Pensioni ultime notizie, Governo Gentiloni-Sindacati incontri di questa settimana

Prossimi incontri in programma questa settimana tra governo e sindacati per discutere novità per le pensioni:cosa aspettarsi

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Si ritorna a parlare a pieno titolo di novità per le pensioni poiché già in questa settimana non sono calendarizzati riunioni ulteriori tra sindacati ed esecutivo. D'altronde la partita è sempre aperta, non si è mai sopita, i ritardi nell'applicazione di quanto già fissato sono davanti agli occhi di tutti e le prospettive nelle ultime notizie e ultimissime continuano a essere incerte e nebulose.

All’indomani della pausa estiva, le ultime notizie confermano i prossimi incontri che si terranno nel corso di questa settimana tra esponenti del governo Gentiloni e sindacati per discutere delle novità per le pensioni che potrebbero essere eventualmente inserite nella prossima manovra finanziaria. Ma non solo: sarà importante capire come andranno i prossimi incontri anche per vedere quali sono effettivamente le intenzioni di lavoro in generale sulle pensioni, considerando che le posizioni dei sindacati stessi sembrano cambiare. E una dimostrazione di questi cambiamenti sono le ultime notizie relative alla richiesta di revisione del sistema delle aspettative di vita, particolarmente volute, e con forza, dagli stessi sindacati fino a qualche tempo fa ma su cui sembra che ora vi sia stato un dietrofront a fronte della definizione di eventuali ulteriori sistemi di uscita prima.

Prossimi incontri questa settimana per novità per le pensioni tra governo e sindacati

Gli attesi nuovi incontri tra esponenti del governo e sindacati, stando a quanto riportano le ultime notizie, sono in programma:

  1. il 30 agosto, incontro nel corso del quale si dovrebbero discutere le novità per le pensioni per i ragazzi, ventuali agevolazioni previdenziali per la lavoratrici, ed eventuale revisione del sistema delle attese vita e per fare il punto sull’ape social senza oneri;
  2. il 1 settembre, incontro durante il quale si dovrebbe discutere di ammortizzatori per l’occupazione e di riorganizzazione dell’organismo per le pensioni;
  3. il 7 settembre, quando si dovrebbe parlare di rivalutazioni di trattamenti pensionistici in essere.

La questione certamente più controversa è quella relativa  al prossimo aumento dei requisiti anagrafici per accedere alla pensione finale che scatterà se non dovessero essere apportate novità per le pensioni al sistema delle aspettative di vita. Dal prossimo primo gennaio 2019, infatti, in base alle aspettative di vita, l’età per andare in pensione salirà dagli attuali 66 anni e sette mesi a 67 anni. Per evitare che scatti questo ulteriore aumento che contribuirebbe solo a rendere più rigido un sistema già al momento abbastanza rigido rispetto a quelli degli altri Paesi comunitari, sindacati, a insieme ai presidenti delle commissioni Lavoro di Palazzo Madama e Montecitorio, Maurizio Sacconi e Cesare Damiano, hanno chiesto di bloccarne il sistema. Ma al momento, secondo le ultime notizie, si tratta di una richiesta che difficilmente sarà accolta. Sulla netta posizione del no al blocco del meccanismo delle aspettative di vita il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, e l’ex consigliere economico di Palazzo Chigi, Tommaso Nannicini.

Novità per le pensioni attese in nuova manovra finanziaria

Dalle ultime notizie sui prossimi incontri appena riportati che si terranno questa settimana si potrà effettivamente capire quali saranno gli orientamenti sulle novità per le pensioni da inserire nella prossima Legge di Stabilità 2017-2018. Secondo le ultime notizie, probabilmente salterà la revisione del sistema delle aspettative di vita, mentre potrebbero esservi inserite solo novità per le pensioni decisamente minime rispetto alle richieste avanzate. E stiamo parlando di eventuale allargamento e miglioramento delle condizioni previste dalle novità per le pensioni di ape volontaria per precoci e usuranti e ape social e quota 41 e proroga dell’opzione donna, o di novità per l’ape social per le donne, prevedendo sconti contributivi per permettere alle lavoratici di maturare per tempo i requisiti necessari per l’accesso all’ape.

Nulla, invece, ancora una volta, arriverà per quanto riguarda novità per le pensioni di quota 100, che continua ad essere considerata la migliore soluzione pensionistica per tutti ma sempre rimandata perché ancora considerata troppo costosa, richiederebbe tra i 7 e 10 miliardi di euro, e nulla per la novità per le pensioni di quota 41 per tutti senza oneri, per cui servirebbero, invece, circa 5 miliardi di euro. Si potrebbero, invece, trovare i miliardi necessari, circa 15, per l’attuazione di un nuovo taglio del cuneo fiscale per le assunzioni dei più giovani, chiara dimostrazione di come, più che per mancanza di risorse economiche necessarie, le novità per le pensioni importanti continuano ad essere rimandate per reale mancanza volontà politica di attuazione delle stesse. Se, infatti, la volontà politica di revisione delle attuali norme pensionistiche fosse stata effettivamente forte e reale, si sarebbero recuperati i soldi necessari, pur se si tratta di cifre elevate, esattamente come fatto per altri provvedimenti altrettanto, se non di più, costosi. Basti pensare ai piani di salvataggi per gli istituti di credito in difficoltà.







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