Pensioni ultime notizie, ennesimo esempio di fallimento rilancio occupazione

Ancora casi di fallimento di scelte e investimenti da parte del nostro esecutivo e ancora urgenza di rilancio di novità per le pensioni

Pensioni ultime notizie, ennesimo esempi

pensioni novità ennesimo caso fallimento rilancio occupazione


Continuano ad esserci altre priorità rispetto all'attuazione di novità per le pensioni per il governo quando in realtà, come abbiamo più volte ribadito, i cambiamenti pensionistici dovrebbero essere considerati prioritari per il nostro Paese, sia perchè permetterebbero di rendere l'attuale sistema meno rigido, adeguandolo, in un certo senso, ai sistemi di quegli altri Paesi comunitari, come Francia e Germania, che hanno già abbassato le età pensionabili, sia per permettere di rilanciare concretamente l'occupazione nel nostro Paese attraverso sistemi che riuscirebbero a riattivare quel meccanismo di ricambio generazionale necessario per una alternanza a lavoro tra impiegati più anziani e i più giovani, oggi letteralmente fuori dal mercato occupazionale.

Gli ultimi esecutivi, però, non hanno fatto nulla in merito e anche le ultime notizie sul possibile nulla di fatto per le novità per le pensioni anche per quest'anno non sembrano prospettare nulla di buono. Si continua, invece,a percorrere strade sbagliate, continuando ad investire soldi in provvedimenti che non si rivelano assolutamente positivi per il rilancio dell'occupazione seppur pensati in questa ottica. Ne è un esempio la nuova norma per l’occupazione approvata dal precedente esecutivo ma anche l’ultimo provvedimento di assegno di ricollocazione, rivelatosi una ennesima delusione.

Ennesimo esempio di fallimento per rilancio dell’occupazione

Se la nuova norma per l’occupazione del precedente esecutivo, dopo i primi mesi di risultati positivi e boom di assunzioni stabili, non è comunque riuscita a garantire una continua e netta ripresa dell’occupazione, soprattutto giovanile, nel nostro Paese, e ne sono una conferma le ultime notizie sull’andamento dell’occupazione in Italia, le principali notizie parlano di un ennesimo esempio di fallimento nel nostro Paese: stiamo parlando dell’assegno di ricollocazione, sistema messo a punto dall’attuale esecutivo, per offrire nuove possibilità di lavoro a chi è disoccupato. I dati, però, mostrano che dei 30mila estratti, solo 3mila hanno accettato l’assegno di ricollocazione. Non si tratta di un assegno unico con caratteristiche uguali per tutti ma varia in base alle caratteristiche del lavoratore in cerca di nuova occupazione e altri criteri.

L’assegno ha un valore compreso dai 250 ai 5000 euro, per una durata di sei mesi e che può essere prorogato di altri sei mesi nel caso in cui la persona senza occupazione non sia riuscita ancora a trovare un nuovo impiego. L’importo da erogare non viene assegnato direttamente alla persona interessata, ma ad un centro di ricerca di lavoro, da scegliere tra gli oltre 500 presenti sul sito dell'Anpal, che riceverà la somma solo se riuscirà a trovare lavoro alla persona senza lavoro. Potrebbe, dunque, essere considerato un buon incentivo per la ricerca di occupazione se non fosse per il fatto che dati gli scarsi risultati della fase di avvio.

Situazione occupazionale attuale e ancora urgenza di novità per le pensioni

Anche l’assegno di ricollocazione, dunque, come la norma di rilancio dell’occupazione approvata dal precedente esecutivo si è rivelato fallimentare e, come anticipato, le ultime notizie sull’andamento dell’occupazione nel nostro Paese lo dimostrano. Le principali notizie sull'andamento dell'occupazione in Italia restano, infatti, allarmanti, per i giovani, anche se secondo le ultime notizie nel mese di marzo la situazione sarebbe leggermente migliorata, con gli over 50 che, paradossalmente, risultano più occupati dei giovani. Secondo le ultime notizie, a marzo il tasso di disoccupazione nei Paesi dell’Ue sarebbe al 9,5%, stabile su base mensile e in calo rispetto al 10,2% di marzo 2016, attestandosi come il dato migliore da aprile 2009, mentre su base annua, la disoccupazione è scesa in 23 Paesi, mentre è stabile in Francia e Austria, ed è crescita in Danimarca (da 6% al 6,2%), in Lituania (da 8% a 8,1%) e soprattutto nel nostro Paese (da 11,5% a 11,7%), con un incremento di 0,1 punti rispetto al mese di febbraio.

Si tratta ancora una volta di numeri che dovrebbero imporre una seria riflessione sulle misure più adatte da adottare per dare concreta nuova spinta al rilancio occupazionale. E oltre incentivi e aiuti e taglio del cuneo fiscale per le nuove assunzioni stabili dei giovani, provvedimento che Ministeri di Occupazione ed Economia vorrebbe rodi nuovo rilanciare nella prossima manovra finanziaria, con un investimento che, secondo le stime, dovrebbe essere di circa 15 miliardi di euro, ben sappiamo come le misure migliori per rilanciare effettivamente l’occupazione, e al tempo stesso per avere vantaggi in termini economici e di risparmi, sarebbero le profonde novità per le pensioni, come quota 100 e quota 41 per tutti senza alcuna penalità, che però continuano sempre ad essere rimandate. Eppure si tratterebbe di quelle novità che realmente permetterebbero l’avvio di un nuovo ciclo economico positivo, attraverso rilancio del lavoro giovanile, e quindi di produttività e consumi.







Ti è piaciuto questo articolo?





Commenta la notizia
di Chiara Compagnucci pubblicato il