Pensioni oggi novità giovedì riforma che delude per un colpevole che limita quota 100, opzione donna, pensioni anticipate

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni oggi novità giovedì riforma che

Pensioni, quota 100 è una delusione

La possibilità di andare prima in pensione con quota 100 rispetto alle regole della legge Fornero non può ritenersi una misura soddisfacente. Ecco perché.

Inutile negarlo: la riforma delle pensioni con quota 100 è un buon inizio, ma per molti italiani è stata anche una delusione. E lo è perché le aspettative iniziali erano molto più alte e non sono state del tutto rispettate.

Basti pensare all'assenza di provvedimenti per i lavoratori precoci o per chi svolge attività prevalentemente usuranti, all'opzione donna ancora semplicemente prorogata ( e nulla di nuovo fatto per riconoscire più contributi alle donne anche se ci sono proposte) fino ad arrivare alla mancata applicazione di quota 41.  E poi ancora il nulla per le pensioni di invalidità e disabili, dopo le tante promesse. Senza dimenticare gli esodati, che rimangono oltre 6000 nel limbo.

E poi la quota 100 che non è una vera quota 100, perchè limitata dal paletto dell'età, senza i 62 anni nessuno può andare in pensione. pur raggiungendo con i contributi quota 103, 104, 106....

E se la riforma delle pensioni, pur essendo lo ribadisco, un buon inizio, è stata per molti una delusione c'è un motivo ben preciso: il reddito di cittadinanza.

Proprio così perché se i soldi del reddito di cittadinanza fossero andati alle pensioni si sarebbe potuto fare di più e creare anche nell'immediato più posti di lavoro. Certo, si tratta di una scelta politica, ma il compromesso raggiunto dall'esecutivo rischia di essere meno efficace di quello che poteva essere per le pensioni e poco efficiente per il reddito di cittadinanza che rischia di essere un clamoroso flop, nonostante, sia necessario, ma non in questi modi e tempi.

Pensioni, quota 100 è una delusione

La possibilità di andare prima in pensione con quota 100 rispetto alle regole della legge Fornero non è una misura soddisfacente o meglio poteva esserlo molto di più e creare molti più posti di lavoro da subito. Ci sono i requisiti e paletti rigidi, nonè come detto una vera quota 100, con troppe esclusioni che la rendono molto meno incisiva di quello che poteva essere. Come premesso, l'aver deciso di escludere i lavoratori precoci o coloro che svolgono attività prevalentemente usuranti dalla riforma delle pensioni rappresenta un limite che non si può far finta di non vedere.

Pensioni sacrificate per il reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è un provvedimento che assorbe una ingente spesa pubblica e così come è strutturato ha scarse possibilità di successo. Per l'esecutivo si tratta di un investimento perché ritiene che i beneficiari riusciranno a trovare lavoro grazie all'intervento dello Stato. Anzi, finiranno per ricevere tre proposte di lavoro tra cui scegliere. Ma sarà davvero così? Noi speriamo di sì, ma realisticamente pensiamo di no perché un provvedimento di una tale portata avrebbe avuto bisogno di più tempo prima di renderlo esecutivo. Disorganizzazione e mancanza di controlli sono evidenti.

Come sistemare, ad esempio, le persone che richiedono lavro se ogni turo ad esmepio in Calabria dovrebbe potenzialmente occuparsi di 5mila persone (E sia al nord che al sud in altre regioni la situazione non migliora di molto)? Quale fiducia riporre nei tutor navigator considerando che si tratta di figure uscite dal nulla, senza una specifica formazione?

C'è chi fa il paragone con quanto accade in altri Stati, ma è proprio in questo modo che emergono tutte le lacune del modello italiano. Altrove i tutor sono assunti con concorso di specializzazione e pagati assai profumatamente dallo Stato che li forma nonostante in molti abbiano già una laurea dedicata. Sono insomma figure affidabili e preparata nel corso del tempo. Un esempio è la Germania, dove nella sola Berlino ci sono migliaia di cosidetti tutor che davvero cercano e trovano lavoro alle persone. Ma sono tutti o quasi laureati in materie idonee e con corsi di specializzazioni e aggiornamenti continui.

Non sarebbe dunque stato meglio potenziare quota 100 per innescare un circuito virtuoso per la creazione di posti di lavoro con un ricambio generazionale più immediato? Almeno questo nell'immediato, per prendere più tenpo e organizzare al meglio il reddito di cittadinanza e facendolo partire progressivamente man mano che nello stesso tempo si sviluppa l'organizzazione per trovare lavoro e controllare "l'assalto dei furbetti".

Come detto il reddito di cittadinanza va fatto, ma non con questi tempi e modalità. 

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