Pensioni novitÓ oggi sabato sistemi per avere contributi per quota 100, pensione anticipata, opzione donna proroga

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Quanti contributi sono necessari per andare in pensione con le ultime novitÓ pensioni e come raggiungere il requisito richiesto

Pensioni novità oggi e ultime notizie e ultimissime quota 100, aspettaive di vita, pensione anticipata 42 anni uomini e 10 mesi e 41 anni donne e 10 mesi, precoci, usuranti, oggi sabato 2 Febbraio: Quanti contributi servono per andare in pensione con le novità per quota 100, opzione donna proroga o pensione anticipata? Ma soprattutto quali contributi valgono tra figurati e non e quali sistemi ci sono per poter aumentare, unire, fare cumulo, ricongiunzioni? Abbiamo spiegato tutto questo, con le regole vigenti per le novità di quota 100, ozione donna proroga, pensioni anticipate in questo articolo con tutte le possibilità che hanno evidenziato le ultime notizie e ultimisime per le pensioni.

Le novità pensioni approvate con il nuovo decreto, da quota 100 a proroga di opzione donna e ape social, a blocco delle aspettative di vita, prevedono requisiti ben precisi per andare in pensione e condizioni a volte stringenti. Il requisito contributivo per ciascuna delle possibilità di uscita rappresenta una di queste condizioni. Vediamo oggi venerdì 1 Febbraio quali sono i contributi necessari per andare in pensione con quota 100, opzione donna e blocco aspettative di vita e come si possono raggiungere in tutti i modi sia nuovi che vecchi.

Pensioni calcolo: contributi necessari quota 100 e come fare

Per andare in pensione con la novità pensioni di quota 100 bisogna maturare 38 anni di contributi e raggiungere 62 anni di età. Per il calcolo dei 38 anni di contributi necessari per la quota 100, insieme ai contributi previdenziali obbligatori, vengono considerati anche i contributi figurativi, i contributi volontari o quelli derivanti dal riscatto di determinati periodi come quelli della laurea o di altri periodi ammessi dalla legge, come per esempio i periodi di contribuzione omessa e prescritta. Ai fini del raggiungimento del requisito contributivo dei 38 anni richiesti dalla quota 100 per chi è disoccupato si può considerare anche l’ipotesi di pagare un anno di contribuzione volontaria, per maturare 38 anni di contributi e andare in pensione.

Con particolare riferimento ai contributi figurativi, per i 38 anni di contributi richiesti dalla quota 100, le ultime notizie chiariscono che si possono considerare i contributi figurativi come malattia, servizio militare, disoccupazione indennizzata, mobilità, integrazione salariale, ammortizzatori sociali in deroga, contratto di solidarietà, disoccupazione speciale edile. Via libera anche la possibilità di cumulo gratis dei contributi previdenziali versati nelle gestioni previdenziali dell'Inps. Il cumulo non vale, però, per la riunione dei contributi previdenziali versati in gestioni private.

Occorre, però, per la considerazione dei contributi figurativi avere 35 anni di contributi "regolari" come precedenti disposizioni della Legge Fornero. La ricongiunzione dei conributi tra più enti è gratuita.

Calcolo contributi pensioni calcolo: regole opzione donna

Passando all’opzione donna prorogata ancora per il 2019 dal decreto pensioni ufficiali, prevede la possibilità di uscita prima per le lavoratrici dipendenti nate nel 1960 e le lavoratrici autonome nate nel 1959 a patto che abbiano maturato i 35 anni di contributi richiesti entro il 31 dicembre 2018. Confermato il calcolo della pensione finale esclusivamente con sistema contributivo e le finestre di 12 e 18 mesi, rispettivamente per dipendenti e autonome, prima dell’uscita effettiva. Ai fini del raggiungimento del requisito contributivo per l’opzione donna vengono considerati i contributi previdenziali obbligatori, i contributi da riscatto, da ricongiunzione, contributi volontari e contributi figurativi. Non vengono, invece, considerati i contributi figurativi di disoccupazione naspi e malattia. La rincongiunzione per opzione donna è ancora a pagamento.

Pensioni novità: calcolo contributi ape social e aspettative di vita

Come l'opzione donna, è stata prorogata al 31 dicembre 2019 anche l'ape social che come requisiti prevede età pensionabile di 63 anni e 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver, invalidi e 36 anni di contributi per chi svolge o ha svolto lavori usuranti e gravosi. Ai fini del raggiungimento del requisito contributivo richiesto dall’ape social, è previsto il cumulo contributivo gratis. Il calcolo del requisito contributivo per l’Ape social comprende tutti i contributi versati o accreditati, a qualsiasi titolo, nelle gestioni previdenziali Inps e gestione separata e presso le diverse casse professionali.

Nel decreto pensioni anche il blocco delle aspettative di vita per i requisiti della pensione anticipata che prevedono 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne e nessun requisito anagrafico specifico. Ai fini del raggiungimento del requisito contributivo, sia per uomini che per donne, vengono considerati i contributi previdenziali obbligatori ma il lavoratore può considerare anche la contribuzione figurativa. In particolare, per la pensione anticipata 2019 vengono considerati i contributi figurativi accreditati d’ufficio, come cassa integrazione guadagni straordinaria, mobilità, disoccupazione, contratto di solidarietà difensivi, progetti di lavori socialmente utili, assistenza antitubercolare a carico dell’Inps; e i contributi figurativi accreditati a domanda per periodi, per esempio, di maternità, servizio militare obbligatorio, volontario o civile, riposi giornalieri, congedo parentale durante il rapporto di lavoro malattia o malattia del bambino, aspettativa per cariche sindacali o elettive. E’ bene precisare che non sono previsti limiti per i periodi accreditabili come contribuzione figurativa.

