Pensioni novità, Rita modificata per uscire prima più che aspettative di vita e giovani

Rita e ape volontaria: stessi requisiti richiesti per novità per le pensioni di uscita prima e modifiche al vaglio dopo riunione di ieri

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Forse non tutti hanno sentito pronunciare il termine Rita associato alle pensioni. Curiiosità legittima. Ma bisogna sapere che Il suo funzionamento è molto simile all’Ape Volontaria e permette a determinati lavoratori di anticipare l’uscita dalla propria occupazione. Il problema è che è più complessa e le modifiche dovrebbe esser sostanziali e dovrebbe ancora convenire molto di più. Ma come al solito, stranamente ed erroneamente ci si conofronta su questi sistemi, mentre non ci si impegna su altri almeno quanto dovuto. E quando si parla di giovani lo si fa dicendo che l'argometo è giusto inizre ad affrontarlo ma non saranno prese decisioni al momento...

Mentre si attende per settembre il decreto attuativo sull'ape volontaria per permettere l'uscita anticipata fino a tre anni a coloro che abbiano raggiunto, allo scorso primo maggio, 63 anni di età e maturato almeno 20 anni di contributi, con attesi chiarimenti sui tassi di interesse che dovranno essere calcolati sulla rata di rimborso del prestito anticipato che le banche erogheranno, tramite l'Inps, a tutti coloro che decideranno di uscire prima, le ultime notizie parlano anche di possibili modifiche che potrebbero interessare la Rita, rendita integrativa temporanea anticipata, ulteriore novità per le pensioni, approvata al momento sempre in via sperimentale, valida al 31 dicembre 2018, e che seguirebbe lo stesso funzionamento dell'ape ma valida solo per gli iscritti alle forme di previdenza integrativa.  Rita che certamente non sta trovando terreno fertile e su cui, forse, sarebbe meglio puntare meno, così come la stessa cosa si può dire per i giovani, se le novità per le pensioni per loro, come affermato dai vari tecnici e responsabili dei dicasteri, non sono per l'immediato e neppure nel breve-medio termine, ma è importante che se inizi a parlarne. Forse sarebbe più oppurtuno, migliorare i sistemi che paiono funzionareo su c'è attesa come l'Ape Volontaria e vedere cosa si può fare realmente per le aspettative di vita.

Rita: requisiti necessari, come funziona e per chi vale

Il funzionamento della Rita è molto simile all’Ape e permette a determinati lavoratori di anticipare l’uscita dalla propria occupazione. Possono richiedere la novità per le pensioni della Rita i dipendenti pubblici e quelli del settore privato, se il richiedente cessa l’attività lavorativa. Stando a quanto deciso, possono richiedere la pensione anticipata con la Rita coloro che:

  1. hanno aderito alla previdenza integrativa;
  2. hanno raggiunto i 63 anni di età;
  3. hanno maturato almeno 20 anni di contributi.

La Rita permette di richiedere un trattamento temporaneo da percepire fino al raggiungimento dei normali requisiti pensionistici fissati 66 anni e 7 mesi, in base ai versamenti effettuati dallo stesso lavoratore alla previdenza complementare. L’adesione alla Rita a differenza dell’ape volontaria non prevede alcuna penalità sull’assegno pensionistico finale perchè la sua erogazione non avviene mediante prestiti bancari, ma semplicemente richiedendo parte dei versamenti di contribuzione integrativa effettuati nel corso della vita lavorativa dallo stesso lavoratore o dall’azienda.

Stando a quanto stabilito, la Rita sarebbe soggetta ad una ritenuta a titolo d’imposta con un’aliquota pari al 15%, che diminuisce dello 0,30% per ogni anno di iscrizione al fondo di previdenza complementare che supera il 15esimo anno. La riduzione può arrivare al massimo 6%.

Modifiche Rita per uscire prima

Stando a quanto riportano le ultime notizie e da quanto emerso dalla riunione ieri tra esponenti dell’esecutivo e rappresentanti delle forze sociali, l’esecutivo lavora anche sull’ipotesi di incentivare l’adesione alla Rita tramite detassazione, cancellando ogni forma di tassazione al momento prevista. Ma per riuscire a centrare questo obiettivo, però, l’esecutivo dovrebbe riuscire a recuperare ulteriori risorse economiche per la copertura di eventuali costi per ben cinque milioni di lavoratori iscritti alla previdenza complementare.

Ma le eventuali novità relative alla Rita emerse dalla riunione di ieri non finiscono qui: secondo le ultime notizie, infatti, anche per la presentazione della sua domanda sarà necessario avere la stessa certificazione richiesta per l'ape volontaria, documento necessario, che dovrà essere presentato all'Inps nel caso dell'ape volontaria, per l'accertamento dei requisiti necessari per l'accesso al trattamento. La certificazione serve, dunque, per verificare che la situazione del richiedente la pensione anticipata sia compatibile con la richiesta di erogazione della pensione prima. Stando a quanto comunicato dal ministro del Lavoro Poletti, gli incontri sulle novità per le pensioni continueranno nei prossimi giorni e saranno occasione per discutere anche la possibilità di sganciare la Rita dai requisiti per l’Ape volontaria, considerando che sono gli stessi per entrambe le possibilità di uscita prima dalla propria occupazione.







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