lavoratori sono costretti ad una sorta di limbo perché pur avendo maturato i requisiti necessari per andare in pensione, in mancanza di legge e circolari attuative da parte dell’Inps, sono costretti a continuare a lavorare. A questa condizione di disagio, che crea molta rabbia e delusione nei cittadini, si deve aggiungere anche la situazione del calcolo delle finestre previste per ogni genere di pensione che si sceglie e le finestre altro non fanno che allungare ancor di più i tempi di uscita. Stando a quanto riportano le ultime notizie, monta la polemica, come facilmente immaginabile, da parte dei cittadini.

Situazione decreto pensioni e novità domande per andare in pensione

Il decreto, dunque, come sopra detto, attende di arrivare in Parlamento per diventare legge, bisognerà poi aspettare l’arrivo delle circolari attuative da parte dell’Inps perché le novità pensioni approvate entrino finalmente in vigore e fino a quando non sarà approvato il decreto nulla entrerà in vigore. Secondo le ultime e ultimissime notizie, però, al momento, risulterebbero essere bloccate anche le domande per le ‘normali’ pensioni di vecchiaia e anzianità, ma non solo. Per quest’ultima, in realtà, si attende il decreto legge che blocca lo scatto dei cinque mesi di requisiti scattati il primo gennaio 2019.

Sono decine, infatti, le segnalazioni arrivate di persone che lamentano rallentamenti da parte dell'Inps nell’esame di domande di pensione. Dal canto suo, l’Istituto di Previdenza ha spiegato, non ufficialente, a chi si recava prosso i suoi uffici, che i tempi sono più lunghi perché si attendono le novità del decreto ufficiale, soprattutto in riferimento alle aspettativa di vita, e le circolari attuative per capire come procedere effettivamente con le domanda.

Stessa cosa per le pensioni anticipate con i requisiti di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e un anno in meno per le donne. che sono stati innalzati di 5 mesi anch'essi anche se nel decreto si abbasseranno di 5 mesi ( o emglio due con le finestre).  E anche per queste l'INPS sta aspettando. La situazione non è semplice e si sta allungando sempre di più, anche perchè le email e segnalazioni ci arrivano anche da lettori che hanno inziato a recarsi all'INPS a Novembre-Dicembre o anche prima in piena discussione della Legge di Stabilità.

Medesima situazione di stallo anche epr le domande dell'Ape Social che fino ad una settimana fa non si sapeva se ufficialmente e come venissero prorogate.

Senza contare, poi, chi avrebbe già i diritti di entrare con quota 100 (con i tempi stretti per la scuola e non solo) e per opzione Donna. Entrambi sistemi che con i meccanismi delle finestre complicano tutto e allungano, ancora una volta, i tempi. Anche perchè durante le finestre se non si vuole vivere con i propri risparmi si deve lavorare per continuare a percepire uno rendita mensile.

Pensioni Inps sospese: decine di segnalazioni

Dunque, come scritto anche in precedenza, da parte dell’Inps si sta verificando ormai da tempo un blocco delle pensioni a causa del continuo tira e molla che finora si è verificato sulle novità pensioni approvate, un percorso che non sembra essere finito, considerando che proprio in Parlamento si attendono eventuali emendamenti di modifica. E nell’attesa di novità ufficiali, l’Inps sta rallentando tutto. I disagi e le lamentele sono state espresse da tante mail arrivateci. In particolare, un nostro lettore, il signor Rinaldi, ci ha inviato due lettere che testimoniano la sua condizione, inviate anche al ministro del Lavoro e vicepremier di Maio che testimoniamo come, pur avendo lui maturato i requisiti per andare pensione, non avendo però certezza delle misure attuali, è costretto a continuare a rimanere in servizio. Di seguito le due lettere del signor Rinaldi che indicano davvero la situazione in cui siamo

Io sono un macchinista di Trenitalia e prima della riforma Fornero si andava a 58 anni. Mi mancavano 1 anno e 10 mesi. Per un errore di scrittura della legge siamo stati esclusi dall’armonizzazione e portati a 66 e 7 mesi. In tutti questi anni, le opposizioni della precedente legislatura, ci hanno usato per dimostrare la stoltezza della legge Fornero e per incalzare il governo della incapacità di risolvere le ingiustizie sociali. Faccio presente che gli autoferrotranviari, che andavano in pensione a 60 anni, sono stati inseriti tra i lavori usuranti e oggi ci vanno a 61 anni e 7 mesi.

