Quota 100, i pro e contro pensione anticipata con questa legge per uscire prima

Cosa prevede la novitÓ pensioni di quota 100, requisiti e calcoli e a chi conviene: i pro e contro della nuova legge per uscire prima

Quota 100, i pro e contro pensione antic

Quota 100 pro contro legge pensione anticipata

E’ diventata legge ufficiale quest’anno, e in via sperimentale fino al prossimo 2021, la quota 100, misura che modifica l’attuale legge pensionistica senza cambiarla del tutto e che si inserisce come possibilità di pensione anticipata rispetto ai requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia, per cui da quest’anno servono 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Cosa prevede la quota 100 e quali sono i pro e contro di questa nuova legge?

Quota 100: regole

La quota 100 prevede la possibilità di andare in pensione a 62 anni di età e con almeno 38 anni di contributi maturati. Questa nuova legge prevede poi il calcolo di due finestre per la decorrenza effettiva della pensione finale e sono: una finestra di tre mesi per i lavoratori dipendenti privati e una finestra di 6 mesi per i dipendenti pubblici.

Ai fini contributivi, valgono per il raggiungimento dei 38 anni di contributi richiesti per la pensione anticipata con quota 100 i contributi obbligatori, i contributi volontari e figurativi, contributi derivanti dal riscatto di determinati periodi come quello della laurea.

In pensione con quota 100: calcolo pensione

Il calcolo della pensione con quota 100 non prevede alcuna penalizzazione. Tuttavia, considerando un minor numero di contributi da versare per la pensione don quota 100 rispetto ai normali requisiti pensionistici per la pensione di vecchiaia, i trattamenti finali saranno comunque inferiori rispetto alle pensioni che si percepirebbero raggiungendo i 67 anni della pensione di vecchiaia.

Il minore importo della pensione finale varia molto in base ai contributi accumulati e può portare a percentuale di riduzione del 15% o del 10%. In generale, stando a calcoli e simulazioni effettuate, chi va in pensione con la quota 100 dovrebbe subire una riduzione media sulla pensione finale del 10%-12%.

Per esempio, chi percepisce una retribuzione lorda annua di 30mila euro, se va in pensione a 62 anni di età con la quota 100 riceve un assegno mensile di 1372, il 22,2% in meno rispetto all’assegno che percepirebbe raggiungendo i 67 anni per la pensione di vecchiaia, cioè 1764 euro.

Chi percepisce una retribuzione lorda annua di 50mila euro, se va in pensione a 62 anni di età con la quota 100 riceve un assegno mensile di 2070, il 23,3% in meno rispetto all’assegno che percepirebbe raggiungendo i 67 anni per la pensione di vecchiaia, cioè 2700 euro; e chi percepisce una retribuzione lorda annua di 100mila euro, se va in pensione a 62 anni di età con la quota 100 riceve un assegno mensile di 3.365 euro, il 26% in meno rispetto all’assegno che percepirebbe raggiungendo i 67 anni per la pensione di vecchiaia, cioè 4.546 euro.

Novità quota 100: pro e contro
 

I pro per l’uscita con la novità pensioni con quota 100 sono certamente quelli che permettono a chiunque decide di collocarsi a riposo prima dei 67 anni di età la possibilità di farlo effettivamente, chiaramente previo raggiungimento di requisiti anagrafici e contributivi richiesti, e si tratta di una legge che sostiene soprattutto chi per esempio è rimasto senza lavoro e sta esaurendo i sussidi di disoccupazione previsti e ha molta difficoltà a trovare una nuova occupazione perché in età avanzata.

Vantaggiosi anche il fatto che il requisito di quota 100 non è soggetto all'adeguamento alla speranza di vita e che per il raggiungimento dei contributi necessari per la pensione di quota 100 si possono cumulare i contributi previdenziali versati presso due o più forme di assicurazione obbligatoria dell’Inps.

D’altro canto, considerando le riduzioni previste sugli assegni finali, per evitare di percepire una pensione molto inferiore rispetto a quella che si percepirebbe maturando i requisiti per la pensione di vecchiaia, sarebbe meglio considerare la convenienza dell’uscita con quota 100, per valutare se effettivamente risulta positivo uscir prima seppur con assegno ridotto o sarebbe meglio rimanere a lavoro qualche altro anno per evitare tagli dopo una vita intera di impegni e sacrifici a lavoro.

La quota 100 per la pensione converrebbe, per esempio, ai lavoratori dipendenti privati che hanno avuto carriere regolari senza interruzioni dal lavoro e che hanno accumulato contributi anche alti, perché, stando ad alcune simulazioni effettuate, chi ha avuto carriere discontinue o brevi, o interruzioni al lavoro superiori ai 2 anni per cassa integrazione o malattia, con la quota 100 correrebbe il rischio di percepire davvero poco.

Tra i contro della quota 100 anche l’impossibilità di considerare ai fini contributivi la ricongiunzione dei contributi previdenziali versati presso casse private e il divieto di cumulo con reddito da lavoro: chi sceglie la quota 100 per andare in pensione anticipata non può, infatti, fino al raggiungimento dei requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia (67 anni di età con almeno 20 anni di contributi), il reddito da pensione con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, eccezion fatta per i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale, entro la cifra di 5.000 euro lordi annui.

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di Marianna Quatraro pubblicato il