Pensioni, quota 100 con quota 41 che diventerà 42 e altre alternative. Le novità al via nel 2019

Estensione dell’opzione donna e anche agli uomini e quota 41: le ultime ipotesi di novità per le pensioni e cosa prevedono

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l governo è ancora indeciso sul da farsi relativamente alle novità per le pensioni: il leader della Lega, Matteo Salvini, da sempre in prima linea nel voler completamente rivedere l'attuale riforma delle pensioni, spinge per l'approvazione di novità per le pensioni subito, a partire dalla quota 100 da inserire nella prossima Legge di Bilancio. Frena il ministro dell'Economia Tria, secondo cui non sono ancora disponibili le risorse economiche necessarie per ricedere le attuali norme pensionistiche e secondo cui sarebbero sì necessari miglioramenti ma non un totale stravolgimento dell'attuale riforma. E si trona a sprofondare nella più completa incertezza per quanto riguarda le prossime novità per le pensioni, esattamente come l'anno scorso, esattamente come due anni e così via, con il rischio che anche quest'anno si chiuda con un nulla di fatto in merito.

Pensioni: quota 100 e quota 41

Ripartire dalla novità per le pensioni di quota 100: questo è sempre stato, potremmo dire, lo slogan della Lega anche durante il periodo della campagna elettorale e fortemente sostenuta in questa intenzione dal M5S. La riforma delle pensioni dovrebbe, infatti, introdurre nuovamente le quote, proprio dalla quota 100 che, come attualmente formulata, prevederebbe la base dei 64 anni di età e 36 anni di contributi. Secondo Salvini dovrebbe essere già inserite nella prossima Legge di Bilancio in modo da prendere il via a partire da gennaio 2019. Tempi più lunghi, invece, previsti per l’arrivo della novità per le pensioni di quota 41, che dovrebbe slittare al 2020. Questo sistema permetterebbe ai lavoratori precoci e usuranti di andare in pensione con il solo requisito contributivo dei 41 anni e senza obbligo di raggiungimento di alcun requisito anagrafico e ridarebbe a queste categorie di lavoratori profondamente penalizzati dall’entrata in vigore delle attuali norma pensionistiche una specificità di cui godevano prima del 2012.

Tuttavia, per l’approvazione di queste novità per le pensioni servirebbero soldi, troppi, di cui il governo non dispone: si parla di 5 miliardi di euro all’anno, per un totale di 15 miliardi di euro a regime che, secondo l’Inps, arriverebbero anche a 20. E, secondo le ultime notizie, si tratta di novità per le pensioni che potrebbero avere anche conseguenze negative sui lavoratori: permetterebbero, infatti, certamente di andare in pensione prima rispetto a quanto attualmente richiesto ma prevederebbero, al tempo stesso, secondo le stime, riduzioni negli assegni finali, per la quota 100 si parla di tagli dell’8% rispetto a quanto si percepirebbe con il calcolo della pensione con le attuali norme pensionistiche e per la quota 41 si parla di tagli del 10%.

Pensioni: opzione donna estesa a tutti e 42 anni

Quota 100 e quota 41, dunque, tra costi e dubbi in termini di vantaggi che stanno sollevando potrebbero essere dunque ancora rimandate ma il problema è che se non saranno mantenute le promesse fatte in campagna elettorale sulla necessità di cambiamento dell’attuale riforma pensioni, il governo potrebbero perdere tanto in fatto di credibilità. Secondo le ultime notizie, se le novità per le pensioni di quota 100 e quota 41 potrebbero diventare difficili da approvare, potrebbero esserci alternative realmente fattibili come opzione donna da estendere anche agli uomini e uscita con 42 anni di contributi. L’estensione dell’opzione donna anche agli uomini, era stata proposta già qualche tempo fa, e tornata attuale qualche giorno fa riproposta da Fratelli d’Italia per evitare discriminazioni tra uomini e donne. Si potrebbe, dunque, pensare alla possibilità di un’opzione donna estesa che permetterebbe, come accade per le lavoratrici statali e private e autonome, di andare in pensione prima, a 57 e 58 anni di età con 35 anni di contributi e accettando, però, una pensione ridotta fino anche al 30% per effetto del calcolo dell’assegno finale esclusivamente con sistema contributivo.

Tuttavia, è possibile, stando alle ultime notizie, che cambi anche qualcosa relativamente ad una eventuale proroga dell’opzione donna, vale a dire i parametri di uscita delle lavoratrici da adeguare alla speranza di vita, arrivando alla definizione delle pensioni delle donne fino al 31 dicembre 2020, anche se gli assegni partirebbero dopo tale data. Ma le ultime notizie parlano di un’ulteriore nuova proposta, vale a dire l’uscita con quota 42. Rispetto alla quota 100, secondo le stime, la pensione con 42 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica avrebbe costi più sostenibili per lo Stato e non sarebbe poi tanto lontana dai requisiti oggi richiesti per la pensione anticipata.