In questi anni si è parlato molto del nostro lavoro e sul fatto che la nostra aspettativa di vita è di 64,5 anni. Noi siamo sottoposti a controlli psico-fisico, dopo i 55 anni, ogni 9 mesi. “Ancora in marcia”, una rivista che si occupa delle nostre problematiche, ultimamente ha fatto un censimento dei decessi prima dei 62 anni negli ultimi tre anni. Risulta elevatissimo…Io raggiungo i requisiti per andare in pensione a 42 anni e 10 mesi il 4 marzo 2019. Dovendo dare un preavviso di 90 giorni e non essendoci le circolari Inps, non ho potuto dare le dimissioni il 4 dicembre 2018.

Rischio di andare in pensione a 64 anni. La legge di bilancio 2017 ha previsto l’esonero dall’aumento dei 5 mesi di aspettativa di vita previsti dal 1 gennaio 2019 per le mansioni gravose e usuranti. Qui comincia il bello. Il decreto attuativo viene pubblicato in gazzetta ufficiale il 12/6/2018 e la circolare inps il 28 dicembre 2018. Esemplare come tempismo a fare il possibile a non mettere in pratica una legge dello stato. Prevedendo tempi lunghi, fin da giugno, ho scritto ai ministri Di Maio e Salvini, a deputati e senatori senza avere nessun riscontro.

Ad alcuni componenti del parlamento ho inviato il video dei loro interventi nella passata legislatura. (ecco il link: https://m.youtube.com/watch?v=zVpqP1gX2w0&feature=player_embedded ). Ancora in marcia, come tanti sindacati, hanno scritto ai ministri per sensibilizzare il problema. (ecco la lettera a questo link: http://www.inmarcia.it/component/content/article/28-ultimora/804-pensioni-lavori-gravosi-lettera-allinps-contro-il-blocco-delle-norme-sui-cinque-mesi ). Naturalmente nessuna risposta.

Finalmente esce la circolare 126 del 28 dicembre 2018 e il relativo messaggio 4804 del 21 dicembre 2018. La prima è la circolare attuativa e il messaggio spiega come presentare la domanda. Si va dal patronato per inoltrare la domanda ma viene consigliato di attendere a dare le dimissioni in attesa del decreto su quota 100 e altro. Si va agli uffici inps (Verona) e addirittura le impiegate, non si sa come, affermano che noi siamo esclusi dalla circolare perché interessa solo i precoci. Però, consigliano di aspettare il famoso decreto, perché si aggiusta tutto.

Nel frattempo chi doveva andare in pensione il 1 gennaio 2019 si ritrova a fare già 3 mesi in più. Io ho parlato della mia qualifica, ma penso che tutte le altre (mansioni gravose e usuranti), siano nelle condizioni al limite della sopportabilità. Si rischia di rimanere beffati e umiliati. Si rischia di mettere in discussione i principi basilari della nostra costituzione.
Se non c’è certezza dei diritti aumenta la frustrazione e il rischio per la nostra democrazia è enorme.

Cordiali saluti.    
Macchinista NANCI RINALDO

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Egr. Signor ministro Di Maio,
Io sono un macchinista di Trenitalia e appartenente alle mansioni gravose e in base al Decreto 18/04/2018 di cui alla G.U. n. 134 del 12/06/2018, sarei potuto andare in pensione con 42 anni e 10 mesi, senza l’aumento dell’aspettativa di vita dopo l’emissione della circolare Inps n.126 del 28 dicembre 2018 e messaggio 4804 del 21 dicembre 2018. I requisiti, per poter andare in pensione, li raggiungerei il 4 marzo 2019. Dovendo dare un preavviso di 90 giorni, già dal 4 dicembre 2018, avrei potuto dare le dimissioni. Cosa che non ho potuto fare, su consiglio del patronato, perché gli uffici Inps attendevano il famoso decreto Quota 100 e reddito di cittadinanza. Il decreto è arrivato ma lo stallo continua.

