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Le novità per le pensioni già in vigore, in via di studio e in arrivo per uscire prima: ultime notizie su requisiti richiesti per i diversi sistemi

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Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 15:47): Si resta dunque in attesa degli atti finali sulle novità per le pensioni prima di gettarsi a capofitto con i calcoli e le simulazioni sulla convenienza di andare in pensioni con i nuovi metodi ovvero con le novità per le pensioni in dirittura d'arrivo. Al di là dei contenuti definitivi che saranno a breve riportati dalle ultime e ultimissime notizie, le perplessità sono legate al poco tempo concesso per decidere, considerando che il pacchetto di novità per le pensioni entrerà in vigore tra meno di un mese.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 5:30): Chiuso un capitolo se ne aprirà dunque subito un altro. Succede perché le novità per le pensioni introdotte o che stanno per entrare in circolo non sono sufficienti per dare vigore e rispondere a tutti i bisogni sociali. Se poi le ipotesi allo studio riferite dalle ultime e ultimissime notizie saranno valide e pertinenti, come quota 100, è un'altra storia. Ma di certo quanto fatto finora non basta e non può bastare.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 06:30): Ci sono due modi per valutare l'opportunità di adesione ai nuovi metodi messi a disposizione con le recenti novità per le pensioni. Il primo è basarsi sui calcoli che vengono fuori dalle prove sulle mini pensioni, con o senza oneri e a patto di possedere i requisiti richiesti, sulla base della storia lavorativa personale. Il secondo è di scommettere su novità per le pensioni più interessanti nel prossimo futuro, così come lasciato prospettare dalle ultime e ultimissime notizie. Significa trascurare queste possibilità e sperare nell'approvazione di regole più soddisfacenti e convenienti, come può essere quota 100.

Tra sistemi già in vigore per andare in pensione prima, sistema in arrivo e altri ancora in studio, sono decisamente diverse le possibilità che si prospettano per chi volesse andare in pensione prima, tutti sistemi, però, ancora limitati e sperimentali, nell’attesa che vengano definite, finalmente, novità per le pensioni strutturali e universali per tutti. Partendo dai requisiti pensionistici attualmente richiesti dalle norme in vigore, per la pensione di vecchiaia lavoratori e lavoratrici del comparto pubblico devono raggiungere 66 anni e 7 mesi di età; le lavoratrici del settore privato 65 anni e 7 mesi, quelle autonome 66 anni e 1 mese, mentre per quanto riguarda i contributi, sono richiesti 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Quali sono i diversi sistemi che permettono già o permetteranno di andare in pensione prima?
I diversi sistemi sono:

  1. novità per le pensioni di quota 100, in fase di studio;
  2. novità per le pensioni di mini pensione e quota 41, in fase di arrivo;
  3. contributivo femminile, già in vigore;
  4. staffetta, già in vigore.

Novità per le pensioni di quota 100 allo studio e calcolo in base ai modelli

Tra le novità per le pensioni in fase di studio ormai da un bel po’ di tempo la novità per le pensioni di quota 100, considerata da molti la migliore soluzione pensionistica per tutti e che, anche stando alle ultime notizie, sarebbe disponibile in tre diverse proposte da analizzare:

  1. proposta del presidente del Comitato ristretto;
  2. proposta della Lega;
  3. proposta dell’Iente di gestione pensioni.

La quota 100 del presidente del Comitato ristretto per le pensioni prevede la possibilità di andare in pensione con 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti in base all’anno di uscita anticipata dal lavoro rispetto all’attuale soglia dei 66 anni e sette mesi, permettendo al lavoratore di decidere anche a che età lasciare, se a 60 anni di età con 40 di contributi, 61 di età con 39 di contributi, 62 anni con 38 di contributi e così via purchè il requisito contributivo non sia inferiore di 35 anni di età e la somma di età anagrafica e contributiva dia come risultato finale 100.

La novità per le pensioni di quota 100 della Lega segue la stessa logica di quella proposta dal presidente del Comitato ristretto per le pensioni, partendo, però, dalla base dei 35 anni di contributi o dei 58 anni di età, per cui, per esempio, permette di andare in pensione a 58 anni di età e 42 di contributi, a 59 anni di età e 41 di contributi, o andare in pensione con 35 anni di contributi e 65 anni di età, o con 36 anni di contributi e 64 di età, 37 di contributi e 63 di età, e così via. Infine, la quota 100 proposta dall'ente di gestione pensioni a è essenzialmente collegata al quoziente familiare che prevede come requisiti di base sempre 60 anni di età e 40 anni di contributi, con oneri che vanno dal 4% al 12%, in base all’anno di anticipo in cui si decide di andare in pensione e in base al quoziente familiare, con oneri che calano in base alla situazione di disagio delle famiglie.

