Pensioni novitÓ oggi mercoledý sindacati modifiche richieste su quota 100, aspettative vita, quota 41, opzione donna 6 Febbario

Pesanti critiche da parte dei sindacati per quanto riguarda le novitÓ per le pensioni, da quota 100 ad opzione donna, all'assenza di quota 41 e pensioni anticipate

Pensioni novitÓ oggi mercoledý sindacati

Sindacati: la novitÓ quota 100 non basta

Pensioni oggi mercoledì novità e ultime notizie e ultimissime su quota 100, aspettative di vita, quota 41, opzione donna, precoci, usuranti, opzione donna oggi mercoledì 6 Febbraio: Un incontro importante quello di ieri dei sindacati per le novità per le pensioni, dove c'è stato un attacco a 360 gradi sugli interventi del Giverno su quota 100, opzione donna. Oggi mercoledì 6 Febbraio continueranno gli incontri in Parlamento per il decreto pensioni, ma si attendono anche nelle ultime notizie e ultimissime uan risposta del Governo, se non oggi  nei prossimi giorni, alle richieste dei sindacati di miglioramento fatte subito per quota 100 per tenere almeno in conto i quota 41, usuranti e precoci e e poi di quello lungo periodo che vorrebbero una riforma vera come spiegato nel dettagalio nel resecondo fatto ieri che si può LEGGERE SOTTO nelle ultime novità e aggiornamenti 
 

Proseguono senza soste le audizioni in commissione Lavoro del Senato sulle novità per le pensioni. A esprimersi su quota 100, opzione donna e aspettative vita sono stati adesso i sindacati, la Corte dei conti e Confindustria con accenti che, come da ultime notizie pensioni, non sono mai positivi.

Sindacati: la novità di quota 100 non basta

È un sì condizionato quello espresso dai sindacati all'introduzione di quota 100 come principale novità per le pensioni introdotta nel 2019. Il concetto di fondo è chiaro: il provvedimento è ben visto, ma non basta. Le ragioni delle critiche delle tre sigle Cgil, Cisl e Uil sono di ordine geografico, di genere e lavorativo. Secondo l'analisi delle organizzazioni sindacali, basata sulle ultime notizie pensioni raccolte in questo inizio anno, a beneficiare di quota 100 sono soprattutto i dipendenti delle regioni del nord. Così come è strutturata, sarebbero pochi i lavoratori delle regioni del Sud - più esposti a carriere discontinue e dunque privi dei requisiti contributivi necessari per aderire a quota 100 - che potrebbero beneficiare di questo provvedimento per andare finalmente in pensioni, anche a costo di rinunciare a una parte dell'assegno previdenziale.

In seconda battuta sarebbero le donne a ritrovarsi in una posizione di svantaggio rispetto agli uomini nelle possibilità di accesso a quota 100. Tuttavia la proroga dello strumento opzione donna rappresenta comunque una parziale via d'uscita. Infine, i sindacati evidenziano come la terza categoria penalizzata da quota 100 è quella dei lavoratori dei comparti dell'agricoltura e dell'edilizia. Per tutti loro, fanno notare Cgil, Cisl e Uil, la maturazione dei 38 anni minimi di contributi versati non è affatto così scontata. A mettere il fiocco a questo pacchetto di critiche sulle pensioni da parte dei sindacati c'è il ritorno delle finestre per andare in pensioni, ritenute un danno per i lavoratori del settore pubblico poiché per loro è di 6 mesi. Da qui la proposta di un intervento sulle pensioni ben più ampio e organico che preveda l'introduzione di maggiore flessibilità e quindi più facilità di accesso al trattamento di previdenza.

Insomma quota 100 è un inizio, una indicazione di flessibilità, ma non basta. Occorre ricordare che non è, come ha detto Landini, una vera quota 100 (come ha detto ieri Boeri), perchè dipende dall'età di 62 anni. Occorre per i sindacati rievdere i meccanismi e favorire precoci e usuranti anche con quota 41. E poi rendere le pensioni anticipate per tutti a 62 anni come in Germania e per le donne anche a 60 anni con contributi per i periodi di maternità e altre fasi della vita più forti e alti, in maniera strutturale. Una riforma strutturale è quello che, dunque, serve secondo i sindacati che sono pronti a riparire i tavoli con il Governo alla rcierca di accordi possibili.

Pensioni, dubbi della Corte dei conti e plauso di Confindustria

Preoccupato il presidente della Corte dei Conti, Angelo Buscema, secondo cui l'introduzione di quota 100, anche alla luce delle ultime notizie pensioni sulle domande presentate, potrebbe provocare problemi di cassa subito e di peggioramento delle prospettive sul debito poi. Il problema si presenta soprattutto con le pensioni retributive per la maggiore durata della prestazione che non è basata sui contributi effettivamente versati. Con un po' di sorpresa, Confindustria saluta con (un parziale) favore l'introduzione di quota 100 nel sistema delle pensioni. In particolare è la flessibilità delle uscite a essere vista con favore anche se, si domanda il direttore dell'area lavoro e welfare di Confindustria, Pierangelo Albini, si tratta di un provvedimento strutturale o di un'eccezione concessa per i prossimi tre anni con tutti i limiti programmatici che ne conseguono?

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