Pensioni quota 100, calcolo e penalità reali. Il ruolo dei contributi figurativi

di Luigi Mannini pubblicato il
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Come funzionerà la novità pensioni di quota 100 dal prossimo 2019, cosa cambierà e penalità previste: cosa c’è da sapere

La Legge di Bilancio 2019 ha finalmente sancito modifiche alla riforma Fornero con l’approvazione di quota 100 che permetterà a chiunque lo desiderasse di andare in pensione all’età di 62 anni avendo maturato almeno 38 anni di contributi, con l’obiettivo di sostenere il ricambio generazionale a lavoro, sia nella Pubblica Amministrazione che nel settore, permettendo ai lavoratori di anticipare l’uscita fino a cinque anni rispetto ai requisiti pensionistici richiesti e che dal prossimo anno aumenteranno.

Dal primo gennaio 2019, infatti, per effetto dell’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, per andare in pensione di vecchiaia non basteranno più gli attuali 66 anni e sette mesi e 20 anni di contributi almeno ma si passerà a 67 anni, sempre con 20 anni di contributi. La quota 100 sarà accompagnata da un’altra novità per le pensioni, vale a dire l’ulteriore proroga dell’opzione donna che permetterà ancora alle lavoratrici statali e private e autonome di andare in pensione prima, rispettivamente a 57 e 58 anni, seppure con importanti penalizzazioni sull’assegno finale. Ma come sarà definitivamente formulata la novità pensioni di quota 100? E quali penalità implicherà l’uscita prima?

Quota 100: chi potrà uscire prima e da quando

La novità pensioni di quota 100 che dal 2019 si inserirà come nuova possibilità per andare in pensione prima ma non sostituirà completamente le attuali norme pensionistiche permetterà di uscire prima a tutti coloro che raggiungeranno almeno i 62 anni di età e avranno maturato almeno 38 anni di contributi e vi si potrà accedere, stando a quanto riportano le ultime notizie, in quattro finestre l’anno, che sarebbero i periodi compresi tra la maturazione del diritto alla pensione e l’effettiva uscita dal lavoro. Le finestre di uscita di quota 100 saranno quattro, una ogni tre mesi, fermo restando il requisito obbligatorio della maturazione dei 38 anni di contributi maturati. Chi maturerà i requisiti entro il 31 marzo riceverà la prima pensione ad aprile; chi maturerà i requisiti fra il primo aprile e il 30 giugno riceverà la prima pensione a luglio, e così via.

Per quanto riguarda i tempi, la ultime notizie pensioni di quota 100, partirà dal prossimo mese di febbraio e per la Lega rappresenta il primo passo verso l’obiettivo di ‘smontare pezzo per pezzo’ l’attuale riforma delle pensioni, rendendola decisamente più morbida.

Quota 100: calcolo e penalità

Secondo le ultime notizie, i maggiori vantaggi della quota 100 sarebbero per chi ha iniziato a lavorare tra 22 e 26 anni. Per queste persone, ci sarà la possibilità di andare in pensione prima fino a 5 anni e sei mesi, ma percependo un trattamento pensionistico finale ridotto del 25%. Gli effetti della quota 100 saranno molto diversi in base ad età e inizio della contribuzione. Sarebbe poi molto basso l’assegno che percepirebbero i disoccupati considerando che il calcolo della pensione finale avviene solo con calcolo contributivo. Non sembrerebbero, però, previste al momento penalità per tutti i lavoratori che decideranno di andare in pensione prima con la quota 100, ma stando ad alcune stime si tratta di un meccanismo che comunque converrebbe ad alcuni, da una parte, ma sarebbe anche poco conveniente ad altri, dall’altra.

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