Pensioni quota 100, non tra prioritą e tanti dubbi. Prima flat tax e pace fiscale

Prima Decreto dignitą, pace fiscale e flat tax e solo dopo novitą per le pensioni di quota 100: eventuali tappe di lavoro del nuovo governo

Pensioni quota 100, non tra prioritą e t

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Prima flat tax e pace fiscale e poi altre misure tra cui novità per le pensioni: dovrebbero essere queste le tappe di lavoro del nuovo governo anche se il leader della Lega Salvini sul capitolo pensioni è stato piuttosto chiari, spiegando che rappresentano per lui una priorità. Tuttavia, come ribadito dal ministro dell’Economia Tria, non sarebbero le novità per le pensioni da portare avanti, quanto altre misure. E pur essendo d’accordo su interventi di novità per le pensioni per necessari miglioramenti, lo stesso ministro ha spiegato come non sia invece necessario sovvertire del tutto l’attuale riforme delle pensioni come invece riportato nel programma di governo M5S-Lega.

Pensioni quota 100: non tra le priorità

E così sembra che la novità per le pensioni di quota 100 potrebbe essere rimandata, ancora, nonostante M5S e Lega abbiano sempre ripetuto che rivedere le attuali norme pensionistiche sarebbe stata un priorità. La quota 100 proposta da Salvini prevede la possibilità di andare in pensione partendo da una base di 64 anni di età e 36 anni di contributi e purchè la somma di età anagrafica ed età contributiva dia come risultato 100. Si tratta di una novità per le pensioni che, contrariamente a come era stata definita tempo fa dall’ex ministro del Lavoro Poletti, e cioè la ‘famosa’ soluzione pensionistica adatta a tutti, prevede anche svantaggi insieme al vantaggio di poter uscire prima dal lavoro rispetto ai requisiti attualmente richiesti. Stando a quanto riportano le ultime notizie, infatti, con la novità per le pensioni di quota 100 chi ha o ha avuto carriere discontinue o interruzioni di lavoro superiori ai due anni potrebbe andare in pensione anche fino a tre anni più tardi rispetto ad oggi. E anche sul versante assegni finali ci sarebbero svantaggi: il calcolo della pensione finale con quota 100 porterebbe ad assegni ridotti rispetto a quelli erogati attualmente.

Secondo alcune previsioni, infatti, andare in pensione con quota 100 porterebbe ad un assegno finale, perchè uscendo prima si maturerà meno. Per fare qualche esempio, un 30enne che andrà in pensione con l’attuale riforma pensioni avrà una pensione di 1.305 euro, 1.205 nel caso delle donne, mentre con quota 100 prenderebbe 1.112 euro; un 40enne che andrà in pensione con le attuali norme pensionistiche avrà 1.308 euro, mentre con la quota 100 avrebbe 1.255 euro; un 50enne che andrà in pensione con le attuali regole prenderà 1.469 euro di pensione mentre con la quota 100 percepirebbe 1.349 euro. Stesse penalizzazioni si subirebbero se venisse approvata la quota 41 per tutti a partire dal primo gennaio 2019: stando ad alcune previsioni, infatti, andare in pensione con 41 anni di contributi comporterebbe penalizzazioni perché la novità modificherebbe solo la valorizzazione dei versamenti effettuati dopo il 1996 e fino al 2012 per chi ha più di 18 anni di lavoro prima della riforma Dini.

Così facendo, le penalizzazioni potrebbero arrivare al 10% dell’assegno pensionistico del lavoratore di 64 anni e 20 di contributi. Sono, dunque, ancora tanti e diversi i dubbi relativi alle novità per le pensioni da attuare, tra quota 100 e quota 41, e accanto a questi dubbi da chiarire ci sarebbe anche il nodo risorse da sciogliere, considerando che secondo le stime per l’attuazione delle novità per le pensioni servirebbero circa 5 miliardi di euro all’anno.

Pensioni quota 100: prima flat tax e pace fiscale

I tanti dubbi e i costi fanno dunque vacillare la certezza di approvazione delle novità per le pensioni entro l’anno. E si tratta di una incertezza confermata dalle ultime notizie del viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, secondo cui la riforma pensioni sarà al centro della prima legge di Bilancio del nuovo governo ma se potesse scegliere, lui stesso preferirebbe concentrarsi prima su flat tax, per permettere a sempre più persone di entrare nel mondo del lavoro e far nascere nuove partite Iva, e pace fiscale. La flat tax, però, sarebbe una misura decisamente più costosa delle stesse novità per le pensioni: circa 50 miliardi di euro per l’introduzione di una tassa, letteralmente piatta, che prevederebbe solo due aliquote di pagamento in base ai redditi. Verrebbero, infatti, introdotte un’aliquota al 15% per coloro che percepiscono redditi al di sotto degli 80mila euro annui e un’aliquota al 20% per coloro che percepiscono redditi superiori agli 80mila euro.

Passando alla pace fiscale, si tratta di un nuovo piano di rottamazione delle cartelle esattoriali che aiuterebbe coloro che hanno debiti nei confronti del Fisco di sanare la propria posizione attraverso pagamento calcolati in base alla specifica situazione economica di ciascun cittadino, con tre aliquote di pagamento, pari al 25%, al 10% e al 6% di quanto dovuto al fisco, da scegliere in base, appunto, al reddito. E mentre si parla di priorità da portare avanti misure tra flat tax, pace fiscale e novità per le pensioni, dal canto suo, il ministro del Lavoro Di Maio ha annunciato che in occasione del primo Consiglio dei Ministri porterà il Decreto dignità, novità che conterebbe quattro misure in particolare che, secondo le ultime notizie, dovrebbero essere approvate in maniera prioritaria e rapida.
Le quattro misure previste prevedono:

  1. abolizione di spesometro, redditometro e studi di settore;
  2. revisione del Job Acts per ridurre il rinnovo illimitato dei contratti a tempo determinato e garantire lavoro stabile;
  3. disincentivare le delocalizzazioni con impiego dei fondi che si percepiscono in Italia e non all’estero;
  4. blocco della pubblicità del gioco d’azzardo.

Secondo quanto annunciato, dunque, stando alle ultime notizie, i primi passi del nuovo governo dovrebbero concentrarsi sulle misure del Decreto dignità, quindi su pace fiscale e flat tax e solo dopo sulle novità per le pensioni. Vedremo quali saranno le prossime decisioni del neo nato governo.