Pensioni Quota 100: a chi conviene uscire nel 2019

Non solo pro per la novità per le pensioni di quota 100: quali sono gli svantaggi previsti e a chi conviene davvero il prossimo anno

Pensioni Quota 100: a chi conviene uscir

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Le discussioni sulla possibilità di approvazione della novità per le pensioni di quota 100 sono sempre più vivaci tra chi, come il leader della Lega Salvini, spinge per la sua approvazione immediata, inserendola nella prossima Legge di Bilancio, e il suo avvio da gennaio 2019 e chi ritiene, al contrario, che non essendo una priorità possa anche essere rimandata. Tempi già più lunghi, invece, sarebbero stati prospettati per la novità per le pensioni di quota 41 che, stando alle ultime e ultimissime notizie, potrebbe essere modificata in quota 41.

Pensioni quota 100: cosa prevede

La novità per le pensioni di quota 100 permetterebbe ai lavoratori di anticipare il momento dell’uscita rispetto ai requisiti attualmente richiesti avendo come base da raggiungere per la pensione 64 anni di età e 36 anni di contributi. Si tratterebbe certamente di una possibilità di uscita prima rispetto a quanto previsto dagli attuali requisiti pensionistiche che abbasserebbe per tutti il requisito anagrafico pensionistico. Inoltre, prevede il ricalcolo contributivo dell'assegno di pensione per i versamenti effettuati dal 1996 al 2011 e la possibilità di beneficiare di soli due anni di contributi figurativi, escludendo quelli di maternità e servizio militare.  Ecco dunque che la novità per le pensioni di quota 100 avrebbe anche contro: stando, infatti, a quanto riportano le ultime notizie, andare in pensione con la novità per le pensioni di quota 100 porterebbe ad una riduzione dell’assegno finale di circa 200 euro.

Pensioni quota 100: a chi conviene nel 2019

Le stime parlando di una riduzione del trattamento pensionistico finale dell’8% circa che salirebbe addirittura al 10% per la novità per le pensioni di quota 41. Per esempio, un 30enne che andrà in pensione con l’attuale riforma pensioni percepirà un assegno di 1.305 euro, 1.205 nel caso delle donne, mentre con quota 100 prenderebbe 1.112 euro; un 40enne quarantenne che andrà in pensione con le attuali norme pensionistiche percepirà 1.308 euro, mentre con la quota 100 avrebbe 1.255 euro; un 50enne che andrà in pensione con le attuali regole prenderà 1.469 euro di pensione mentre con la quota 100 percepirebbe 1.349 euro.

Non a tutti, dunque, converrebbe andare in pensione prima con la novità per le pensioni di quota 100 nel caso in cui venga approvata effettivamente entro l’anno. La quota 100 per la pensione, infatti, converrebbe per lavoratori dipendenti privati che hanno avuto carriere regolari senza interruzioni dal lavoro e per i lavoratori statali, considerando che ai fini pensionistici i 36 anni minimi di contributi necessari devono essere maturati in maniera continuativa, perché secondo alcune previsioni chi ha avuto carriere discontinue o brevi, o interruzioni al lavoro superiori ai 2 anni per cassa integrazione o malattia, con la quota 100 correrebbe il rischio di andare in pensione dopo fino a tre anni piuttosto che anticipare il momento dell’uscita. Al posto della quota 100, ad alcune categorie di lavoratori converrebbe l’uscita prima con l’Ape social che, però, se sarà davvero approvata entro l’anno la quota 100 dovrebbe esaurirsi. Resta, dunque, da capire fino a che punto effettivamente auspicare l’approvazione della novità per le pensioni di quota 100 e un suo immediato avvio.

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