Pensioni novità prossime elezioni quota 100, Ape Volontaria, Donna, Ape Social subito in manovra e decreti

Possibili modifiche in vista per novità per le pensioni di ape volontaria e social ma vero futuro novità per le pensioni più profonde

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Quali e quando saranno le reali e concrete novità per le pensioni che al momento si può ritenere che possano diventare davvero concrete? Tra le tante incertezze Ape Social e le novità per le pensioni Donna potrebbero avere degli ampiamenti in manovra, mentre l'Ape Volontaria dei correttivi in manovra. Ma non è affatto così sicuro, perchè potrebbe non esserci nulla di tutto ciò nelle ultime notizie e ultimissime se dipendesse solo dalla volontà delle esecutivo. Ma c'è da non perdere terreno per le prossime elezioni, quelle elezioni che potrebbero rappresentare il vero momento di quota 100 per una serie di motivi
 

Nonostante si attendano conferme ufficiali e ulteriori miglioramenti delle ultime novità per le pensioni approvate dal precedente esecutivo di ape volontaria e ape social, con prospettive di ulteriori novità per le pensioni per le donne, cambiamenti attesi con il decreto attuativo di settembre e la prossima manovra finanziaria, c’è chi continua a parlare di misure tampone che potrebbero rivelarsi ancora inefficaci per il concreto rilancio di occupazione, soprattutto giovanile, e di economia in generale, a fronte di profonde novità per le pensioni come quota 100 e quota 41 per tutti senza alcuna penalità che, invece, sembrerebbero rappresentare, ma da sempre, il vero futuro.

Novità per le pensioni di quota 100 e quota 41 il vero futuro

Le ultime notizie confermano come le novità per le pensioni di ape volontaria e ape social siano ancora nel mirino di forti critiche e polemiche sia per il loro carattere decisamente ristretto e limitato, sia perché favorirebbero, come da tanti spiegato, esclusivamente le banche piuttosto che sostenere davvero tutti quei lavoratori che volessero lasciare prima la propria occupazionale. Ciò che favorirebbe principalmente le banche sarebbe proprio il coinvolgimento di queste ultime nel meccanismo di prestito dell’anticipo pensionistico per andare in pensione fino a 63 anni di età, tre anni prima dunque dell’attuale soglia anagrafica di pensionamento di 66 anni e sette mesi.

La restituzione da parte del lavoratore che avesse deciso di andare in pensione prima alle banche dovrà, infatti, avvenire con calcolo di relativi interessi, la cui entità, come riportano le ultime notizie, deve ancora essere definita e, come spesso spiegato, si tratta dell’elemento principale che definirà la convenienza, o meno, dell’ape volontaria per uscire prima. Altrettanto limitata l’ape social, rispetto all’ape volontaria, senza alcun costo ma limitata esclusivamente alle categorie di persone svantaggiate come disoccupati, invalidi e malati gravi e lavoratori usuranti, e anche per loro vi sono determinati requisiti da soddisfare, senza i quali anche queste stesse categorie di persone non potranno accedere all’ape social.

Si tratta, dunque, di novità per le pensioni approvate per permettere a chiunque lo volesse di andare in pensione prima, ma che in realtà tali non saranno perché non chiunque potrà richiedere ape volontaria e ape social e per molti le forti limitazioni imposte dalle novità per le pensioni potrebbero rendere l’ape volontaria e l’ape social inefficaci e, ancora una volta, un inutile spreco di soldi.  

La convenienza della quota 100 e proposte da vagliare

Se le novità per le pensioni di ape volontaria e ape social possono essere ancora una volta considerate misure tampone, il vero futuro, stando alle ultime notizie e a quanto da sempre spiegato, sarebbero le novità per le pensioni di quota 100 e quota 41 per tutti senza alcun onere. Quest’ultima è la novità per le pensioni di cui da sempre si parla in Commissione Lavoro e che permetterebbe ai precoci che hanno iniziato a lavorare a 14-15 anni di andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica, il che agevolerebbe certamente questa categoria di lavoratori fortemente penalizzati, insieme agli usuranti, dall’entrata in vigore delle attuali norme pensionistiche.

Per quanto riguarda la novità per le pensioni di quota 100, considera la migliore soluzione pensionistica per tutti di revisione dell’attuale sistema, come la quota 41, continua ad essere nonostante la sua grande convenienza rimandata a causa di costi elevati che richiederebbe e che, secondo le stime, oscillerebbero tra i 7 e i 10 miliardi di euro. Una cifra di certo importante ma il fatto di rimandare la quota 100 dipende sostanzialmente dalla mancanza di volontà politica di attuazione della stessa novità per le pensioni perché come dimostrato per altri interventi miliardari, come il piano di salvataggio delle banche in difficoltà, se e quando vuole, l’esecutivo riesce a recuperare i soldi necessari, pur essendo tanti.  

E della novità per le pensioni di quota 100 sono diverse le proposte avanzate e discusse nel corso del tempo, due in particolare:

  1. novità per le pensioni di quota 100 proposta del presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, che prevede la possibilità di andare in pensione prima con oneri crescenti in base all’anno di uscita anzitempo dalla propria occupazione rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e 7 mesi, partendo da una base di 60 anni di età e 40 anni di contributi, e lasciando al lavoratore la libertà di scegliere a che età uscire prima, se a 60 anni di età e 40 anni di contributi, o a 61 anni di età e 39 di contributi, o a 62 anni di età e 38 di contributi e così via purchè la somma di età anagrafica e contributiva dia come risultato 100.
  2. novità per le pensioni di quota 100 proposta dalla Lega, che segue la stessa logica del precedete modello appena descritto di quota 100, con la differenza che la base di uscita da considerare non è di 60 anni di età e 40 anni di contributi, ma di 35 anni di contributi o 58 anni di età, per cui si potrebbe scegliere se andare in pensione a 58 anni di età e 42 anni di contributi, o a 59 anni di età e 41di contributi, o con 35 anni di contributi e 65 anni di età, o con 36 anni di contributi e 63 di età, e così via.

La novità per le pensioni di quota 100 sarebbe decisamente la migliore soluzione pensionistica per tutti, come sopra detto, perché:

  1. avrebbe il concreto vantaggio di rilanciare occupazione, soprattutto per i ragazzi;
  2. permetterebbe, di conseguenza, di rilanciare produttività e consumi;
  3. permetterebbe di accumulare risparmi, seppur però nel lungo periodo.







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