Pensioni novitÓ quota 100 ritorna in Legge StabilitÓ senza possibilitÓ, uniche Ape Social, Pensioni Donna, Quota 41

Sempre pi¨ difficile che la quota 100 rientri nella prossima Legge di StabilitÓ: le uniche novitÓ per le pensioni che potrebbero arrivare

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Nonostante si torni a parlare in questi giorni di novità per le pensioni di quota 100 e di quanto questa modifica pensionistica sarebbe ideale per rivedere le attuali norme per tutti ma anche, allo stesso, tempo per dare nuova spinta all’occupazione giovanile, si tratta di una novità per le pensioni che non rientrerà mai nella prossima Legge di Stabilità e il motivo è stato ribadito diverse volte: troppo costosa da attuare rispetto alle risorse economiche effettivamente disponibili. Se, infatti, le precedenti stime parlavano di costi oscillanti tra i 7 e i 10 miliardi di euro, le ultime notizie parlano di costi tra i 5 e gli 8 miliardi di euro, cifra inferiore ma comunque elevata.

E le prospettive attuali sono quelle di nuovo rilancio della quota 100, e in maniera decisamente più forte, solo in vista di prossime elezioni. Sarà, infatti, allora che si definirà la migliore occasione di rilancio delle importanti novità per le pensioni, come appunto la quota 100, che potrebbero permettere ai diversi schieramenti di riconquistare fiducia, consensi e quindi elettori. Quali sono, dunque, le novità per le pensioni che potrebbero effettivamente rientrare nella prossima Legge di Stabilità?

Novità per le pensioni di quota 100 in prossima Legge di Stabilità: non c’è alcuna possibilità

Per la novità per le pensioni di quota 100, come appena riportato, non sembrerebbe dunque prospettarsi alcuna possibilità di inserimento nella prossima Legge di Stabilità nonostante, stando a quanto riportano le ultime e ultimissime notizie, sembra essere tornata al centro delle discussioni la proposta di quota 100 avanzata dal presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano. Questa proposta prevede la oneri crescenti compresi tra il 4% e un massimo del 12% in base all’anno di uscita prima rispetto alla soglia dei 66 anni e sette mesi attualmente richiesta per la pensione finale, partendo dalla base 60 anni di età con 40 di contributi e a condizione che somma di età anagrafica ed età contributiva dia 100. Ogni lavoratore, con questa proposta, avrebbe, dunque, la possibilità di scegliere quando realmente andare in pensione se:

  1. a 60 anni di età e 40 anni di contributi;
  2. a 61 anni di età con 39 di contributi;
  3. a 62 anni di età con 38 di contributi;
  4. a 63 anni di età con 37 anni di contributi e così via.

Ma la discussione su questa proposta di legge, pur riprendendo, non porterebbe, almeno al momento, ad alcuna conclusione positiva, considerando che la scarsità di risorse economiche disponibili rispetto ai costi richiesti dalla novità per le pensioni di quota 100 non ne permetterebbe l'approvazione che, come confermano le ultime notizie, non sarebbe, tra l'altro, nemmeno sostenuta dal ministero del Tesoro che continua a considerare questa novità per le pensioni per nulla prioritaria, anche se spesso sono stati spiegati e ribaditi i grandi vantaggi che la quota 100 riuscirebbe ad assicurare come:

  1. rilancio dell'occupazione giovanile, grazie al riavvio del ricambio generazionale a lavoro;
  2. rilancio di produttività e consumi, grazie a sempre più giovani nel mondo del lavoro;
  3. possibilità di accumulare nuovi risparmi, seppur nel medio-lungo termine, dovuta agli oneri previsti da questa stessa novità per le pensioni a carico dei lavoratori che decidessero di andare in pensione prima.

Ape Social, Pensioni Donna, Quota 41: uniche possibili novità per le pensioni in prossima Legge di Stabilità

Secondo le ultime notizie, anche quest’anno dovrebbe chiudersi senza l’approvazione di eclatanti novità per le pensioni, contrariamente a quanto si era sperato nell’arco dell’anno e le uniche novità per le pensioni che potrebbero davvero rientrare nella prossima Legge di Stabilità sarebbero:

  1. novità per le pensioni di miglioramento delle condizioni di accesso ad ape social e quota 41, soprattutto per ampliarne l’ingresso e anche a coloro che sono rimasti senza occupazione per fine contratto;
  2. novità per le pensioni per le donne, molto probabilmente con l’ape social donna che dovrebbe riconoscere, secondo quanto avanzato dall’esecutivo, alla donna lavoratrice uno sconto contributivo di sei mesi per ogni figlio nato fino ad un massimo di due anni per quattro figli, portando così il requisito contributivo di uscita con l’ape social per le donne da 30 a 28 anni.

Le forze sociali, tuttavia, hanno chiesto che lo sconto contributivo previsto possa essere aumentato e portato da sei a 12 mesi.

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