Pensioni reversibilità, la tragedia per il coronavirus. Ecco gli importi

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Pensioni reversibilità, la tragedia per

Coronavirus, importi tragici per le famiglie

La cifra erogata con la pensione di reversibilità raggiunge la soglia di 300 euro solo nel migliore dei casi poiché nella maggior parte dei casi si attesta a importi ben inferiori.

Con la pandemia del coronavirus ancora in corso ma fortunatamente in costante calo, almeno in Italia, emergono i primi dati sull'impatto sociale e pensionistico dei decessi.

In particolare, le persone tra i 20 e i 60 anni che hanno contratto il virus mortale sono stati circa il 5% e, oltre alla tragedia, per i familiari si sta materializzando la tragedia della pensione di reversibilità.

Si tratta dell'assegno che l'Inps eroga ai superstiti che può essere di reversibilità in caso di morte di un pensionato o indiretta se a perdere la vita è un assicurato non pensionato. In entrambi i casi l'importo è destinato ai familiari superstiti ed è pari a una quota percentuale della pensione della persona che per effetto della successione perde il diritto.

Ed è proprio questa la tragedia che assume i contorni della beffa: la cifra erogata raggiunge la soglia irrisoria di 300 euro solo nel migliore dei casi poiché nella maggior parte dei casi si attesta a importi ben inferiori.

Succede nel caso della morte per coronavirus dei più giovani, la cui pensione sarebbe stata calcolata interamente con il metodo contributivo. Scopriamo cosa sta succedendo:

  • Coronavirus, importi tragici per le famiglie dei deceduti
  • La beffa della pensione di reversibilità

Coronavirus, importi tragici per le famiglie dei deceduti

A norma di legge, la pensione ai superstiti viene riconosciuta se l'assicurato ha maturato 5 anni di anzianità contributiva di cui almeno 3 anni nei 5 anni precedenti la data della morte.

L'importo è legato alla quantità di contributi versati: in buona sostanza maggiore è la cifra trattenuta dall'Inps e più elevato è l'assegno per gli eredi.

Dati dell'Istituto Superiore di Sanità alla mano, sono finora morte poco più di 1.200 persone con età inferiore a 60 anni e poco di meno di 300 con età inferiore a 50 anni.

Per le loro famiglie la situazione è la più tragica perché si ritrovano ad avere tra le mani un assegno previdenziale che è in media tra 200 e 300 euro, con cui fare fronte alle esigenze e alle spese di tutti i giorni che spesso possono includere anche altri figli.

L'introduzione dal 1996 del solo metodo di calcolo contributivo, basato cioè unicamente sui contributi versati, ha reso il quadro economico meno vantaggioso, anche e soprattutto se il lavoratore non ha avuto una carriera continua ovvero non ha versato con regolarità i contributi all'Inps per via, ad esempio, di un periodo di disoccupazione.

La beffa della pensione di reversibilità

L'unico aspetto positivo sono i tempi promessi per l'erogazione della pensione ai superstiti delle vittime di coronavirus che decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del pensionato o dell'assicurato.

Hanno diritto al trattamento pensionistico in quanto superstiti il coniuge o la persona con cui si è uniti civilmente, il coniuge divorziato se è titolare dell'assegno divorzile, i figli minorenni alla data del decesso, i figli inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso, i figli maggiorenni studenti a carico del genitore al momento del decesso.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sulle pensioni per rimanere aggiornato su tutte le novità:
Puoi Approfondire