Pensioni ultime notizie, continui flop Part Time, Ape Volontaria, Ape Social, Quota 41

Dopo il part time possibile nuovo clamoroso flop per novità per le pensioni di ape volontaria e ape social e quota 41: le prospettive

Pensioni ultime notizie, continui flop P

Pensioni flop Part Time Ape Volontaria social


Nonostante discussioni, tavoli, incontri tra esponenti dell’esecutivo e rappresentanti delle forze, iniziative organizzate dalle stesse forze sociali, anche quest’anno sembra avviarsi ad una conclusione senza alcuna novità per le pensioni. Fino a qualche mese fa, invece, si pensava questo potesse essere l’anno giusto per riuscire finalmente a vedere approvate novità per le pensioni e anche importanti, come quota 100 e quota 41 per tutti senza alcun onere, dopo i tanti annunci e proclami dei mesi scorsi in merito.

Ma ancora una volta queste profonde novità per le pensioni sono state rimandate perché sempre considerate troppo costose rispetto al budget al momento disponibile. Richiederebbero, infatti, rispettivamente, tra i 7 e i 10 miliardi di euro e circa 5 miliardi di euro. Ma le ultime notizie non fanno ben sperare nemmeno per la buona conclusione delle novità per le pensioni minime, come i miglioramenti richiesti per l’acceso ad ape social e quota 41 e ape volontaria, che rischiano di rivelarsi nuovi flop.

Part time: flop conclamato

Le ancora attese risposte sulle richieste di modifiche e miglioramenti per l’accesso alle novità per le pensioni di ape volontaria, ape social e quota 41, insieme alle tante domande già rifiutate dall’Inps sia per ape volontaria che per ape social, e il silenzio calato sulle possibili novità per le pensioni per le donne che solo fino a qualche settimana fa sembravano essere davvero pronte ad essere inserite nella nuova manovra finanziaria, non fanno che dimostrare continui flop dopo quello clamoroso, ma previsto, del part time. Secondo le ultime notizie, infatti, sono state infatti solo 121 le domande presentate all'Inps per andare in pensione prima con il part time, novità per le pensioni per uscire prima valida per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato del settore privato.

Il part time, che lo stesso presidente dell’Inps prima ancora della sua entrata in vigore aveva già pronosticato come flop, permette a lavoratori e lavoratici del settore privato, che maturino almeno 20 anni di contributi e raggiungano 63 anni e sette mesi entro il 31 dicembre 2018, di passare dall’impiego full time all’impiego a orario ridotto, riducendo l'orario di lavoro del 40-60%, con conseguente riduzione dello stipendio mensile, ma i contributi previdenziali continuerebbero ad essere versati regolarmente.

Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero del Lavoro, le domande inoltrate all’Inps per andare in pensione prima con il part time sono state meno di 162 di cui 121 sono state accolte, per un impiego complessivo di risorse economiche che fino ad oggi è stato di 1.208.959,44 euro. Un grande flop, dunque, in tema di novità per le pensioni che rischia di essere seguito dalle ultime novità per le pensioni approvate di ape volontaria e ape social e quota 41.

Ape volontaria, ape social e quota 41: rischio nuovo flop

Partendo dall’ape volontaria, nonostante il decreto attuativo ufficiale che ha confermato i requisiti di pensione per l’ape volontaria a 63 anni di età e 20 anni di contributi e l’erogazione del prestito da parte delle banche per andare in pensione prima, erogato dall’Inps e da restituire in 20 anni, mancano ancora le entità dei tassi di interesse che le banche applicheranno al prestito da rimborsare, elemento fondamentale per capire se scegliere l’ape volontaria per anticipare la propria pensione solo di qualche anno sarà conveniente o meno. Ad oggi, però, stando alle ultime notizie, l’ape volontaria rischia di rivelarsi un flop perchè se il tasso di interesse dovesse essere alto rendendo altrettanto elevato il costo della rata di rimborso, si prospetteranno certamente poche richieste di uscita prima con l’ape volontaria esattamente come accaduto per il part time perché a fronte di forti penalizzazioni sulla pensione finale, dopo una vita di impegno e sacrifici, saranno in tanti coloro che decideranno di lavorare altri due, al massimo tre anni per godere della loro piena pensione finale.

E, stando alle ultime notizie, rischia di rivelarsi un flop e decisamente inutile anche la novità per le pensioni di ape social, per le categrie di persone svantaggiate come disoccupati, malati gravi e invalidi, lavoratori usuranti, e quota 41, considerando le ultime notizie relative alle tantissime domande che l’Inps avrebbe già respinto anche per piccoli cavilli nei requisiti. Del resto, non si prospettano nemmeno notizie interessanti per la stessa ape social, per cui erano stati richiesti miglioramenti delle condizioni di accesso, soprattutto in riferimento a coloro che sono rimasti senza occupazione per fine contratto, per ampliarne la platea di beneficiari e permettere ad un maggior numero di persone di andare in pensione prima. Se i requisiti previsti continueranno ad essere tanto stringenti e le valutazioni dell’Inps troppo rigide, poche persone riusciranno ad usufruire anche di questa ulteriore novità per le pensioni che potrebbe essere un altro flop.

Ultime Notizie