Pensioni novità oggi lunedì Di Maio-Sindacati è scontro si parte male per pensioni anticipate, quota 100, quota 41, opzione donna

Nuovo scontro tra sindacati e Di Maio oggi lunedì 15 Aprile ma sarebbe necessario il dialogo con il governo per salario minimo e novità pensioni dopo un DEF in alita e in vista della prossima manovra Finanziaria

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I primi ‘nuovi’ incontri tra sindacati e governo si sono rivelati piuttosto positivi, ben giudicati dalle stesse forze sociali, a partire da quello relativo al salario minimo e si parlava di prospettive di nuovi tavoli da portare avanti con continuità e anche relativamente alle novità per le pensioni.
Ma, la situazione sembra essere cambiata e inclinatasi, stando a quanto riportano le ultime notizie, all’indomani dell’incontro che gli stessi sindacati hanno tenuto con il nuovo segretario del Pd, Nicola Zingaretti, e la proclamazione dello sciopero generale per il primo giugno per la revisione delle pensioni e i conguagli. E potrebbe essere un problema visto che nel Def, e quindi in manovra Finanziaria, gli spazi per le novità per le pensioni, sia miglioramenti di quota 100, che opzione donna strutturale o, comunque una proroga di un anno ancora, e pensioni anticipate e quota 41 sono esigui. E una spinta dal sindacato potrebbe essere in questa ottica assolutamente non da sottovalutare

Incontro Di Maio-Sindacati: nuovo scontro

Le ultime notizie ad oggi lunedì 15 Aprile, infatti, riferiscono di una sorta di nuovo scontro tra governo e sindacati spiegata proprio dal vicepremier Luigi Di Maio che non ha assolutamente visto di buon occhio l’incontro che le forze sociali hanno avuto con il Pd e, infatti, ha dichiarato che i sindacati devono decidere se stare con i lavoratori o con il Pd perché per Di Maio, che ha scelto i lavoratori, il ruolo delle forze sociali per la difesa dei diritti dei lavoratori è fondamentale, come la centralità della contrattazione collettiva.

Lo stesso Di Maio ha poi fissato come prossimo obiettivo della sua agenda di governo quello del salario minimo, sostenendo poi anche la proposta del presidente dell’Inps per l’abbassamento del full time per il lavoro, spiegando che è sua intenzione portare il tema in Aula il più presto possibile, a prescindere dalle scadenze elettorali o altri appuntamenti politici.

Tuttavia, proprio in riferimento alla proposta del salario minimo, dalle stesse forze sociali sono arrivate diverse critiche che il vicepremier ha definito ‘bizzarre’ e la Cgil ha sottolineato come il salario minimo si contratta ed è necessaria la trattativa tra le parti. Siamo, dunque, di fronte ad una sorta di rottura del dialogo che sembrava essersi tranquillamente instaurato tra sindacati e Di Maio e a questo punto bisogna capire se si potrà riprendere un dialogo con il governo, fondamentale anche in vista del Def che comunque per le pensioni potrebbe prospettare novità seppur davvero tra tane difficoltà. E proprio per questi motivi, dei tavoli e il cofnronto tra il Governo e i Sindcati sarebbe importate, come ulteriore spinta per le novità per le pensioni che ci potrebbero essere, ma sono assolutamente in salita

Novità pensioni e nuovo Def: possibili misure

Al momento, il Def (Documento di Economia e Finanza che pone le basi per la prossima Manovra Finanzaria) presentato non riporta nulla di particolare in riferimento alle ulteriori novità pensioni attese, ad eccezione di un annotazione chiamata ‘Approfondimenti su quota 100 e reddito di cittadinanza’ che prospetterebbe novità per la quota 100 e si tratta di novità che, secondo le ultime notizie, potrebbero essere positive, come per esempio il bonus di quattro mesi da riconoscere per ogni figlio alle donne per raggiungere più facilmente la pensione finale, ma anche negative, come la conferma della quota 100 fino al 2021, dunque come misura sperimentare da bloccare.

Tuttavia, secondo più large interpretazioni, il riferimento dell’annotazione potrebbe essere più ampio e allargarsi a comprendere anche novità pensioni correlate alla quota 100, come proroga dell’opzione donna che, secondo le ultime notizie rese note dallo stesso governo, potrebbe diventare anche strutturale, o quota 41 per tutti senza paletti e condizioni.

Dal canto loro, i sindacati, con in testa la Cgil guidata da Maurizio Landini, puntano su una totale revisione dell'attuale riforma pensioni con un generale abbassamento dell'età pensionabile per tutti da 67 a 62 anni, senza dimenticare la centralità di una quota 41 per tutti senza condizione e di misure per favorire l'accesso alla pensione finale per le donne che nel corso della loro vita conciliano lavoro, figli e cura della famiglia.

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