Quota 100 con meno di 38 anni di contributi e con più di 38 anni. Calcolo, casi, possibilità

Come effettuare il calcolo dei contributi necessari per il raggiungimento della quota 100 per andare in pensione prima: cosa sapere

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Il dibattito sulle novità sulle pensioni continua ad essere aperto e sempre vivo. Le ultime notizie riguardano la possibilità di bloccare l’aumento del requisito contributivo che dal primo gennaio 2019 dovrebbe scattare per il raggiungimento della pensione anticipata. Cinque mesi in più da aggiungere agli attuali 42 anni e 10 mesi richiesti per gli uomini e 41 anni e dieci mesi richiesti per le donne. Ma si tratta solo dell’ultima notizia riguardante le pensioni dopo la decisione di tagliare le pensioni d’oro, prorogare l’opzione donna e dare il via alla novità pensioni di quota 100 dal 2019.

Dal prossimo anno, infatti, per andare in pensione prima, se la Legge di Stabilità come oggi proposta non dovesse subire alcun cambiamento in tema di novità pensioni, si potrà ricorrere alla quota 100, una ulteriore possibilità di uscita a partire dai 62 anni di età e 38 anni di contributi e non dovrebbe essere prevista alcuna penalità. Ma come si effettua il calcolo dei contributi per l’uscita con la novità pensioni quota 100?

Quota 100: calcolo e possibilità con meno di 38 anni di contributi

Per andare in pensione dal prossimo anno, con questa novità su quota 100, bisogna raggiungere 62 anni di età e 38 anni di contributi, condizione che in molti casi potrebbe portare la quota 100 a quota 101, 102, 103 e così via. Il requisito obbligatorio da raggiungere, comunque, per la quota 100 è quello anagrafico dei 62 anni di età anche se il requisito contributivo sia superiore ai 38 anni. Tuttavia, esistono scorciatoie nel calcolo della pensione per raggiungere il requisito richiesto.

E’, per esempio, possibile raggiungere i 38 anni di contributi per la quota 100 anche se i contributi maturati effettivamente siano inferiori ai 38 anni. In che modo? Calcolandovi i contributi figurativi, quelli derivanti dal riscatto dei periodi di studio per la laurea, o per prestazione del servizio militare per un determinato periodo di tempo.

Inizialmente, si voleva fissare un tetto al calcolo dei contributi figurativi ai fini del raggiungimento dei requisiti contributivi richiesti per la quota 100 ma si tratta di un tetto che, stando alle ultime notizie sulle pensioni, non ci sarebbe nel testo finale approvato dal Consiglio dei Ministri. Sarà, dunque, possibile sommare i contributi effettivi, che possono essere minori dei 38 anni, con quelli figurativi, permettendo, dunque, di raggiungere prima la quota 100 e andare in pensione senza problemi.

Quota 100: calcolo e casi con più di 38 anni di contributi

Come sopra riportato, per andare in pensione con la novità di quota 100 è necessario raggiungere i 62 anni di età e maturare 38 anni di contributi. Tuttavia, esistono casi in cui, dato il calcolo dei contributi effettivi calcolabili ai fini della pensione, sarebbe necessario maturare anche più di 38 anni di contributi per andare in pensione con la quota 100.

Il trattamento pensionistico di ogni lavoratore sarà calcolato sul montante contributivo versato e, quindi, nel caso di chi abbia maturato, per esempio 42 anni e 6 mesi di contributi maturati, esattamente su questi anni di contributi perché in caso contrario si perderebbero dal calcolo contributivo ben 4 anni, considerando che la pensione finale si calcola sempre sui contributi versati dal lavoratore in base al sistema di calcolo spettante, che può essere, ad oggi, contributivo o misto.