Pensioni, quota 100 subito, quota 41 rinvio. Come saranno e penalitÓ

Quando aspettarsi novitÓ per le pensioni di quota 100: cosa si riuscirÓ a fare davvero entro quest'anno prima di un nuovo aumento eventuale dell'etÓ pensionabile

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C’è chi ritiene che le novità per le pensioni, da quota 100 a quota 41, non rappresentino una priorità di questo governo che avrebbe temi ben più importanti e delicati da affrontare e vorrebbe partire da introduzione della flat tax e pace fiscale, e c’è invece chi spiega che le novità per le pensioni, con particolare riferimento alla quota, sarà già nella prossima Legge di Bilancio. Stando, infatti, a quanto riportano le ultime notizie, il viceministro dell’economia Garavaglia avrebbe chiaramente detto che le novità per le pensioni, pur non essendo ancora state discusse effettivamente, saranno certamente nella prossima Legge di Bilancio.

Ma queste parole non collimano con le posizioni del ministro dell'Economia Tria che avrebbe chiaramente ribadito più volte che sono sì necessari miglioramenti per le attuali norma pensionistiche ma non totali stravolgimenti della legge Fornero in vigore, ritenendo, tra l'altro, che siano prioritarie altre misure. E prima che eventualmente davvero ogni novità per le pensioni venga inserita nella prossima Legge di Bilancio bisognerà sciogliere nodi relativi ad eventuali svantaggi che le stesse novità per le pensioni potrebbero comportare, a partire da assegni pensionistici ridotti.

Novità per le pensioni quota 100

La novità per le pensioni di quota 100, somma di età anagrafica ed età contributiva, così come attualmente proposta dovrebbe avere una base di 64 anni di età e 36 anni di contributi, una novità, dunque, che permetterebbe di anticipare l’uscita dal lavoro di ben tre anni rispetto ad ora, quattro se si considera che dal primo gennaio 2019 l’età pensionabile dovrebbe salire ancora arrivando ai 67 anni di età. Tuttavia, se da tanto e per tanti la novità per le pensioni rappresenta la giusta soluzione pensionistica per tutti coloro per niente soddisfatti dalle attuali norme pensionistiche, dall’altra ci sarebbe da ben valutare gli effetti di approvazione di questa novità.

Con la novità per le pensioni di quota 100, per esempio, stando alle ultime notizie, gli assegni finali potrebbero essere meno cospicui rispetto a quanto si percepirebbe con le attuali norme pensionistiche, perché, chiaramente, andando in pensione prima si maturano meno contributi ed essendo l’attuale calcolo della pensione finale basato solo sul metodo contributivo, è chiaro che avendo meno contributi si percepirebbe anche meno. E, secondo le stime, l’importo dell’assegno finale di chi andrà in pensione con la quota 100 sarà ridotto di almeno l’8%.

Ma non è questa l’unica brutta notizia per chi attende da tanto questa novità per le pensioni: sempre stando alle ultime notizie, la quota 100 allungherebbe in alcuni casi l’età pensionabile fino anche a tre anni.  Ad essere maggiormente penalizzati dalla quota 100 sarebbero soprattutto i giovani di oggi che hanno carriere discontinue o che hanno vissute momenti di stop al lavoro superiori ai 2 anni per cassa integrazione o malattia. Se davvero la novità per le pensioni dovesse rientrare nella nuova Legge di Bilancio, allora sarebbe in vigore a partire dal primo gennaio e l'aumento dell'età pensionabile a 67 anni sarebbe scongiurato. Ma su questi temi ci sono non pochi dubbi.

Novità per le pensioni tra quota 41 e opzione donna

Non solo quota 100: tra le novità per le pensioni che, stando a quanto riportano le ultime notizie, potrebbe arrivare da gennaio 2019 è la novità per le pensioni di quota 41. Anche su questa, però, sono differenti e divergenti le posizioni, perché, ancora una volta, il ministro dell’Economia Tria non ritiene la misura sia tra le priorità da affrontare. E anche nel caso della quota 41, prima dell’approvazione tanto auspicata, sarebbe meglio considerarne effetti ed eventuali svantaggi. Secondo le ultime notizie, infatti, andando in pensione con la quota 41 si percepirebbero assegni pensionistici tagliati fino al 10%, per sostenere il sistema contributivo previdenziale. Tuttavia, i requisiti cambierebbero e diventerebbero meno rigidi. Se, infatti, oggi per andare in pensione con la quota 41 bisogna aver maturato almeno un anno di contributi entro il 19 esimo anno di età ed essere lavoratori usuranti o gravosi, o invalidi, con una invalidità dal 74% in poi, o essere un parente che assiste l’invalido da almeno sei mesi al momento della richiesta di quota 41, se approvata dal 2019, non prevederebbe più alcuno di questi paletti, per cui basterà a tutti solo raggiungere i 41 anni di contributi per andare in pensione.

Nessuna novità dovrebbe invece essere prevista se venisse ulteriormente prorogata l’opzione donna anche per il prossimo anno. Ciò significa che lavoratrici statali e autonome e private potranno continuare ad andare in pensione prima, rispettivamente a 57 e 58 anni di età, con 35 anni di contributi ma a condizione di accettare di calcolare la loro pensione finale esclusivamente con sistema contributivo, percependo pertanto assegni finali decisamente ridotti. Su quest’ultimo punto però sono ancora decisamente incerte le notizie e non si sa nemmeno se effettivamente l’ulteriore proroga sarà approvata. Molto, chiaramente, dipenderà dalle risorse economiche disponibili.