Quota 100 esempi uscita e tempi per andare in pensione quando si maturano i requisiti

Confermate le finestre di uscita di tre e sei mesi per la pensione con quota 100: come funzionano, per chi ed esempi di uscita effettiva

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Il decreto pensioni con la novità di quota 100 è in discussione in Parlamento e si attende la sua ufficiale conversione in legge per il via ufficiale alle stesse novità pensioni previste. Le prime circolari ufficiali dell’Inps hanno confermato tempi di uscita con la quota 100 alla luce del sistema delle finestre. Vediamo come funzionano le finestre e quali sono i tempi effettivi di uscita previsti.

Quota 100: requisiti pensione e tempi

La nuova circolare Inps 11/2019 emanata dall’Inps insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito le regole per andare in pensione con la novità di quota 100, ribadendo che i requisiti da raggiungere sono 62 anni di età e 38 anni di contributi e precisando che il requisito anagrafico dei 62 anni di età non sarà adeguato all’aumento delle aspettative di vita fino al 31 dicembre 2021, anno entro il quale la possibilità di uscita con la quota 100 dovrebbe esaurirsi, essendo una misura sperimentale della durata, stando a quanto stabilito, di tre anni. Confermate anche le finestre di uscita che sono di tre mesi per i lavoratori privati e sei mesi per i lavoratori pubblici.

In particolare, i lavoratori privati che hanno maturato i requisiti di quota 100 entro il 31 dicembre 2018 possono andare in pensione dal primo aprile, per effetto della finestra trimestrale, mentre chi matura i requisiti per la pensione con quota 100 dopo il 31 dicembre 2018 dovrà aspettare i successivi tre mesi di finestra. Considerando la finestra mobile di sei mesi, i lavoratori pubblici devono aver presentato la richiesta di pensione con la novità di quota 100 entro giovedì 31 gennaio per andare in pensione effettivamente con la prima decorrenza utile, a partire dal primo agosto 2019.

Quota 100: tempi ed esempi di uscita

Considerando, dunque, le finestre mobili di tre e sei mesi previste per la pensione con quota 100, rispettivamente, per lavoratori privati e pubblici, per fare qualche esempio di uscita, i lavoratori privati iscritti al Fondi dipendenti, artigiani, commercianti, gestioni sostitutive o gestione separata che decidono di andare in pensione con quota 100, dovendo calcolare una finestra di tre mesi, saranno in pensione a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla finestra e, per esempio, se maturano i requisiti richiesti il 20 maggio potranno effettivamente uscire il primo settembre.

I lavoratori privati iscritti a Ipost, FS ed Ex Inpdap che decidono di andare in pensione con quota 100, dovendo calcolare anch’essi una finestra di tre mesi, saranno ufficialmente in pensione a decorrere dal primo giorno mese successivo alla finestra e, per esempio, se maturano i requisiti richiesti il 20 maggio potranno effettivamente uscire 21 agosto.

Passando, invece, ai lavoratori pubblici, coloro che decidono di andare in pensione con quota 100, dovendo calcolare una finestra di sei mesi, saranno in pensione a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla finestra e, per esempio, se maturano i requisiti richiesti il 20 maggio potranno effettivamente uscire il primo dicembre.

Pensione quota 100: calcolo contributi necessari

Stando a quanto confermano le ultime notizie, per raggiungere il requisito contributivo dei 38 anni richiesti si possono calcolare i contributi figurativi, come malattia, mobilità, disoccupazione indennizzata, integrazione salariale, ammortizzatori sociali in deroga, contratto di solidarietà; i contributi volontari; quelli derivanti dal riscatto di determinati periodi, come quello della laurea; e quelli derivanti dalla riunione gratuita dei contributi previdenziali versati nelle diverse gestioni previdenziali dell'Inps. Non è possibile, invece, considerare la ricongiunzione dei contributi previdenziali versati presso casse private.
 

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