Pensioni 2019 taglio rivalutazione e conguaglio a Giugno non ad Aprile. Forti accuse dal Pd

Come funziona e da quando è scattato il blocco della rivalutazione delle pensioni e intenzioni del governo: le accuse da Pd

Pensioni 2019 taglio rivalutazione e con

Pensioni taglio rivalutazione accusa Pd Governo

Si riduce la rivalutazione delle pensioni per effetto dell'adeguamento all'aumento del costo della vita deciso dal Governo Conte in vigore dal 1 Gennaio 2019 ma finora posticipato. E, dunque, tra i prossimi mesi di aprile e maggio scatterà il conguaglio sulle rivalutazioni e aumenterà il prelievo sugli assegni pensionistici.

Rivalutazione pensioni e conguagli: prime lettere Inps

Stando a quanto riportano le ultime notizie, l'Inps ha inziato ad inviare lettere ai pensionati comunicando che l'effetto del conguaglio comporterà un prelievo più elevato sulle pensioni mensili. In particolare, la circolare informa chiaramente che la pensione è stata ricalcolata a decorrere dal primo gennaio 2019, in applicazione dell’articolo 1, comma 260 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 e prevedrà dei tagli. Inoltre, sempre a maggio le pensioni più alte subiranno una ulteriore decurtazioni con percentuali tra il 15 e il 40% sugli assegni oltre i 100 mila euro lordi annui, come stabilito dalla Legge di Bilancio. Il testo riporta anche le tabelle con il vecchio e il nuovo importo del trattamento previdenziale e il conguaglio che sarà trattenuto sulle prossime rate di pensione. In molti casi, è bene specificarlo, si tratta di una differenza di pochi euro per le pensioni più basse ( pagerà dai 1500 di pensioni lora in sù) che aumentano, però, man mano fino ad arrivare a circa 200 euro ma solo per le pensioni davvero elevate. SI riuscirà a recuperare circa 207 milioni che sono servite per finanziare le novità per le pensioni, tra cui quota 100.

Rivalutazioni delle pensioni: come funzionano

Ad eccezione delle pensioni di importo fino a 1500 euro lordi, le rivalutazioni degli assegni pensionistici saranno: per le pensioni superiori fra 3 e 4 volte il minimo la rivalutazione toccherà il 97%, fra 4 e 5 volte il minimo del 77%, fra 5 e 6 volte il 52%, per arrivare al 40% oltre le 9 volte il minimo.

Pensioni e conguagli: accusa Pd a governo

La rivalutazione delle pensioni e il suo effetto negativo sugli importi mensili che i pensionati percepiranno avverranno, dunque, solo a giugno non ad aprile-maggio periodo in si terranno le elezioni europee che per l’attuale governo M5S-Lega dovrebbero rappresentare un vero e proprio banco di prova, soprattutto alla luce delle ultime notizie su diverse divergenze accadute. E proprio perché la rivalutazione delle pensioni arriverà a giugno, il Pd, stando a quanto riportano le ultime notizie, avrebbe accusato il governo di aver definito apposta quel tempo e non attuarla ora, pur essendo poi retroattiva, per non perdere consensi.

Il senatore Tommaso Nannicini del Pd, insieme a Chiara Gribaudo, ha presentato una interrogazione in Parlamento in cui ha infatti chiaramente spiegato come il governo stia, in realtà, prendendo in giro milioni di pensionati rimandando il taglio delle pensioni sopra 1.539 euro a dopo le elezioni europee e che milioni di pensionati dovranno restituire dei soldi senza essere stati informati in maniera adeguata..

La Legge di Bilancio 2019 ha, infatti, stabilito il blocco della rivalutazione automatica delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo, per cui dal primo gennaio di quest’anno tutte le pensioni di importo superiore a 1.539 euro non godranno della rivalutazione dell'1,1%. Ma al momento, come riportano le ultime notizie, le pensioni che l’Inps sta pagando sono ancora calcolate a importo pieno, senza alcun taglio previsto, che scatterà solo in un secondo momento quando poi i pensionati dovranno restituire i soldi ricevuti in più in questi mesi. Perché, però, rimandare i tagli e non applicarli da marzo-aprile come era stato deciso? Perchè aspettare Maggio?

A maggio sono in programma le elezioni europee e si tratta di un appuntamento importante per l’attuale governo e una sua eventuale conferma e ‘tenere buoni’ i pensionati fino a dopo le elezioni potrebbe rappresentare un’ottima mossa ma l’interrogazione di Nannicini chiede se è normale che i pensionati non abbiano piena e tempestiva informazione sugli effetti del previsto blocco della perequazione automatica sulle loro pensioni e soprattutto se non sia utile provvedere in tempi rapidi al blocco della perequazione delle pensioni in moda da garantire coperture della manovra finanziaria, motivo per il quale lo stesso blocco è stato deciso; e non pesare con cifre alle sui pensionati che in sede di conguaglio dovranno poi restituire i soldi.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sulle pensioni per rimanere aggiornato su tutte le novità: