Pensioni, novità quota 100. Boeri, si va ben oltre 100. Ma conferma tante proposte arrivate da Governo

Le diverse proposte di novità pensioni di quota 100 presentate e le recenti dichiarazioni del presidente Inps Boeri: cosa cambierà davvero

Pensioni, novità quota 100. Boeri, si va

Pensioni novità quota 100 Boeri tante proposte


Il dibattito sulla riforma delle pensioni sembrerebbe essere entrato nel vivo considerando che a breve si attende l’approvazione della versione ufficiale della nuova Manovra che finalmente ‘svelerà’ se effettivamente la novità pensioni di quota 100 partirà davvero nel 2019, come ribadito dal vicepremier Matteo Salvini, o sarà ancora rimandata, rimanendo ancora una volta una promessa teorica. E le ultime notizie ad oggi continuano ad essere decisamente ricche di novità.

Pensioni quota 100: le ultime dichiarazioni di Boeri

Le ultime notizie si concentrano soprattutto sulle recenti dichiarazioni del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che ha chiaramente spiegato come da alcune simulazioni condotte dallo stesso Istituto per la quota 100 si andrebbe in realtà ben oltre la stessa quota 100. E ha anche confermato come siano state presentate diverse proposte relative alla formulazione della novità pensioni di quota 100 ma che al momento è ancora presto per esprimersi considerando che bisognerà fare diverse valutazioni quando sarà presentato il testo definitivo. Ma quali sono le diverse ipotesi presentate?

Pensioni quota 100: quali sono le proposte presentate
 

Come confermato dal presidente dell’Inps, sono diverse le ipotesi di novità pensioni di quota 100 presentate. Partendo dalla sua formulazione base, dovrebbe prevedere la possibilità di andare in pensione a 62 anni di età e 38 anni di contributi per un totale, appunto, di 100. Una delle proposte presentate prevede la possibilità di cumulo degli anni contributivi figurativi e si parlerebbe di due anni di tempo in cui uno ha maturato quota 100, sistema che porterebbe il requisito di quota 100 ad aumentare a 102. E’ stato però fissato il divieto di cumulo di reddito da pensione e reddito da lavoro.

Altra proposta, che sostanzialmente è quella cui si riferisce Boeri con la battura dell’andare oltre quota 100 con l’attuazione della stessa quota 100, è quella che porterebbe il requisito di uscita a quota 104. Come si arriverebbe a tale requisito? Si tratta di un risultato che deriverebbe dal fatto che dal prossimo mese di marzo 2019 potranno andare in pensione solo coloro che hanno raggiunto 62 anni di età e 38 anni di contributi previdenziali a condizione che gli stessi requisiti richiesti al 31 dicembre 2018 siano stati raggiunti da due anni. A marzo 2019, quindi, potrebbero andare in pensione con quota 100 solo coloro che hanno in realtà 64 anni di età. Tutti gli altri dovranno aspettare ancora qualche mese.

Ci sono poi le proposte di quota 100 con le finestre: in un primo momento si era parlato della possibilità di andare in pensione con quota 100 secondo quattro finestre, che sarebbero i periodi compresi tra la maturazione del diritto alla pensione e l’uscita effettiva dal lavoro, una ogni tre mesi. E, per esempio, chi matura i requisiti richiesti entro il 31 marzo riceverà la prima pensione ad aprile; chi matura i requisiti fra il primo aprile e il 30 giugno riceverà la prima pensione a luglio, e così via.

In un secondo momento le finestre di uscita con la quota 100 sono diventate sette: le quattro appena riportate, più due finestre semestrali per i lavoratori statali, da cui sarebbe però escluso il personale scolastico. Per quest’ultima categoria di lavoratori varrebbe, infatti, un'unica finestra di uscita anticipata considerando i che i tempi di inizio anno scolastico non corrispondono con i tempi di inizio dell’anno solare.

Dunque, per riassumere, le sette finestre della novità pensioni di quota 100 sarebbero quattro per i lavoratori del settore privato, due per i dipendenti statali e una per i lavoratori della scuola.

A spiegare un’altra proposta relativa alla novità pensioni di quota 100 è stato il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha chiaramente spiegato come i requisiti per l’uscita con quota 100 resterebbero quelli sempre detti, e cioè 62 anni di età e 38 anni di contributi, ma il momento della pensione effettiva sarà differente tra lavoratori pubblici e privati. In particolare, stando a quanto spiegato, i lavoratori pubblici prenderebbero la prima pensione ad ottobre 2019 e si lavora all’ipotesi di imporre obbligo di preavviso di pensionamento eventuale di almeno sei mesi per permettere l’organizzazione di concorsi pubblici per sostituire il personale che andrà in pensione. I lavoratori privati che, invece, maturano i requisiti di pensione di quota 10 entro il 31 dicembre del 2018 riceveranno la prima pensione ad aprile 2019 e per loro varranno le finestre di uscita sopra riportate.  

Sono, dunque, effettivamente diverse e tante le proposte presentate dal governo sulla novità pensioni di quota 100 ma, nonostante tanto parlare, ad oggi mancano ancora conferme ufficiali su come effettivamente sarà strutturata la quota 100 ma soprattutto se effettivamente sarà in vigore dal prossimo 2019. Bisogna quindi attendere la presentazione del testo ufficiale della Manovra per saperne di più.