Quota 100 e Naspi per chi è disoccupato, come funziona e quando si può fare domanda INPS

di Marianna Quatraro pubblicato il
Quota 100 e Naspi per chi è disoccupato,

Quota 100 Naspi come funziona domanda INPS

Andare in pensione con novità di quota 100 e perdere la Naspi: cosa succede quando un disoccupato percepisce l’indennità e raggiunge la pensione

Chi è disoccupato e percepisce l’indennità di disoccupazione Naspi e quest’anno decide di andare in pensione con la novità di quota 100 perde il diritto a percepire la disoccupazione. Vediamo quali sono le regole previste dalla Naspi quando si raggiunge la pensione.

Quota 100 e Naspi: regole e domanda Inps

Sono tante le persone che percepiscono la Naspi, che possono maturare i requisiti per andare in pensione con la quota 100 durante, però, il periodo della disoccupazione e che si chiedono cosa possono e devono fare. Stando a quanto riportano le ultime notizie, chi percepisce la Naspi rischia di perdere l'erogazione della disoccupazione maturando il diritto alla pensione. La decadenza dalla Naspi, infatti, scatta, tra le altre causa, anche quando si raggiungono i requisiti per andare in pensione di vecchiaia o anticipata. Andando in pensione con la novità di quota 100, nulla però dovrebbe cambiare: anche in tal caso, infatti, come per la pensione di vecchiaia e anticipata si maturerebbe comunque il diritto alla pensione che implica l’automatica sospensione dell’erogazione della Naspi.

E’ bene, inoltre, ricordare che cessando la Naspi nel momento in cui si matura la pensione, potrebbe scattare l’obbligo di restituire quanto percepito di indennità se non debitamente comunicata all’Inps la nuova condizione di pensione raggiunta. Ciò significa che alcuni lavoratori senza occupazione precettori di Naspi potrebbero essere chiamati a restituire quanto percepito dopo la maturazione del diritto alla pensione con la quota 100 nel caso in cui non abbiano presentato domanda di pensionamento. Tuttavia, su quest’ultimo punto di regole per fare domanda all’Inps, si attendono ancora dallo stesso Istituto e dal Ministero del Lavoro ulteriori chiarimenti.

Quota 100: contributi validi per raggiungere requisito 38 anni

Sottolineiamo che per raggiungere i 38 anni di contributi necessari per andare in pensione con quota 100 si possono considerare:

  1. i contributi obbligatori versati nel corso della vita lavorativa dal datore di lavoro o dallo stesso lavoratore, nel caso di liberi professionisti o autonomi;
  2. i contributi figurativi versati dall’Inps, come malattia, congedo di maternità, mobilità, disoccupazione indennizzata, integrazione salariale, ammortizzatori sociali in deroga, contratto di solidarietà, disoccupazione speciale edile;
  3. i contributi volontari;
  4. i contributi derivanti dal riscatto di determinati periodi come quello  della laurea;
  5. contributi derivanti dalla ricongiunzione gratuita dei contributi previdenziali versati nelle gestioni previdenziali dell'Inps

Puoi Approfondire