Quota 100 cancellare o modificare per importanti esponenti nuovo Governo Pd-M5S

di Marianna Quatraro pubblicato il

Quali sono le posizioni di importanti esponenti del Pd su novità pensioni e quota 100 da cancellare, modificare o mantenere

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Quota 100 importanti esponenti nuovo Governo

Sono sempre più frequenti gli incontri che si stanno tenendo in questi giorni tra Pd e M5S ma, stando alle ultime notizie di oggi lunedì 2 Settembre 2019 per le novità per le pensioni, tra i punti programmatici presentati al premier Conte dai due partiti non vi sarebbero le novità pensioni. Ciò che al momento si sa è che alcuni esponenti del Pd hanno già espresso intenzioni di lavoro relative alla novità di quota 100 in vigore da quest’anno: per alcuni si tratta di una misura che dovrebbe essere del tutto cancellata, per altri solo modificata, per riuscire ad ottenere risorse economiche (stimate sui 6 miliardi circa) da impiegare, come spesso già spiegato, in ulteriori misure per ridurre il debito pubblico.

Se, da una parte, sulla quota 100 le richieste sarebbero già di modifica o cancellazione della novità. Misura fortemente voluta dalla Lega, diverso, stando alle ultime notizie, è il discorso relativo al Reddito di cittadinanza, fortemente voluto dai pentastellati, che se cancellato come la quota 100 permetterebbe di avere ulteriori soldi ma per cui, invece, da parte del Pd è stata chiesta una sorta di evoluzione, miglioramenti che lo discostino dal vecchio Rei, Reddito di inclusione, cui sembra al momento molto simile.

Ma quali sono gli esponenti del nuovo governo che si stano facendo sentire sulle novità pensioni? E quali sono le loro posizioni?

La posizione di Renzi su quota 100, opzione donna e quota 41

All'interno del Pd su novità pensioni e quota 100 si muovono pezzi importanti, a partire da Matteo Renzi che ha molti gruppi parlamentari presenti in Parlamento legati a sé e da cui dipenderà probabilmente la buona riuscita del Governo Pd-M5s e la maggior parte delle votazioni in Parlamento. E questo è il motivo per cui la sua presa di posizione emersa dall'intervista del week-end è molto importante.

Relativamente alla quota 100, Renzi ha chiaramente parlato di una misura che rappresenta solo uno spreco di risorse pubbliche.  E questa posizione lasciare chiaramente intendere come la misura, che al momento permette di andare in pensione a 62 anni di età e con 38 anni di contributi, nella prossima Legge di Bilancio possa essere anche cancellata. Nessuna critica, invece, al Reddito di cittadinanza, voluto dall’alleato di governo M5S, che potrebbe pertanto rimanere in vigore. 

Per quando rguarda le altre novità per le pensioni, come opzione donna e la sua proroga nel 2020, non si è espresso, ma nei precedenti esecutivi l'aveva indirettamente sempre appoggiata per i costi bassi egli alti risparmi per lo Stato. L'idea di Renzi al posto di quota 100 sarebbe un potenziamento dell'Ape Social, che inglobasse anche i lavoratori precoci e usuranti avvicinandosi a quota 41

Renzi si è espresso anche su aumento dell’Iva, che dovrebbe essere assolutamente evitato, e futuro del nuovo governo che, secondo lui, potrebbe tranquillamente durare cinque anni anche se, chiaramente molto dipenderà dal lavoro dei ministri.

La posizione di Nannicini su quota 100 e pensioni anticipate donne, precoci e usuranti

Su quota 100 e novità pensioni si è recentemente espresso anche Tommaso Nannicini, responsabile per le pensioni e il welfare nel Pd, che, secondo le ultime notizie, avrebbe aperto alla quota 41 per tutti, o quanto meno ad un avvio di essa.  

Intervistato dall’agenzia di Stampa Adkronos, Nannicini ha sempre detto che per un’alleanza PD-M5S deve esserci una svolta nella politica economica e sociale e la volontà di definire misure per uno sviluppo sostenibile del paese, giudizio che non assegna alla quota 100 così come approvata dall’appena caduto governo Lega-M5S.

Secondo Nannicini, che sulla scia di Renzi ha invece salvato il Reddito di cittadinanza, la quota 100 andrebbe cancellata o dovrebbe essere valida solo per coloro impegnati in occupazioni gravose, a partire dagli operai edili econ un occhio particolare anche ai precoci e quota 41. L’idea potrebbe essere quella di permettere l’uscita a 60 anni di età, abbassamento dell’età pensionabile che consentirebbe, da una parte, di non cancellare del tutto la misura, e, dall’altra, di risparmiare soldi da impiegare per evitare l’aumento dell’Iva nella prossima Legge di Bilancio. Oppure si potrebbe aumentare l'età, a 64 anni, ma diminuire i contributi necessari. Le due idee sono al vaglio di Nannici e dei suoi uffici.

Per quanto riguarda Opzione Donna, anche gli anni scorsi, al momento di inserila o meno in Legge di Bilancio, Nannicini si era espresso sempre favorevolmente, anche se la sua idea di base, il suo obiettivo è quello di fare una pensione ad hoc per le donne per favorire l'uscita anticipat che  in diverse iterviste ha a ha chiamato ape social donna. 

La posizione di Padoan su quota 100

Insieme a Renzi e Nannicini, anche l’ex ministro dell’Economia Padoan, oggi senatore del Pd ed esponente politico ancora molto ascoltato in tema di economia, si è espresso negativamente sulla quota 100 approvata dal governo Lega-M5S, perché contrariamente a quanto paventato e promesso, non è misura che da una parte permette prepensionamenti e dall’altra crea maggiore occupazione, ed è anche molto costosa.

Tuttavia, stando a quanto riportano le ultime notizie, la soluzione sarebbe quella di non cancellare quota 100 e lasciarla fino alla sua scadenza naturale, cioè 2021, per cui tra l’altro, lo stesso Padoa ha spiegato esservi le risorse stanziate. Considerando la portata del tema previdenziale, secondo Padoan, anche se la quota 100 trova in tanti in disaccordo, difficilmente si metterà mano ora alla misura e forse se ne discuterà solo nel 2021.

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