Pensioni ultime notizie, i costi necessari e i fondi spariti

Costi della nuova manovra, stime per l’attuazione di novità per le pensioni e fondi stanziati spariti: cosa fare e prospettive

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Si va verso la presentazione della nuova manovra finanziaria che sarà ufficiale, nella sua prima versione, mercoledì 4 ottobre. Dopo la presentazione in Aula inizierà il suo iter verso l’approvazione finale che, come di consueto, è fissata per la fine dell’anno in modo da permettere a tutti gli interventi previsti di entrare in vigore a partire dal primo gennaio 2018. Nel corso del suo iter, potrebbero essere diverse le modifiche e i cambiamenti da apportare alle misure che saranno presentate mercoledì prossimo, frutto di accordi e compromessi che, soprattutto in vista di prossime elezioni, potrebbero ‘far comodo’. Tutto, chiaramente, nel rispetto di quelle risorse economiche e fondi effettivamente disponibili da poter sfruttare per i vari provvedimenti.

Secondo quanto riportano le ultime notizie, il nuovo Def, rispetto al precedente documento economico varato la scorsa primavera, conferma una crescita del Pil per il 2017 all’1,5%, valido anche per il 2018 e il 2019, il rapporto debito/pil al 132% per lo scorso anno dopo l'aggiornamento Istat e previsto al 131,6% nel 2017 e al 129,9% nel 2019, numeri che porteranno ad correzione dello 0,3% rispetto allo 0,8% previsto in precedenza per la prossima manovra. Il risultato è che la nuova manovra finanziaria non sarà depressiva.

Complessivamente la nuova manovra finanziaria, secondo le ultime notizie, nel 2018, dovrebbe costare tra i 22 e i 25 miliardi di euro, ma al momento mancherebbero ancora tra i 7 e i 10 miliardi, nonostante la manovra sarà finanziata per circa 9 miliardi da un maggior deficit rispetto a quanto previsto nel Def presentato la scorsa primavera.

Misure ed eventuali costi della nuova manovra finanziaria

Stando a quanto riportano le ultime notizie, la prossima manovra dovrebbe prevedere:

  1. sterilizzazione delle clausole di salvaguardia per il 2018;
  2. rinnovo dei contratti degli impiegati della pubblica amministrazione, con le risorse che dovrebbero salire da 1,2 miliardi inizialmente previsti a 1 miliardo e 650 milioni per garantire gli aumenti medi di 85 euro mensili per gli statali;
  3. rinnovo di incentivi fiscali per il settore privato già esistenti;
  4. rafforzamento degli investimenti pubblici, che dovrebbero salire del 6,2% con una spesa di circa 2,4 miliardi di euro;
  5. nuovo piano di taglio del cuneo fiscale per le assunzioni stabili di nuovi giovani, misura che dovrebbe avere un costo di due miliardi circa all’anno;
  6. rafforzamento delle misure a sostegno delle famiglie per la lotta all’indigenza.

Il nuovo Def, tuttavia, a parte riportare qualche indicazione sui costi previsti, come appena riportato, non ha specificato i costi precisi e puntuali di ogni misura, tanto che dopo un richiamo da parte di esponenti della maggioranza, si attendono ultime notizie in merito nel corso della presentazione della nuova manovra finanziaria già mercoledì prossimo. E si attendono novità per quanto riguarda eventuali risorse che potranno essere effettivamente impiegate per l’attuazione di novità per le pensioni.
Le risposte si attendono in particolare per:

  1. modifiche di ape volontaria e ape social e quota 41;
  2. novità per le pensioni per le donne;
  3. modifiche per il sistema delle aspettative di vita.

Costi necessari e fondi spariti destinati a novità per le pensioni

Secondo alcune ipotesi formulate sui costi eventuali delle novità per le pensioni appena riportate da inserire nella prossima manovra:

  1. per la novità per le pensioni di ape social donna potrebbero servire tra 1 e 1,2 miliardi di euro l’anno nei primi tre anni per poi arrivare a una maggiore spesa a regime di 2,5 miliardi nei prossimi dieci anni.;
  2. per la revisione delle aspettative di vita con blocco dell’aumento dell’età pensionabile che potrebbe scattare dal 2019 circa 5 miliardi di euro tra il 2019 e il 2020.

Si tratta di un costo complessivo di circa 6 miliardi di euro, poco più di fondi che avrebbero dovuto essere disponibili del valore di circa 5 miliardi di euro da impiegare proprio per le novità per le pensioni e poi spariti. A denunciare questa 'scomparsa' le forze sociali che hanno ricordato recentemente come diverse risorse siano state messe da parte e mai impiegate, come per esempio i fondi destinati alla salvaguardia esodati e non spesi. Cinque miliardi di euro, appunti, che sarebbero stati usati per coprire il deficit di bilancio, pur se spettanti alle novità per le pensioni. La richiesta delle forze sociali è, dunque, quella di recuperare le risorse miliardarie ‘sparite’ per le pensioni e impiegarle per la revisione del sistema delle aspettative di vita, con quell’abbassamento dell'età pensionabile che permettere, al tempo stesso, di dare nuova spinta effettiva all’occupazione giovanile attraverso un riavviato ricambio generazionale a lavoro tra occupati più anziani e giovani oggi sempre più tagliati fuori dal mondo del lavoro.