Pensioni novitÓ oggi mercoledý sospese domande o rallentate quota 100, pensioni anticipate

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Pensioni oggi martedý ritardi e rallentamenti domande

Alcune delle domande di pensioni potrebbe essere rallentate o sospese per diversi motivi e giÓ ci sono dei casi nelle ultime notizie e ultimissime ad oggi mercoledý 6 marzo

C'è già un caso in cui 18mila domande potrebbero se va bene avere un forte ritardo, se va male essere completamente bloccate come novità dell'ultima ora oggi mercoledì 6 Marzo. Ma per almeno due motivi le domande all'INPS per le novità per le pensioni come quota 100, opzione donna, pensioni anticipate possono essere rallentate o sospese. E  ci sono nelle ultime notizie e ultimissime diverse conferme, tanto è vero che il Governo ci sta fortemente lavorando per evitare problemi.
 

Mentre continua l’iter di conversione in legge del decreto pensioni, le ultime novità sulle pensioni di oggi martedì indicano nuove possibilità che alcune domande fatte negli ultimi 3 mesi siano sospese o rallentate nell'approvazione di quota 100 a opzione donna prorogata, alle pensioni anticipata con blocco delle aspettative di vita per tre motivi differenti che andremo a vedere che sono in primo piano nelle novità di oggi per le pensioni. E è un fatto tra le novità dell'ultima ora che riguarda 18mila richiedenti dipensioni che se le potrebbe vedere rifiutata che è emblematico

Domande sospese e rallentate per statali, dipendenti enti statali, scuole, sanità, Inps, Comuni ad oggi mercoledì

Le ultime notizie confermano come le ultime novità pensioni per anticipare le uscite, da quota 10 a 62 anni di età e 38 anni di contributi, a opzione donna prorogata ancora per il 2019, alla possibilità di andare in pensione anticipata con blocco delle aspettative di vita mantenendo, dunque, i requisiti dello scorso anno, e quindi 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne, siano per alcuni versi decisamente importanti: permettono, infatti, a chiunque lo volesse di anticipare il momento della pensione senza dover necessariamente raggiungere i 67 anni previsti dalla pensione di vecchiaia e consentono anche, almeno in teoria, un possibile rilancio del lavoro, con il turn over tra prepensionamenti e nuove assunzioni di giovani che, tra l’altro, grazie alle loro competenze in ambito ICT potrebbero dare nuova spinta alla produttività.

Il problema, da cui deriva il nuovo grave paradosso, è che questo turn over non si potrà effettivamente verificare e quasi sicuramente non ci saranno nuove assunzioni per il momento, soprattutto a livello statale, a causa del blocco delle assunzioni che potrebbe provocare non pochi disagi sia per quanto riguarda l’apparato centrale, per i Comuni, l'INPS, la scuola (anche se relativamente meno), la Sanità.

Al momento, infatti, solo con quota 100 dovrebbero uscire circa 100mila tra medici e infermieri nel corso del prossimo anno e mezzo, due anni, così come 70mila nell'INPS e solo quest'anno 50mila-75mila insegnanti, senza contare tutit coloro che lavorano nell'apparato centrale della pubblica amministrazione o negli enti locali come i Comuni (altri 200mila). Per la scuola il problema potrebbe essere meno grave in quanto ci sono molti precari da assumere, ma se non si arriva a settembre organizzati, il rischio di migliaia di cattedre vuote per il nuovo anno, è assai concreto.

A questo punto se, come detto, le assunzioni sono bloccate il rischio di un grave rallentamento dei servizi (anche INPS paradossalmente) è possibile e l'allarme è scattato da varie realtà sia dal Miur, dall'INPS, da Sindacati, dai Comuni e Regioni e anche all'interno del Governo da alcuni sottosegretari e funzionari.

Tanto è vero che il Governo, per ovviare alla situazione, sta pensando ad un sistema per permettere ai sindaci e a tutti i responsabili di enti della PA di dare il via alle assunzioni del piano di turn over che, in realtà, dovrebbe partire dal 2020 così come per le altre realtà dalla Sanità o dall'INPS. E  stando a quanto riportano le ultime notizie, e ultimissime sulle pensioni si tratta di una novità che potrebbe essere contenuta in un nuovo emendamento al decretone pensioni da presentare alla Camera. Ma in questo momento, tutto tace, e nessun sembra deciso a presentare questo emendamento.

A questo punto, se non si fa nulla, la possibilità ( e il rischio) è che oltre alla finestra già allungata per gli statali, il Governo decida di rallentare l'accoglimento delle domande di pensione per gli statali, in genere, e tecnicamente e giuridicamente lo può fare, imponendo al dipendente di rimanere al lavoro ancora per diversi mesi, creando come delle graduatorie ( ma anche senza) per la priorità di poter gestire al meglio le attività pubbliche. Ed è da considerare che questo rallentamento o sospensione della domanda negli uffici pubblici è già stato fatto in passato ed è stato giudicato costituzionale.

La soluzione c'è, come detto, per evitare tutto questo e il Governo stesso ne è consapevole, questo ma man mano che passa il tempo e non si fa niente, tutto diventa più complesso, anche perchè non si fanno concorsi pubblici dall'oggi al domani.

Domande per le pensioni di tutti anche dipendenti privati rallentate ad oggi mercoledì

Altri motivi per cui per tutti ci potrebbe essere un ritardo dell'acoglienza delle domande, come avverrà tra l'altro per il reddito di cittadinanza, i cui primi soldi non saranno erogati da aprile, ma da maggio, per dare il tempo di verificare le domande all'INPS, è che per la grande quantitià di domande pervenute finora (oltre 100mila tra tutti quota 100, opzione donna, pensioni anticipate) e le domande del reddito di cittadinanza, l'INPS sarà impegnata da una forte mole di lavoro e i ritardi potrebbero esserci.

Dall'altra parte anche nell'ultimo periodo, complice l'approvazione del decreto e norme non ufficiali, i tempi per avere accolta la domanda di pensione si sono allungati come dimostrano tanti messaggi sui social e gruppi pensioni su Facebook. Ritardi che al momento si prevedono di 1-3 mesi. E poi il fatto stesso che l'INPS non abbia nè un Commissario nè un Presidente, non può che rappresentare ulteriori potenziali ritardi come ha affermato anche un membro della vigilanza INPS ovvero Riccardo Loy al Sole24ore.

E già 18mila domande sono a forte rischio ad oggi martedì tra novità pensioni dell'ultima ora

E a dimostrazione dei rischi di ritardi, vi è quella che riguarda la scuola che è stata confermata da varie fonti tra cui anche Anna Maria Santoro della Flc Cgil che ha spiegato a Repubblica che 18mila domande ricevute pur nei tempi corretti di Ata e docenti della scuola rischiano di non essere approvate in quanto l'INPS non ha la storia contributiva delle persone completa frutto di una parziale trasmigrazione dei dati quando Inpdap-Inps si sono fusi. Ococorre recuperare i dati dalle scuole e ai provveditorati e se l'INPS non ce la facesse le domande sarebbero respinte, Ecco come ha spiegato la vicenda l'esponente del sindacato  “L’Inps non è attrezzata. Ha solo giugno-luglio di tempo per accertare i requisiti. Se lo fa oltre il 31 luglio, ma entro la fine di agosto, tutti i posti lasciati dai “quotisti” vanno in supplenza: non sono più possibili le immissioni in ruolo. Ma se si sfora il 31 agosto, allora si salta l’anno e si va al primo settembre 2020, anche se il diritto a pensione con quota 100 viene accertato già nel 2019. Una beffa”.

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