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di Marianna Quatraro pubblicato il
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Ultimi chiarimenti dall’Inps per regole di funzionamento della novità di quota 100: cosa prevedono e per chi valgono

All’indomani della prima circolare attuativa che chiarisce le modalità di presentazione della domanda di pensione con la novità di quota 100, che può essere presentata sia direttamente online sul sito dell’Inps inserendo il proprio Pin o rivolgendosi a Caf, patronati o uffici territoriali dello stesso Istituto, le ultime notizie confermano l’arrivo di ulteriori circolari da parte dell’Inps che forniscono ulteriori spiegazioni su funzionamento di calcolo, finestre, cumulo e contributi per andare in pensione con la quota 100. Vediamo di cosa si tratta.

Quota 100 circolare ufficiale Inps: regole

La nuova circolare Inps 11/2019 emanata dall’Inps insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali chiarisce le regole già ben spiegate per andare in pensione con la novità di quota 100, ribadendo che i requisiti da raggiungere sono 62 anni di età e 38 anni di contributi e precisando che il requisito anagrafico dei 62 anni di età non sarà adeguato all’aumento delle aspettative di vita fino al 31 dicembre 2021, anno entro il quale la possibilità di uscita con la quota 100 dovrebbe esaurirsi, essendo una misura sperimentale che dovrebbe durare tre anni, risorse economiche permettendo.

Novità Quota 100 circolare ufficiale Inps: cumulo e contributi

Passando al cumulo, per la quota 100 non è prevista la possibilità di cumulo con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione dei redditi da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui, mentre ai fini del raggiungimento del requisito contributivo vengono considerati i contributi obbligatori versati nel corso della vita lavorativa dal datore di lavoro o dallo stesso lavoratore, nel caso di liberi professionisti o autonomi; i contributi volontari; i contributi figurativi versati dall’Inps, come malattia, congedo di maternità, mobilità, disoccupazione indennizzata, integrazione salariale, ammortizzatori sociali in deroga, contratto di solidarietà, disoccupazione speciale edile; i contributi derivanti dal riscatto di determinati periodi come quello  della laurea; e i contributi derivanti dalla ricongiunzione gratuita dei contributi previdenziali versati nelle gestioni previdenziali dell'Inps

L’Inps conferma per la quota 100 la validità di tutti i contributi versati a qualsiasi titolo e che l’accesso alla quota 100 vale se tale requisito viene maturato tra il 2019 e il 2021 quindi anche dopo 31 dicembre 2021, termine al momento fissato per la scadenza della quota 100, precisando, però, che ai fini contributi non vale l'assegno straordinario di solidarietà o l'isopensione, ad accezione dei casi relativi ai Fondi di solidarietà bilaterali che possono erogare un assegno straordinario per il sostegno al reddito ai lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per la pensione con quota 100 entro il 31 dicembre 2021 a patto che siano stati sottoscritti accordi aziendali collettivi di ricambio generazionale con le organizzazioni sindacali.

Quota 100 e finestre: ulteriori spiegazioni dall’Inps

L’Inps con la nuova circolare ha fornito ulteriori chiarimenti anche in merito alle finestre, precisando che ci sarà una finestra di tre mesi prima della pensione effettiva per i lavoratori privati e una finestra di sei mesi per i lavoratori pubblici. E ha confermato che se un lavoratore privato ha maturato i requisiti di quota 100 entro il 31 dicembre 2018, per effetto della finestra trimestrale, potrà andare in pensione dal primo aprile 2019. Chi matura i requisiti dopo tale data dovrà attendere ulteriori tre mesi. Per i lavoratori pubblici, invece, la finestra mobile è di sei mesi e potranno, dunque, iniziare ad andare in pensione dal primo agosto 2019.

Quota 100 e Naspi: regole e chiarimenti

Le ultime notizie confermano che chi è disoccupato e percepisce l’indennità di disoccupazione Naspi e decide di andare in pensione con la novità di quota 100, previo raggiungimento dei requisiti richiesti, perde il diritto alla Naspi. In particolare, come riportano i recenti chiarimenti, le persone che percepiscono la Naspi e maturano i requisiti per andare in pensione con la quota 100 perdono l’indennità di disoccupazione secondo il principio che una volta maturata anche la pensione di vecchiaia o anticipata il diritto a percepirla decade e considerando che come per la pensione di vecchiaia e anticipata con la novità di quota 100 si maturerebbe comunque il diritto alla pensione che implica l’automatica sospensione dell’erogazione della Naspi.