Pensioni novità, richiesta riunione con Gentiloni

Nuova riunione richiesta dalle forze sociali direttamente con il premier Gentiloni: novità per le pensioni ancora in ballo e prospettive

Pensioni novità, richiesta riunione con

Pensioni novità richiesta riunione Gentiloni


Vanno avanti i confronti tra esponenti dell’esecutivo e rappresentanti delle forze sociali per arrivare a conclusioni sulle eventuali prossime novità per le pensioni da inserire nella prossima manovra finanziaria per poi entrare in vigore il prossimo anno. Ma si tratta di confronti che finora si sono rivelati esclusivamente interlocutori e al termine di quali non si è mai giunti ad alcuna conclusione certa. Si sono registrate aperture da parte dello stesso ministro del Lavoro Poletti, ci sono state ulteriori richieste da parte delle forze sociali ma fino ad oggi nulla è stato deciso.

Richiesta nuova riunione con premier Gentiloni

Considerando le ultime notizie su questo nulla di fatto relativo alle richieste di novità per le pensioni ulteriori e su modifiche e miglioramenti relative a novità per le pensioni di ape volontaria e ape social e quota 41, già approvate dal precedente esecutivo ma ancora attese ufficialmente, le stesse forze sociali hanno chiesto una riunione direttamente con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. La motivazione addotta da alcuni esponenti delle stesse forze sociali per la richiesta avanzata è che nonostante i passi in avanti fatti su alcuni aspetti, dalla novità per le pensioni per i giovani, alle novità per le pensioni per le donne, restano ancora da sciogliere i nodi più importanti, come l’aumento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita, e le risorse economiche necessarie.

La speranza è quella di riuscire a chiudere la partita quanto meno sulle richieste di miglioramenti di ape volontaria e ape social e quota 41 tra:

  1. modifiche delle condizioni di accesso all’ape volontaria anche per usuranti e precoci e coloro rimasti senza occupazione che non avessero i requisiti di pensione necessari per l’accesso all’ape social;
  2. miglioramenti dell’ape social e quota 41, soprattutto per chi è rimasto senza lavoro per fine contratto;
  3. ape social per le donne, anche se ci sarebbe ancora in ballo l’ipotesi di una ulteriore proroga dell’opzione donna, in scadenza, tra l’altro, il prossimo 30 settembre.

Decisamente più difficile, stando alle ultime notizie, sembrerebbe la trattativa sulla richiesta di revisione del sistema delle aspettative di vita avanzata proprio dalle forze sociali qualche mese fa ma su cui, tra l’altro, esse stesse sembrano ormai fortemente divise. Stando a quanto riportano le ultime notizie, infatti, alcuni rappresentanti delle stesse forze sociali sembrerebbero aver fatto un passo indietro sulla richiesta di novità per le pensioni revisione delle aspettative di vita, a fronte della certezza di definizione di ulteriori sistemi di uscita prima da parte dell’esecutivo, altri, però, continuano a spingere fortemente sulla revisione delle aspettative di vita, convinti del fatto che se queste non dovessero essere modificate si potrebbe rischiare di andare incontro ad una ‘tragedia sociale’.

Revisione delle aspettative di vita, proposte e rilancio occupazione

Secondo le forze sociali, infatti, attraverso una revisione delle aspettative di vita si potrebbe sbloccare una situazione occupazionale che, come confermano le ultime notizie sull’andamento del lavoro nel nostro Paese, oggi è decisamente ferma proprio a causa del costante aumento dell’età pensionabile che, come stabilito dalle attuali norme pensionistiche, scatta ogni due anni, di tre, quattro mesi, costringendo i lavoratori già impiegati a continuare a rimanere a lavoro sempre più a lungo e lasciando letteralmente fuori dallo stesso mondo del lavoro i più giovani.

E proprio in  riferimento alla revisione delle aspettative di vita sono diverse le proposte sul tavolo ad oggi che, in particolare, prevedono:

  1. congelamento del sistema delle aspettative di vita al 2022, come chiesto dal recente Ddl presentato dalla Lega, per un reale adeguamento alle aspettative di vita Istat che, come riportato dalle ultime notizie, nel 2015 ha subito un forte calo;
  2. uno sconto di tre mesi sull’aumento dell’età pensionabile, arrivando così nel 2019 a una soglia di 66 anni e 9 mesi e non a 67 anni;
  3. blocco del sistema delle aspettative di vita per chi è impegnato in occupazioni usuranti, lasciando così la soglia anagrafica di uscita dal lavoro fissata a 66 anni e sette mesi.