Pensioni ultime notizie, tre errori evidenti

Ancora rimandate le importanti novità per le pensioni e ancora errori compiuti dall’esecutivo: ultime notizie e situazione attuale

Pensioni ultime notizie, tre errori evid

Pensioni novità tre errori evidenti


Ancora una volta, proprio quando sembrava l’anno giusto per l’attuazione concreta delle importanti novità per le pensioni tanto richieste da tanto tempo, si sono compiuti e si va verso tre grossolani errori, ben evidenti, misure che per l’esecutivo potrebbero rivelarsi importanti per rilanciare l’occupazione e sostenere coloro che sono costretti a vivere in condizioni di grave indigenza, ma che potrebbero rivelarsi, invece, solo ennesimi fallimenti ed ennesimi sprechi di sodi in un momento in cui il nostro Paese non può certo permettersi di spendere soldi inutili. I tre evidenti errori di cui parliamo riguardano:

  1. la vecchia ricetta del taglio del cuneo fiscale;
  2. la decisione di far crescere le pensioni inferiori nel prossimo def;
  3. l’approvazione definitiva del nuovo reddito di inclusione.

Taglio del cuneo fiscale e rischi

Se, secondo quanto dichiarato dai ministri di Economia e Lavoro, Padoan e Poletti, la migliore ricetta di rilancio dell’occupazione, soprattutto giovanile, potrebbe essere un nuovo taglio del cuneo fiscale per le assunzioni di nuovi giovani, le previsioni non sembrano essere altrettanto ottimistiche. E questa negatività deriva essenzialmente dai risultati deludenti della precedente esperienza in tal senso: con l’approvazione della nuova norma per l’occupazione, messa a punto dal precedente esecutivo, e il primo piano di sgravi contributivi per le assunzioni stabili di nuovi giovani, l’occupazione non ha concretamente registrato numeri positivi. E’ vero che, come riportano le ultime notizie, il numero degli occupati è salito ma si tratta di un dato da considerare in senso assoluto, considerando che sono esclusi dal computo della popolazione disoccupata, insieme ai ‘vecchi’ disoccupati:

  1. tutti coloro che hanno perso la loro occupazione e non hanno ancora trovato un nuovo impiegato;
  2. tutti coloro che hanno terminato gli studi e non riescono a trovare un lavoro;
  3. coloro che hanno smesso di cercare un nuovo lavoro perché troppo sfiduciati.

Considerando anche questo bacino di persone, i dati dimostrano come il precedente taglio delle imposte sul lavoro a tempo stabile non sia effettivamente servito per un rilancio importante dell’occupazione che, dopo i primi mesi di boom, come dimostrano del resto le ultime notizie sull’andamento dell’occupazione nel nostro Paese, ha subito un forte rallentamento senza mai tornare a crescere. Secondo le stime già effettuate, per un nuovo taglio del cuneo fiscale per le assunzioni dei giovani potrebbero servire circa 15 miliardi, una somma decisamente consistente, di cui tra l’altro l’esecutivo non disporrebbe ma che rischierebbe anche di essere un inutile investimento.

Tutto sarebbe incerto, avvolto nell’incognita dei possibili risultati. E ci si chiede perché, allora, rischiare di investire male 15 miliardi di euro a fronte di cifre inferiori, seppur sempre alte, per l’attuazione di novità per le pensioni importanti come quota 100, per cui servirebbero tra i 7 e i 10 miliardi di euro, e novità per le pensioni di quota 41 per tutti senza oneri, per cui servirebbero circa 5 miliardi di euro, che riuscirebbero a garantire vantaggi certi ben più importanti sia di rilancio dell’occupazione sia di rilancio in termini di risparmi ed economici?

Crescita pensioni inferiori nel nuovo Def e rischi

In riferimento alle possibili novità per le pensioni che potrebbero essere inserite nel nuovo Def, le ultime notizie parlano, ancora una volta, di crescita delle pensioni inferiori, novità per le pensioni che continua ad essere considerata da alcuni decisamente inutile perché incapace effettivamente di garantire quegli aumenti tali da migliorare concretamente e in maniera forte le condizioni di vita di alcuni pensionati. Anche in questo caso, si potrebbe trattare dell’ennesima misura tampone che rischierebbe solo di far spendere soldi inutili a fronte di vantaggi inesistenti. E se così fosse la crescita delle pensioni inferiori rappresenterebbe un ennesimo errore compiuto dal governo.


Reddito di inclusione preferito a novità per le pensioni

Altro errore che secondo molti il governo avrebbe già ormai compiuto è quello di aver approvato il reddito di inclusione, misura pensata per contrastare l’indigenza, per cui serviranno, secondo quanto reso noto dalle ultime notizie, circa 20 milioni di euro all’anno. I requisiti per richiedere il reddito di inclusione sono:

  1. avere la cittadinanza italianiana o essere cittadini comunitari, o familiari di cittadini italiani o comunitari, non aventi la cittadinanza in uno Stato membro;
  2. avere regolare permesso di soggiorno o permesso di soggiorno permanente;
  3. avere un reddito Isee di 6mila euro;
  4. impegnarsi nella ricerca attiva di un nuovo lavoro o nella frequentazione di corsi di formazione professionale per il reinserimento nel mondo occupazionale;
  5. presenza di figli minori, disabili in famiglia, o disoccupati;
  6. nuclei familiari monogenitoriali, come madre single;
  7. obbligo di mandare a scuola i propri figli.

L'importo del reddito di inclusione avrà un valore compreso tra i 190 euro e i 485 euro massimi in caso di famiglie numerose e una durata massima di 18 mesi. Nonostante possa rappresentare una misura di aiuto, il reddito di inclusione, senza particolare attesa, è già finito nel mirino di critiche. Secondo il
M5S, per esempio, il nuovo redito di inclusione sarebbe solo una trovata elettorale del centrosinistra, un inutile palliativo, considerando che in Italia vivono 3 milioni di famiglie in povertà, ma solo 400mila potranno beneficiare di questo nuovo sostegno. E tutte le altre? Meglio sarebbe stato, secondo alcuni, mettere a punto un assegno universale unico per tutti, o continuare a mettere soldi da parte per arrivare alla possibilità di approvazione di quelle novità per le pensioni importanti, come la quota 100 che continua ad essere considerata ancora la migliore soluzione pensionistica per tutti, che sarebbero decisamente di molto più aiuto a chi vive in difficoltà potendo garantire loro nuove possibili opportunità occupazionali.







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di Marianna Quatraro pubblicato il