Novità per le pensioni con mini pensione con e senza oneri in arrivo

Sono, invece, in dirittura di arrivo ormai le ultime novità per le pensioni di mini pensione con e senza oneri e di quota 41 ad essa collegata, per cui sono attesi ancora gli atti finali ufficiali. Secondo le ultime notizie note su mini pensione e quota 41, per quanto riguarda i requisiti richiesti per la mini pensione con oneri, bisogna:

  1. avere 63 anni di età al primo maggio 2017;
  2. aver maturato almeno 20 anni di contributi;
  3. avere una pensione dal valore non inferiore a 700 euro al mese, cioè pari a 1/4 del trattamento minimo.

Chi decide di andare in pensione in pensione con la mini pensione con oneri dovrà chiedere un anticipo per l’uscita banche a determinati istituto di credito e restituirlo, una volta maturati i normali requisiti attualmente richiesti, con un piano di rimborso 20ennale. Ogni lavoratore dovrà calcolare sulla mini pensione percepita in anticipo il tasso di interesse allo stesso istituto. Secondo le ultime notizie, il tasso annuo nominale della mini pensione (Tan) dovrebbe essere di circa il 2,75%. Ogni lavoratore che deciderà di andare in pensione prima con la mini pensione dovrà stipulare una polizza assicurativa di copertura in caso di premorienza rispetto ai 20 anni di durata del rimborso. Il costo del premio assicurativo finale, secondo notizie non ufficiali, dovrebbe essere del 30% circa. Il calcolo della pensione con mini pensione con oneri dovrebbe portare ad una rata rimborso compresa tra il 4,5% e il 4,7%. Per esempio, in media, per un anticipo pensionistico di 3 anni, la decurtazione sull’assegno finale sarà di circa il 4,5%.

Tutti questi costi, sia di tassi di interesse sia di polizza assicurativa, si azzerano per la mini pensione senza oneri e quota 41 ad essa collegata, che può essere richiesta solo da chi abbia iniziato a lavorare prestissimo, a 14-15 anni, e abbia maturato entro il 19esimo anno di età almeno 12 mesi di contributi. La mini pensione senza oneri vale esclusivamente per le categorie di persone cosiddette svantaggiate e che sarebbero disoccupati, disabili e malati gravi, lavoratori impegnati in occupazioni faticose. Diversi i requisiti richiesti per queste diverse categorie di persone:

  1. chi è rimasto senza occupazione per la mini pensione senza oneri deve aver raggiunto 63 anni di età, almeno 30 anni di contributi ed esaurito tutti i sussidi di disoccupazione da almeno tre mesi;
  2. gli invalidi devono aver raggiunto 63 anni di età, 30 anni di contributi e devono avere una percentuale di invalidità dal 74% in su;
  3. i lavoratori impegnati in occupazioni faticose devono aver raggiunto 63 anni di età, 36 anni di contributi ed essere impiegati in specifiche occupazioni considerate faticose.

Contributivo femminile, requisiti e calcolo uscita prima

Tra i sistemi già in vigore per uscire prima, c’è anche il contributivo femminile, che permette di andare in pensione alle lavoratrici statali a 57 anni di età con 35 anni di contributi e a 58 anni di età e 35 anni di contributi alle lavoratrici private e autonome, con un calcolo della pensione finale esclusivamente con sistema contributivo, che si traduce in decurtazioni sul trattamento pensionistico finale fino ad un massimo del 30%.

Requisiti per andare in pensione prima con la staffetta e calcolo

Anche la staffetta è un sistema già in vigore per andare in pensione prima valida per i lavoratori del settore privato che abbiano maturato almeno 20 anni di contributi e abbiano raggiunto l’età di 63 anni e sette mesi. A questi lavoratori viene data la possibilità di scegliere di passare dall’impiego a tempo pieno a quello con orario ridotto, del 40-60%, che comporta una conseguente riduzione dello stipendio mensile. Nulla, invece, cambia per l’erogazione dei contributi previdenziali che continuano ad essere regolarmente pagati, con riconoscimento da parte dello Stato della contribuzione figurativa corrispondente al lavoro non svolto per tutto il periodo dell’orario ridotto.


Ricordiamo che da oggi sul nuovo sito dell'ente della gestione delle pensioni c’è la possibilità di calcolo delle pensioni.
 

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