Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 100, quota 41 aspirazioni spezzate (novità, affermazioni)

Tramontano i sogni dei ragazzi italiani tra mancanza di opportunità e mancanza di prospettive: ruolo delle novità per le pensioni

Pensioni ultime notizie mini pensioni, q

pensioni novità risultato fine sogni


Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:01): Il sogno, le aspirazioni possono essere quelle dei ragazzi, ma anche di coloro che vorrebbero andare in pensione e godersi i propri nipoti, ma tutto viene bloccato da novità per le pensioni irrisorie e insignificanti che colpiscono la sfera personale nelle ultime notizie e ultimissime con storie che fannos empre più clamore ma anche l'intera economia e tutti quello che ne consegue

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): Sempre di più sono i sogni infranti alcuni che si trasformano in veri e propri drammi a causa della rigidità del sistema connesso alle novità per le pensioni assenti ulteriore elemento che ne dovrebbe far capire nelle ultime notizie e ultimissime la necessità

La mancanza di occupazione e il continuo ritardare l’approvazione di profonde novità per le pensioni stanno portando ad ottenere come unico risultato quello di far tramontare i sogni dei ragazzi di oggi. Vivendo, infatti, in condizioni precarie o impiegati in carriere per lo più in carriere discontinue, secondo le ultime notizie, i ragazzi di oggi non hanno la possibilità di crearsi un proprio futuro certo, né da un punto di vista professionale né da un punto di vista di vita privata. Non avendo, infatti, un’attività certa e sicura, tramontano tutti i loro sogni di vivere da soli, di essere autonomi al punto tale di crearsi una famiglia, con conseguenti ripercussioni negative, ovviamente, anche sui consumi.

E le ultime notizie su questa condizione sono decisamente indicative: stando, infatti, agli ultimi dati, nel nostro Paese i ragazzi, impossibilitati a vivere da soli e pagarsi una casa propria, continuano a vivere a casa dei genitori fino ad un’età media di circa 40 anni. Una soglia considerata decisamente troppo elevata, anche e soprattutto in confronto a quanto accade negli altri Paesi comunitari, dove nella maggior parte dei casi i ragazzi lasciano casa dei genitori molto presto.

La fine dei sogni, ultime notizie e dati recenti

E’ chiaro che la mancanza di occupazione e di autonomia contribuisce solo a far tramontare tutti i sogni dei ragazzi, da quelli relativi a possibilità di realizzazioni professionali, per cui in tanti hanno anche studiato tanto senza però ottenere nulla in un Paese che non ha quasi nulla da offrire e che, soprattutto, non premia la meritocrazia, a quelli relativi a realizzazione nella vita privata. E’ chiaro, infatti, che senza occupazione e senza stipendi fissi, difficilmente ci si lancia nel progetto di costruzione di una famiglia. E chi ci riesce lo fa con gradi stenti. Alla luce di queste ultime notizie, l’Italia sembra non essere più un Paese per ragazzi, per cui non vi è alcuna prospettiva, ed è proprio questa mancanza di ogni stimolo a portare migliaia di ragazzi a lasciare il Paese alla ricerca di nuove prospettive, futuro e fortuna oltre confine.

Negli ultimi tempi sono diventanti simbolo di questa ricerca di novità e fortuna ragazzi purtroppo noti alle cronache perché protagonisti di tragedie all’estero: dal caso della ricercatrice veneziana universitaria, morta negli attentati terroristici del novembre 2015 a Parigi, al caso dei due ragazzi italiani scomparsi nel disastroso incendio che ha distrutto qualche settimana la Grenfell Tower, due ragazzi architetti laureati a Venezia ma in cerca di migliori opportunità a Londra.

Recentissimo, poi, il caso di uno storico dell'Integrazione europea, ricercatore 39enne che ha lasciato l'Università, dopo aver due monografie, più di 25 saggi e articoli in italiano e inglese, per iniziare a vendere ricambi d'auto. L’Università, ha spiegato il ricercatore, sembra ormai in stallo, tra la costante riduzione di fondi per la ricerca e la forte chiusura ai ragazzi, alla mancanza di valorizzazione di menti e risorse che potrebbero portare il nostro Paese, le nostre Università ad eccellere. Ma i soldi nel nostro Paese vengono usati, o forse sarebbe meglio dire sprecati, in misure che sono solo specchi di interessi propri e privilegi e che nulla hanno a che fare con l’intenzione di un reale rilancio dello sviluppo. Altrimenti le strade intraprese sarebbero diverse, altrimenti i ragazzi non emigrerebbero. Ma lo fanno perché nel nostro Paese si sentono sviliti, demotivati, delusi, tanto da cambiare strada come nel caso del ricercatore universitario e sacrificare i propri sogni, le proprie passioni i propri anni di sacrifici e studi, per ‘vivere’ vendono ricambi d’auto.

Dati negativi e sempre più urgenza di rilancio delle novità per le pensioni

I casi dei ragazzi appena riportati rappresentano solo alcuni dei casi che dimostrano come il nostro Paese debba cambiare sistema, ripartendo da quelle novità per le pensioni che permetterebbero di avviare un ricambio generazionale tale da poter permettere ai ragazzi l’ingresso in un mondo occupazionale oggi decisamente chiuso e privo di opportunità. E stiamo di importanti novità per le pensioni come:

  1. novità per le pensioni di quota 100;
  2. novità per le pensioni di quota 41 per tutti;
  3. novità per le pensioni di revisione delle attese vita.

Si tratta delle stesse novità per le pensioni che permettendo agli impiegati più anziani oggi costretti a rimanere sempre più occupati a causa delle norme pensionistiche in vigore, permetterebbero anche di scongiurare incidenti e morti sul lavoro, tragedie che coinvolgono sempre più persone anziani e soprattutto impiegate in determinate attività, come le occupazioni faticose. Il nostro Paese, infatti, ha registrato un nuovo record negativo: secondo le ultime notizie, infatti, le morti bianche registrate nel primo trimestre di quest’anno sono state 190 contro le 169 del primo trimestre 2016. Ma non solo: secondo le ultime notizie, infatti, sarebbero aumentati anche gli infortuni sul lavoro. Quelli denunciati nel primo trimestre sono stati 134mila di cui 112mila in occasione di lavoro e 22mila in itinere, in aumento del 5,9% (+7.430 denunce) rispetto al primo trimestre del 2016.

Ma le ultime notizie negative non finiscono qui, perché a morti e incidenti sul lavoro in crescita, si affianca ancora un alto tasso di non occupazione che si registra nel nostro Paese e che penalizza soprattutto i ragazzi. Stando, infatti, a quanto riportano le ultime notizie, il tasso di occupazione nel primo trimestre si è attestato sul 57,6%, in crescita di due decimi di punto rispetto al trimestre precedente, ma decisamente distante dal valore registrato nel secondo trimestre del 2008 (58,8%). Si tratta di tendenze negative che potrebbero essere risolte solo introducendo novità per le pensioni che permetterebbero di riavviare l’interscambio e rilanciare l’occupazione, soprattutto per i ragazzi, dando conseguente spinta anche alla crescita della produttività.