Si, perché gli uffici Inps aspettano la circolare attuativa che metta un po’ d’ordine dopo l’approvazione del decreto da parte del parlamento. Lo stallo quanto durerà? Prevedendo possibili complicazioni, fin da giugno 2018, mi sono preoccupato a scriverle (di seguito lettera inviata il 18 giugno 2018), credendo che le osservazioni dei singoli cittadini potessero servire ad evitare questa situazione paradossale. Gli eventi, mi fanno sospettare che non conosce minimamente l’iter burocratico di chi deve andare in pensione. Ecco un vademecum.
1)  DEFINIRE IN TEMPO UTILE LE NORME -NON FATTO
Se avevate intenzione di bloccare l’adeguamento dell’aspettativa di vita con decorrenza 1 gennaio 2019 dovevate farlo in tempo utile e permettere a chi aveva i requisiti di andare in pensione.
2)  EMISSIONE CIRCOLARI ATTUATIVE INPS – NON FATTO
La rivista “Ancora in marcia” ha provato a mandarle una lettera, tramite pec, per sensibilizzarla della mancata emissione della  circolare attuativa inps sulle mansioni gravose senza avere nessuna risposta. La sua emissione in data 28 dicembre 2018 non ha permesso ai lavoratori che raggiungevano i requisiti i primi giorni del 2019 di andare in pensione.
3)  DIMISSIONI E DOMANDA DI PENSIONE – NON FATTO
Per poter fare domanda di pensione bisogna prima dare le dimissioni. Cambia da qualifica a qualifica, in base al proprio CCNL.  Non essendoci norme, circolari, non si possono dare dimissioni e i tempi si allungano. Esempio: chi raggiungeva i requisiti il 1 gennaio 2019 rischia di andare in pensione con la legge Fornero aggravata (invece di 43 e 3, 43 e 4 o più).
 
Come vede, viviamo sulla nostra pelle le conseguenze di non aver saputo prevenire tutte le problematiche. Si fa presto, chi ha 30 anni, a dire: “cosa sono tre mesi in più”.
Provi a viverlo quando ne hai 64 e potevi andare in pensione a 58 anni e la tua aspettativa di vita è 64,5 anni. Non credo che sarebbe in grado di capire.
Oltre a Lei, mi sono rivolto a senatori e deputati. Risposte:zero.
Nel contratto di governo giallo verde vi era particolare attenzione per i lavori usuranti o mansioni gravose. Beh siete riusciti a togliere quello che era un nostro diritto lasciato dal precedente governo. Bravi.
Mi auguro che non sia stato un calcolo per fare cassa con pochi lavoratori. È ancora più grave non aver saputo valutare tutti gli effetti collaterali. Si perché, se il legislatore, non è in grado di scrivere una legge che non crei malumori, è meglio che faccia qualcos’altro. Si, potrei consigliare di andare a raccogliere cicorie. Potrebbe avere più fortuna. Sa, le cicorie con i fagioli sono ottimi.
A parte l’ironia, potrebbe impegnarsi a risolvere i problemi dovuti alla superficialità con cui si affronta la questione pensione. Provi ad andarci in qualche patronato o ufficio inps e toccherà con mano la serietà di quello che sto scrivendo. Se non può farlo Lei, mandi un suo incaricato di fiducia. La mia lettera sarà destinata ad essere inascoltata, come le precedenti, ma non si meravigli se il popolo domani la manderà veramente a raccogliere cicorie.

Cordiali saluti.    
Macchinista NANCI RINALDO

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