Pensioni ultime notizie, le aspettative di vita reali in Italia. Gli studi

Calano le aspettative di vita: ultime notizie, studi e obbligata necessitÓ di un sistema che non avrebbe pi¨ senso di esistere

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L’esecutivo discute e si spacca sulla richiesta di revisione delle aspettative di vita avanzate dalle forze sociali, novità per le pensioni senza la quale, sempre secondo le forze sociali, si andrebbe incontro ad una vera e propria tragedia sociale, considerando che, secondo quanto previsto dall’attuale sistema, l’età pensionabile di chi è già occupato continuerebbe a salire continuando a lasciare del tutto fuori dal mondo del lavoro i più giovani. Questo assoluto blocco del ricambio generazionale si tradurrebbe non solo in devastanti situazioni sociali ma anche in un contestuale stallo, ulteriore, di produttività, consumi e, quindi, economia in generale. Eppure la revisione del meccanismo delle aspettative di vita, contrariamente a quanto sostiene il presidente dell’Inps secondo cui non dovrebbero essere per nulla toccate, non dovrebbe essere oggetto di discussione facoltativa ma obbligata. E il motivo è presto spiegato.

Aspettative di vita e funzionamento del meccanismo in base ad attuale sistema

Le norme pensionistiche in vigore nel nostro Paese dal 2012 si basano su un principio di aumento dell’età pensionabile ogni due anni, di tre, quattro mesi, per effetto dell’adeguamento alle aspettative di vita Istat. Ciò significa che aumentando la speranza di vita degli italiani, secondo l’attuale sistema, si può anche continuare a lavorare più a lungo. Una maggiore aspettative di vita, dunque, comporterebbe anni di lavoro in più nel nostro Paese. E finora l’età pensionabile è effettivamente salita, arrivando a 66 anni e sette mesi, e dal prossimo primo gennaio 2019 dovrebbe salire ulteriormente di quattro mesi, arrivando così a 67 anni.

Tuttavia, se è vero che l’aumento dell’età pensionabile è strettamente collegato all’aumento delle aspettative di vita, bloccandosi queste ultime, automaticamente dovrebbe bloccarsi anche il meccanismo di aumento dell’età pensionabile. E si tratta di un blocco dell’aumento dell’aspettativa di vita, che anzi è stata anche attestata in calo, chiaramente dimostrata dalle ultime notizie.

Aspettative di vita reali in Italia e ulteriori novità per le pensioni necessarie

Solo qualche giorno fa, la Lega ha ribadito come nel 2015 l'aspettativa di vita degli italiani sia notevolmente calata, tanto da non poter più essere presa come termine di riferimento per aumentare l’età dell’uscita dal lavoro degli italiani ogni due anni come attualmente stabilito. Tra il 2002 e il 2010, secondo le ultime notizie, l'aspettativa di vita al momento della nascita è aumentata di un anno ogni cinque anni per le donne e di un anno ogni tre anni e mezzo per gli uomini, ma tra il 2010 e il 2015 l'aumento è rallentato a un anno ogni dieci anni per le donne e a un anno ogni sei anni per gli uomini. Del resto, nel recente rapporto sulle tendenze di medio lungo periodo del sistema pensionistico e sanitario, si è parlato di un calo dell'aspettativa di vita dovuto soprattutto alla riduzione della prevenzione sanitaria a causa di una crisi economica che non accenna a passare, costringendo gran parte dei cittadini italiani a vivere in condizioni di grosse difficoltà economiche tali da non potersi permettere visite mediche e trattamenti eventuali di cure.

Secondo le ultime notizie emerse dal rapporto, nel 2015 l'aspettativa di vita per uomini e donne era rispettivamente di 80,1 anni e di 84,7 anni, inferiore rispetto al 2014 che registrava una speranza di vita pari a 80,3 anni per gli uomini e a 85 anni per le donne. E proprio in virtù di questi numeri la stessa Lega ha chiesto, come confermano le ultime notizie, che l'adeguamento alla speranza di vita sia congelato per tutti almeno fino al 2022. A ‘raccontare’ la verità sulle aspettative di vita in Italia anche ulteriori studi: partendo da quanto reso noto dall'Istituto superiore di sanità, in alcune regioni italiane, come Sicilia e Campania, la speranza di vita alla nascita è di 4 anni inferiore rispetto a regioni come il Trentino o le Marche, quasi ai livelli di Bulgaria e Romania. Si tratta di calo drastico che, secondo l'Osservatorio nazionale sulla salute delle regioni italiane, deriverebbe da una netta diminuzione di viste e trattamenti sanitari, il cui gap sarebbe decisamente forte tra regioni del Nord, che assicurano e coprono la quasi totalità della popolazione, e regioni del Sud, dove la percentuale si riduce notevolmente. Il risultato è che nelle regioni del Sud l’aspettativa di vita scende mentre nelle Regioni la stessa aspettativa di vita sale.

La stessa ricerca sottolinea poi come i gravi problemi di salute si registrino nella popolazione di età compresa tra i 54 anni e i 65 anni,

  1. pregiudicandone lo svolgimento del lavoro;
  2. penalizzando anche la produttività;
  3. peggiorando le stesse condizioni di vita dei cittadini, implicando costi maggiori per la cura assistenziale.

 E’ chiaro come questa situazione possa chiaramente implicare non solo la necessità di una concreta revisione del sistema delle aspettative di vita che, come dimostrato, non avrebbe più motivo di sussistere, ma ance l’urgenza di ulteriori novità per le pensioni, come quota 100 e quota 41 per tutti, che possano permettere anche nel nostro Paese, esattamente come già fatto in Germania e Francia, di abbassare l’età pensionabile, dando opportunità di nuovo rilancio dell’occupazione giovanile e contestuale nuova spinta a produttività e consumi.







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