Pensionie anticipata quota 41 per tutti con penalità come quota 100 ma questa subito. Ma nessuno dice una cosa

Tutti in pensione nel 2019 con la novità di quota 41: cosa cambierebbe rispetto ad ora, requisiti e calcolo dell’assegno finale

Pensionie anticipata quota 41 per tutti

Pensioni quota 41 tutti 2019 riduzione


Entra sempre più nel vivo il dibattito pensionistico sulle novità che dovrebbero essere attuate, se non entro l’anno, al più presto, come più volte ribadito dal leader della Lega, Matteo Salvini. Come ben noto, uno dei punti principali del programma del nuovo governo M5S-Lega è proprio la totale revisione dell’attuale riforma delle pensioni Fornero, partendo da un ritorno alle quote, da quota 100 a quota 41, punto su cui però il ministro dell’Economia Tria non sembra essere totalmente d’accordo. Ritiene sì che siano necessari miglioramenti per le attuali norme pensionistiche ma non ritiene, allo stesso tempo, che sia necessario un loro totale sovvertimento. Cosa si farà, dunque, realmente?

Pensioni: quota 41 nel 2019 ma con riduzioni

Stando a quanto riportano le ultime notizie, tre le priorità di lavoro del nuovo esecutivo, in riferimento alle novità per le pensioni, ci sarebbero le novità per le pensioni di quota 100 e di quota 41. Le ultime notizie confermano che per la quota 41 cambierebbero i requisiti, con l’eliminazione di diversi paletti attualmente esistenti, ma anche con eventuali riduzioni dell’assegno finale. Secondo alcune previsioni, infatti, andando in pensione con la quota 41 si percepirebbero aglio importo pensionistici tagliati fino al 10% e si tratta di una riduzione necessaria per sostenere il sistema contributivo previdenziale e coprire la nuova manovra, in modo da evitare eventuali ripercussioni sui conti pubblici.

Per quanto riguarda i requisiti, attualmente la quota 41 permette ai lavoratori cosiddetti precoci, che hanno cioè iniziato a lavorare giovanissimi, prima dei 18 anni, di andare in pensione con 41 anni di contributi, senza necessità di raggiungimento di alcun requisito anagrafico, ma a patto che:

  1. almeno 12 mesi di contribuzione siano stati maturati entro il 19 esimo anno di età:
  2. i lavoratori siano in una condizione di disoccupazione involontaria e abbiano esaurito ogni sussidio di disoccupazione eventualmente già richiesto;
  3. ci si trovi in una condizione di invalidità superiore o uguale al 74% o si assista, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con invalidità gravi;
  4. si svolga un lavoro usurante o gravoso, da almeno sei anni in via continuativa.

Con le novità attualmente al vaglio del governo, la novità per le pensioni di quota 41 sarebbe per tutti, senza alcun paletto e senza alcun vincolo. Ciò significa che raggiunti i 41 anni di contributi tutti potranno andare in pensione. Al momento, però, è bene precisare, si tratta solo di una proposta ipotizzata, nulla è certo. Si parla della possibilità che questo sistema di quota 41 possa partire dal primo gennaio 2019, ma concretamente non si sa ancora nulla di effettivo. Se si trasformasse in realtà, permetterebbe, da una parte, di andare in pensione prima da un punto di vista anagrafico, ma, dall’altra, dovrebbe garantire un assegno meno cospicuo.

Pensioni: quota 100

E’ possibile, stando a quanto riportano le ultime notizie, che da subito, possa essere in vigore anche la novità per le pensioni di quota 100, somma di età anagrafica ed età contributiva, con base di partenza di 64 anni di età e 36 anni di contributi. Anche in questo caso, infatti, probabilmente il valore degli assegni sarà inferiore rispetto agli attuali per effetto del calcolo contributivo della pensione finale, per cui uscendo prima si guadagnerebbe meno, inoltre per cui chi ha avuto carriere discontinue o ha subito interruzioni al lavoro superiori ai 2 anni per cassa integrazione o malattia, la novità per le pensioni di quota 100 potrebbe addirittura posticipare il momento di uscita dal lavoro fino a 3 anni.

Ma nessuno dice che

Ma nessuno dice che nel Def in preparazione delle Legge di Bilancio di pensioni non se ne parla propria e lo stesso Minsitro Tria dell'Economia ha detto che non ci saranno grandi novità per le pensioni e altri temi in quetso primo intervento della legge di bilancio che sarà una messa a posto dei conti co alcuni interventi per favorire quelli ulteriori