Pensioni, quali conseguenze vi potrebbero essere dopo approvazione Recovery Fund

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pensioni, quali conseguenze vi potrebber

Pensioni quali conseguenze dopo approvazione Recovery Fund

La nuova riforma delle pensioni in Italia all’indomani dell’approvazione Recovery Fund, da quota 100 a quota 41, opzione donna, aumento degli assegni

Cosa cambia per le pensioni in Italia dopo l’approvazione Recovery Fund? All’indomani del traguardo raggiunto e dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi da parte della cancelliera tedesca, Angela Merkel, e del presidente olandese, Mark Rutte, che avevano posto come condizione per la concessione di fondi Ue riforme in Italia, da lavoro, alle pensioni, partendo dalla cancellazione in anticipo della quota 100, ci si chiede cosa accadrà davvero ora e quali saranno posizioni e decisioni del governo in merito.

Approvazione Recovery Fund

L’approvazione del Recovery Fund per l’accesso di fondi Ue necessari per affrontare le conseguenze economiche causate dall’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del coronavirus, e per cui il governo italiano ha fortemente insistito, è finalmente arrivata dopo giorni di trattative europee.

Il Recovery Fund è un fondo, appunto, con risorse di titoli comuni europei, necessarie per finanziare la ripresa di tutti i Paesi più colpiti dall’emergenza coronavirus, tra cui l’Italia. Si tratta, in particolare, di un piano da 750 miliardi di euro divisi in 390 miliardi di sovvenzioni e 360 miliardi di prestiti.

I soldi saranno garantiti dall’emissione di debito garantito dall’UE e saranno disponibili nel primo trimestre del prossimo 2021. L’Italia, insieme alla Spagna, sarà la maggiore beneficiaria delle risorse con l’impegno, però, di mettere in campo le riforme necessarie per adeguarsi alle raccomandazioni UE e il rilancio economico.

Al centro delle discussioni per l’approvazione del Recovery Fund, soprattutto le modalità di concessione dei fondi comunitari ma anche il tema pensioni, particolarmente sentito nel nostro Paese. Si tratta, infatti, di uno dei temi più importanti perché interessa sia milioni di italiani prossimi all’uscita sia i cittadini di altri paesi europei.

Per l’Italia, nel mirino del dibattito pensionistico c’è la quota 100, sistema che attualmente in Italia permette di andare in pensione a 62 anni di età e con 38 anni di contributi. Si tratta di una misura sperimentale che, come ormai ben noto, si esaurirà alla fine del 2021, ma che alcuni Paesi Ue chiedono di abolire in anticipo perché si tratta di una misura che costa troppo per un Paese ormai troppo indebitato.

Pensioni quali conseguenze dopo approvazione Recovery Fund

Le risorse di cui l’Italia beneficerà grazie all’approvazione Recovery Fund prevedono condizioni, come sopra accennato, a partire da novità da definire per le pensioni. Pomo della discordia sulle pensioni in Italia, come detto, la quota 100 che come richiesto da alcuni Stati Ue dovrebbe essere abolita sin da subito senza aspettare la fine del 2021.

Tuttavia, stando a quanto riportano le ultime notizie, il governo italiano non avrebbe alcuna intenzione di abolire prima la quota 100, lasciando in vigore dunque fino al prossimo anno la possibilità per chi è vicino alla pensione con quota 100 di uscire per poi mettere in campo una vera riforma delle pensioni a partire dal 2022 ma su cui si inizierà a lavorare già dal prossimo anno, per la definizione di misure in linea con quanto richiesto dall’Ue.

E ci si interroga poi anche sul futuro di opzione donna e ape social, che alcune forze politiche e le forze sociali vorrebbero rendere addirittura strutturale. Al momento non c’è alcuna certezza di quello che si farà, con sole ipotesi possibili, come una ulteriore proroga della opzione donne.

In realtà, negli ultimi mesi in Italia il dibattitto sulla riforma delle pensioni è stato molto intenso e sono stati avviati anche i primi tavoli tra governo e sindacati per novità da approvare, da maggiore flessibilità per l’età di pensionamento, all’aumento delle pensioni e richieste di taglio del cuneo fiscale come già fatto con i lavoratori dipendenti, a novità pronte a sostituire la quota 100, alla quota 41, per permettere a tutti coloro che ne avessero i requisiti di andare in pensione con soli 41 anni di contributi a prescindere dal requisito anagrafico.

Per capire quali saranno le reali conseguenze dell’approvazione del Recovery Fund per le pensioni bisognerà, in realtà, attendere le prossime settimane per capire come funzionerà davvero il nuovo piano di fondi e quanto inciderà sulla nuova riforma delle pensioni in Italia.

Ciò che al momento si sa è che alcune misure nelle intenzioni molto probabilmente salteranno, come per esempio la quattordicesima ad un maggior numero di pensionati, perché si tratta di una misura che contribuirebbe ad aumentare la spesa previdenziale, cosa che l’Italia non può permettersi e l’Ue non approva affatto.

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