Pensioni novità oggi mercoledì doppia delusione pensioni cittadinanza più che su quota 100, opzione donna, pensioni anticipate

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Rabbia e delusione per una pensione di cittadinanza non per tutti e senza alcun vantaggio: situazione e polemiche

Le ultime novità pensioni approvate come quota 100, opzione donna prorogata, pensioni anticipate con blocco delle aspettative di vita continuano il loro iter alla Camera nell’attesa della conversione ufficiale del decreto in legge suscitando, però, non poche polemiche tra coloro che non sono poi molto d’accordo con queste misure che, in realtà, non rivedono l’attuale legge pensionistica ma si inseriscono in essa solo come possibilità e solo per alcuni e non per tutti di anticipare il momento della pensione rispetto ai normali requisiti pensionistici richiesti che da quest’anno sono di 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi (per la pensione di vecchiaia). Tuttavia a far più discutere, insieme alle ultime novità pensioni che prevedono però molti paletti e molti requisiti stringenti, è la nuova pensione di cittadinanza.

Pensione di cittadinanza: rabbia e delusione dai pensionati

Stando a quanto riportano le ultime notizie, sarebbero tantissimi i lavoratori (ma anche pensionati) che stanno manifestando rabbia e delusione per la pensione di cittadinanza, sia meglio per le condizioni rigide poste per far domanda della nuova pensione di cittadinanza sia per chi la vede una ingiustizia dopo aver lavorato una vita.

E nei gruppi online di Facebook, soprattutto quelli di quota 41, ma non solo, la rabbia e la delusione montano soprattutto in chi ha lavorato per 35-38 o 40 anni e anche di più e vede ancora la pensione di quota 41 lontana e una pensione di cittadinanza di 780 euro, decisamente alta per molti se si considera che dopo aver lavorato una vita c’è chi prende una pensione da 1100-1300 euro. Si tratta, per molti, di una vera ingiustizia che non fa altro che creare iniquità e differenze, piuttosto che porsi (come nelle intenzioni) come una misura di sostegno per chi vive in condizioni meno abbienti.

E si tratta della stessa delusione espressa da molte donne che vorrebbero andare finalmente in pensione scegliendo l’opzione donna ma che sono titubanti a causa di importi finali che, secondo i calcoli,sono ridotti fino anche al 30% della pensione che si raggiungerebbe andando in pensione di vecchiaia pur dopo 38 anni di lavoro. E sono deluse le stesse donne che hanno scelto opzioen donne che spesso si torvano con una pensione inferiore ai 780 euro, ma che con i plaetti Isee e non slo delle pensione di cittadinanza non possono affatto raggiungere i 780 euro.

Delusione pensioni: pensione di cittadinanza con paletti e nessun aumento

La pensione di cittadinanza, visti requisiti e condizioni, non prevederà per tutti un aumento della pensione mensile a 780 euro come pubblicizzato nei mesi precedenti, ma sarà solo per pochi a causa di diversi paletti previsti e non prevede nemmeno aumenti per le pensioni sociali.

La pensione di cittadinanza, infatti, è una integrazione del reddito del nucleo familiare, per cui non prevede aumenti nè della pensione minima, di 513 euro al mese, nè dell'assegno sociale, di 458 euro al mese, nè delle pensioni di invalidità, di 280 euro al mese. Non vengono cioè erogati 780 euro al mese a tutti e indipendentemente da tutto, ma vengono erogate somme integrative rispetto a quanto si percepisce già e in base a composizione del nucleo familiare e relativa scala di equivalenza.

Per esempio, se un pensionato vive da solo dovrebbe percepire un'integrazione di 630 euro al mese per 12 mesi (più i 150 euro di contributo in caso di locazione perché se si risiede in una abitazione in locazione con la pensione di cittadinanza si può avere un contributo per il canone di locazione di 150 euro mensili) che diventano 882 se il pensionato è coniugato. Nel caso, invece, di un pensionato di età superiore a 67 anni che percepisce solo un assegno sociale di 458 euro mensili, per 5.954 euro l'anno, con la pensione di cittadinanza avrà una integrazione di 1.606 euro annui

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