Pensioni novità oggi giovedì cosa c'è nel DEF per ora aspettando quota 41, pensioni anticipate, quota 100, opzione donna,

di Marianna Quatraro pubblicato il

Le prime misure nel Def sembrano puntare soprattutto sulla famiglia almeno oggi giovedì 4 aprile, mentre c'è silenzio al momento su ulteriori novità pensioni con potenziali miglioramenti per quota 100, opzione donna, pensioni anticipate, quota 41 senza dimenticare esodati e pensioni invalidità e disabili

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SI incominciano ad intravedere i primi grandi capitoli che si pensa saranno presenti nel DEF che è la base dalla Legge Finanziaria. A momento si intravedono delle possibilit per le novità per le pensioni sia del tutto nuove che miglioramenti, nelle ultime notizie e ultimissime, per quota 100, pensioni anticipate e l'opzione proroga donna. Ma non c'è solo questo come si evicne dalle ultime novità che mostrano, comunque, un percorso in salita.
 

La giornata di oggi giovedì 4 Aprile 2019 inizia a prospettare primi annunci di misure che potrebbero rientrare nel nuovo Def, (Documento di economica e finanza) che pone le basi per la prossima Legge di Bilancio, e che, stando alle ultime notizie, non prevederebbero per ora nulla per ulteriori novità pensioni ma punterebbero molto sulla famiglia.

L'attesa è di capire se ci sarà uno spazio per il capitolo pensioni e previdenza con novità su quota 100, opzione donna proroga per le nate nel 1961 e pensioni anticipate oltre che, ovviamente per quota 41, senza dimenticare il capitolo esodati e pensioni invalidità e disabili sulle quali è stato fatto quasi nulla nel decreto pensioni. Non si prevedono nelle ultime novità delle indicazioni specifiche, che ci saranno nel corso dei prossimi mesi, ma almeno uno spazio che preveda l'annuncio di una apertura per un nuovo capitolo per le pensioni

Novità pensioni, primi annunci nuovo Def

Le ultime notizie ad oggi mercoledì confermano, come già annunciato, l’inizio dei lavori per la definizione del nuovo Def questa settimana e se per ora molto punta sulle misure per la famiglia e nulla si dice per le pensioni, fino a conclusione dei lavori non si sa quali saranno effettivamente le nuove misure da definire. La strada è ovviamente molto lunga e anche in salita vedendo le difficoltà economiche e le pressioni esterne di Ocse e Unione Europea.

Ma il Def mostra le basi per cosa si vorrà fare nella prossima Legge di Bilancio. Di solito negli ultimi anni, non ci sofferma sulle singole misure che verranno discusse dopo, ma si parla di grandi capitoli di intervento come ha già fatto anche Di Maio come vedremo tra poco. E per questo, risulterebbe importante, anche una citazione sulle novità per le pensioni dopo l'apertura fatta da Durigon più volte.

Secondo quanto riportano le ultime notizie, annunciate da Di Maio in persona, il nuovo Def dovrebbe prevedere, oltre a misure per la crescita economica, un capitolo dedicato alla famiglia, con misure da approvare con la prossima Legge di Bilancio, dalla riforma dell'Irpef con il coefficiente familiare, a maggiori incentivi per chi ha bisogno di una baby sitter, per l'acquisto di pannolini, con sconti del 50% sul prodotto, e per la frequenza di asili nido.

Pensioni novità Def, le prospettive

Tanto si punta sulla famiglia, come ribadito dal vicepremier Di Maio, quanto gran silenzio regna sulle novità pensioni. Al momento, infatti, tra i primi annunci per il nuovo Def mancano riferimenti alle pensioni, ma ci si aspetta per ulteriori novità pensioni e miglioramenti ci saranno, anche alla luce delle ultime dichiarazioni del sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, che ha assicurato più volte come alcune misure sarebbero arrivate il prossimo anno.

E il riferimento è, in particolare, a novità pensioni come proroga ulteriore dell’opzione donna per le nate nel 1961, cancellazione della finestra di tre mesi per chi decide di andare in pensione anticipata e bonus e agevolazioni per l’uscita delle donne con ogni forma pensionistica, senza dimenticare miglioramenti per quota 100 e la quota 41 per tutti senza alcun paletto o condizione, per cui sono stati già presentati emendamenti, bocciati, al decreto pensioni 2019 diventato legge ufficiale. E un discorso a parte va fatto per gli esodati che rimangono oltre 6mila e che nessuno sembra ricordarsi, così come per le promesse, finora mancate, su pensioni di invalidità e disabili.

Certo, al momento, tutto sembra molto difficile a causa delle nuove pressioni da parte dell’Ocse, secondo cui addirittura reddito di cittadinanza e quota 100 sarebbero da eliminare, il primo soprattutto perché favorisce il lavoro nero, la seconda perché rallenterebbe la crescita nel medio termine, riducendo l’occupazione tra le persone anziane e, se non applicata in modo equo, aumentando la diseguaglianza intergenerazionale e farà aumentare il debito pubblico, ma anche di conti economici che non tornano e scarse disponibilità economiche.

L'eliminazione di quota 100 o del reddito di cittadinanza, ma soprattutto della prima, con una legge stabilita finono al 2021 sperimentale sembre, comunque, al momento impossibile, se non in una situazione di grave crisi economica e sarebbe un boomerang non solo per questo Governo, ma per qualsiasi forza politica la volesse toccare.

Uno dei veri problemi è eliminare le clasuola di salvaguardia che ogni Governo nel passato ha continuato a portare avanti e che sulla prossima manovra finanziaria pesano per almeno 23 miliardi. Oppure lasciarle correre e provocare un aumento dell'iva e delle accise sulla benzina oltre che su alcune tasse, ma avere, così, risorse libere per interventi nella prossima legge finanziaria che altrimenti rischierebbe di rimanere schiacciata dal peso delle soluzioni per evitare questi aumenti.

Tra l'altro ad eccezione di quota 41, tutti gli altri interventi per le novità per le pensioni non costerebbero, poi, tanto. Anzi, come opzione donna permeterebbero anche di risparmiare. Ma quota 41 rimane in auge, per le tante promesse fatte, che non si possono dimenticare come dall'altra parte anche le pensioni di invalidità e disabili per cui si si attendeva un aumento ben più sostanzioso.

Il premier Conte ci ha tenuto a sottolineare come una frenata della crescita economica italiana era stata prevista, motivo per il quale ha definito una manovra per perseguire una politica espansiva ma responsabile con misure volte a ristabilire equità sociale e ha annunciato ulteriori misure volte a dare impulso effettivo alla crescita, a partire da nuovi strumenti di semplificazione amministrativa e di potenziamento degli incentivi fiscali in settori fondamentali, come quello delle costruzioni e dell'efficientamento energetico, ora in sofferenza.  

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