Contributi volontari, quando e come si può fare domanda e quanto costano

Una possibilità è anche quella di procedere a fare domanda per l'acquisizione di contributi volontari, ovviamente a pagamento. In generale lo possono fare le persone che sono disoccupate, o che sono in determinate situazioni di part-time.

Occorre avere almeno uno di questi due requisiti:

- 5 anni di contributi versati anche non continuativi durante tutta la propria vita lavorativa
- 3 anni di contributi versati nei 5 anni che precedono la presentazione della domanda.

I costi possono variare e non di poco e si basano su tre regole principali:

- i lavoratori dipendenti pagano in base alle ultime 52 settimane di contribuzione obbligatoria avuta anhe se avute su più anni. SI calcola una media. E si calcola su base settimanale.

- i lavoratori autonomi si calcola su base mensile, ovvero sulla media dei redditi Irpef degli ultimi 36 mesi prima della domanda.

Ricongiunzione contributi come funziona nel dettaglio, quando si paga o gratis ed è possibile.

Per andare in pensione con le novità di quota 100, opzione donna e pensione anticipata con blocco delle aspettative confermando i requisiti di 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne indipendentemente dall’età anagrafica, è possibile procedere alla ricongiunzione dei contributi previdenziali versati in diverse gestioni.

La ricongiunzione dei contributi permette, infatti, a chi ha posizioni assicurative in gestioni previdenziali diverse di riunire tutti i periodi contributivi in un’unica gestione per avere una sola pensione. La ricongiunzione deve essere richiesta dal diretto interessato e deve comprendere tutti i contributi, obbligatori, volontari, figurativi, da riscattato, che il lavoratore ha maturato in almeno due diverse forme previdenziali fino al momento del raggiungimento della pensione.

Per quanto riguarda la ricongiunzione dei contributi per la quota 100, è del tutto gratuita; per l’opzione donna, invece, la ricongiunzione è onerosa e l'onere viene determinato sulla base della collocazione temporale dei periodi ricongiunti e loro valutazione ai fini pensionistici.

Ricongiunzione onerosa anche per chi volesse chiederla per andare in pensione anticipata. In questo caso, la ricongiunzione potrebbe comportare costi anche elevati che aumentano in base all’età, al sesso del richiedente, al numero di anni da ricongiungere e alla collocazione temporale dei periodi da recuperare. 

Cumulo contributi

Insieme alla ricongiunzione, ai fini del raggiungimento dei requisiti contributivi chi va in pensione può anche richiedere il cumulo dei contributi previdenziali versati in differenti gestioni.

Il cumulo, a differenza della ricongiunzione, oltre a permettere la riunione dei periodi contributivi maturati nelle diverse gestioni permette anche di calcolare la quota di trattamento maturato presso ciascuna cassa secondo le regole prevista da ognuna di esse e sia in maniera contributiva che retributiva. Il cumulo con calcolo retributivo non vale solo se si matura la pensione di vecchiaia presso una delle gestioni in cui sono stati versati i contributi o se i contributi sono stati versati presso le casse professionali e la Gestione Separata.

Ai fini del raggiungimento del requisito contributivo richiesto dalle ultime novità pensioni approvate di quota 100, pensione anticipata con blocco delle aspettative di vita, il cumulo dei contributi dovrebbe valere per la quota 100 al contrario dei cumulo dei redditi che, invece, è vietato e l'Inps, in merito alla quota 100, ha specificato che valgono tutti i contributi versati a qualsiasi titolo.

Per la pensione anticipata con 42 anni e dieci anni di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne, l’Inps ha precisato che si possono cumulare i contributi misti anche versati presso le casse professionali. Infine, per l’opzione donna non è prevista la possibilità di cumulo dei contributi, non si possono cioè sommare i contributi versati in gestioni previdenziali diverse per raggiungere il requisito contributivo dei 35 anni richiesti.

Pace contributiva: cosa prevede

Con il nuovo decreto pensioni, il governo ha anche approvato misure per favorire il perfezionamento dei requisiti pensionistici attraverso il riscatto dei contributi per la copertura dei periodi contributivi arretrati rimasti scoperti. Si tratta della cosiddetta pace contributiva, sistema che permette di coprire periodi scoperti, appunto, dal versamento di contributi e che vale per lavoratori parasubordinati e altri iscritti alla gestione separata Inps; lavoratori dipendenti, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima; artigiani e commercianti iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

Per accedere alla pace contributiva tali categorie di lavoratori devono non avere periodi contributivi accreditati al 31 dicembre 1995 e non essere già titolari di pensione. Non si tratta, dunque, di una scorciatoia che potrebbe essere considerata da chi ha intenzione di andare in pensione quest’anno con la quota 100. Lo stesso nuovo decreto pensioni prevede anche la possibilità di un riscatto agevolato per gli anni di laurea per aumentare l’anzianità contributiva, valida però soltanto per gli under 45.

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