Pensioni novitÓ su Ape Volontaria, Ape Social, Donna, Quota 41, Aspettative di Vita resoconto di Agosto

Discussioni, confronti e novitÓ per le pensioni del mese di agosto: cosa Ŕ accaduto e prospettive per ulteriori possibili cambiamenti

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Che cosa è successo per le novità per le pensioni nel mese di Agosto? Nonostante le vacanze, la pensioni non sono andate in ferie, anzi sono rimaste più che mai protagoniste con una serie di affermazioni e prese di posizioni assolutamente interessanti e da conoscere

Grande attesa per il decreto attuativo per l’ape volontaria che, come riportano le ultime notizie, dovrebbe essere ufficialmente presentato questo mese di settembre e grande attesa anche per la prossima manovra finanziaria che, sempre secondo le ultime notizie, potrebbe contenere modifiche per quanto riguarda novità per le pensioni di ape sociale e quota 41 ad essa collegata, soprattutto in riferimento a novità per le pensioni per le donne.

Capitolo piuttosto incerto e controverso quello relativo alla richiesta di revisione delle aspettative di vita che, stando alle ultime notizie, difficilmente saranno riviste, anche alla luce delle recenti nuove posizioni assunte dalle forze sociali, ormai divise sulla questione, che ne hanno sempre rilanciato con forza urgenza e necessità per una reale revisione del’attuale sistema pensionistico. Ci si avvia, dunque, a mesi importanti di discussioni anche su novità per le pensioni dopo un mese di agosto che, potremmo dire, sembrerebbe essere servito solo per fare il punto della situazione attuale e delle possibilità di novità per le pensioni future, tanto nell’immediato quanto nel lungo periodo. E proprio in virtù di prossime definizioni, proprio alla fine di agosto, sono iniziati i nuovi confronti tra esponenti dell’esecutivo ed esponenti delle forze sociali, che proseguiranno nel corso della prima settimana di settembre, come annunciato dallo stesso ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in particolare:

  1. martedì 5 settembre;
  2. giovedì 7 settembre;
  3. mercoledì 13 settembre.

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Come accennato a inizio pezzo, si va finalmente verso l’ufficiale presentazione del decreto attuativo per andare in pensione prima con l’ape volontaria a patto di aver raggiunto 63 anni al primo maggio scorso e aver maturato almeno 20 anni di contributi. Sono questi, infatti, i requisiti necessari per poter richiedere l’ape volontaria per uscire prima a condizione di accettare un prestito da parte delle banche da restituire con un piano di rimborso 20ennale, come si trattasse di un mutuo, con calcolo di relativi tassi di interesse da versare alle banche stesse. Il prestito sarà fornito dalle banche ma erogato al richiedente attraverso l’Inps e prevederà anche l’obbligatoria sottoscrizione di una polizza assicurativa, di cui restano ancora da definire le condizioni ufficiali, per la copertura dei costi residui in caso di premorienza del richiedente il prestito.

In questo mese di agosto si è particolarmente parlato dei possibili tassi di interesse che potrebbero essere applicati al prestito bancario e che, stando alle ultime notizie, potrebbero arrivare anche al 3,5%, con possibilità di portare al 5-5,5% il costo complessivo della rata di rimborso del prestito, comprensivo anche della polizza assicurativa. Secondo le stime, però, si tratterebbe di una percentuale troppo elevata che farebbe del tutto cadere la convenienza dell’uscita prima con l’ape volontaria. Quest’ultima, infatti, sempre secondo stime effettuate, sarebbe vantaggiosa per lasciare prima la propria occupazione solo nel caso in cui il costo complessivo della rata di rimborso fosse compreso tra il 4,5% e il 4,7%.

Se, infatti, si considerasse il caso di un lavoratore con una pensione di 1.250 euro netti e un prestito di 15mila euro per andare in pensione prima di un anno rispetto a 66 anni e sette mesi, con penalizzazione al 4,5%, la somma da restituire stimata sarà di 14.627,6 euro, somma inferiore ai 15.000 euro di anticipo percepiti per uscire prima e si tratta di un caso in cui andare in pensione anticipata con l’ape volontaria sia davvero conveniente per il lavoratore che non riesce a raggiungere l’età dei 66 anni e sette mesi. Tra le ipotesi di modifica dell’ape volontaria di cui si è parlato nel corso di questo mese, la possibilità di permettere anche a determinate categorie di persone, come disoccupati, precoci e usuranti di usufruirne nel caso in cui non raggiungono i requisiti di pensione necessari per l’accesso all’ape social.

Passando, invece, ad eventuali novità per le pensioni relative all’ape social e collegata quota 41, se per quest’ultimo non sembra prospettarsi alcun cambiamento, per l’ape social si era pensato di allargarla anche alle donne, con particolari novità per le pensioni di ape social per le donne, riconoscendo loro uno sconto contributivo tale da raggiungere i requisiti di pensione richiesti per l’accesso ad essa nei tempi stabiliti. Ma le ultime notizie hanno anche parlato di possibile proroga ulteriore dell’opzione donna. La situazione, come facilmente comprensibile, sembra ancora dunque molto confusa e bisognerà aspettare probabilmente le prossime settimane per capire quali saranno gli effettivi orientamenti dell’esecutivo su eventuali ulteriori novità per le pensioni.

Aspettative di vita e novità di agosto

Decisamente aperta e controversa la situazione attuale sulla novità per le pensioni di revisione delle aspettative di vita: le ultime notizie, infatti, parlano di una forte divisione che è andata sempre più accentuandosi nel corso di questo mese di agosto tra le forze sociali, le stesse che hanno avanzato, in maniera molto unita, la richiesta di revisione del meccanismo delle aspettative di vita, cui è agganciata l’età pensionabile, stando a quanto definito dalle attuali norme pensionistiche in vigore. Sembrerebbe, infatti, che parte delle forze sociali abbia fatto dietrofront sulla richiesta a fronte, però, della certezza da parte dell’esecutivo di definizione di ulteriori sistemi per uscire prima. L’esecutivo, dal canto suo, che aveva inizialmente risposto con un secco no alla richiesta di revisione delle pensioni, secondo le ultime notizie, potrebbe pensare di lavorarci anche se i ministri di Economia e Lavoro continuano ad essere fermamente convinti dell’inutilità della misura al momento, considerando, in generale, le novità per le pensioni non ancora un priorità da rilanciare per un miglioramento dell’economia interna del nostro Paese.







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