Quota 100 misure ufficiali decreto approvato Gazzetta Ufficiale e aggiornamento domande all'INPS

Quali sono le regole ufficiali di pensione con quota 100, quanto dura la misura e stato delle domande presentate all’Inps

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La quota 100 è legge ufficiale dopo la conversione del decreto pensione in legge definitiva con l’approvazione del provvedimento in Senato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. E sono migliaia le persone che ‘approfitteranno’ di questa possibilità di uscita per anticipare il momento della pensione rispetto ai requisiti richiesti per andare in pensione di vecchiaia. Vediamo come funziona ufficialmente la quota 100 e quando si può effettivamente uscire.

Quota 100, regole ufficiali decreto pensioni approvato. Requisiti, finestre, chi spetta e può fare domanda iNPS

La quota 100 è una misura sperimentale della durata di tre anni, valida cioè fino al 2021, e non rappresenta una vera e propria novità pensioni di revisione dell’attuale riforma pensioni. I requisiti richiesti per andare in pensione con la quota 100 sono 62 anni di età e 38 anni di contributi e sono previste due differenti finestre di uscita per lavoratori dipendenti provati e lavoratori dipendenti pubblici.

La finestra pensionistica è il tempo che intercorre tra maturazione dei requisiti per la pensione e momento dell’uscita effettiva: per i lavoratori privati la finestra di uscita è di tre mesi, per i lavoratori pubblici è di sei mesi e se questi ultimi decidono di andare in pensione con la quota 100 devono dare un preavviso alle amministrazioni o agli enti per cui lavorano in modo da permettere l’organizzazione di nuovi concorsi per l’assunzione di nuovo personale.  

Quota 100, calcoli e importi pensione

La quota 100 non prevede alcuna penalizzazione, tuttavia, rispetto a chi va in pensione di vecchiaia, chi decide di uscire con la quota 100 percepisce meno per un minor numero di anni contributivi accumulati. Per fare qualche esempio concreto:

  1. chi percepisce una retribuzione lorda annua di 30mila euro, se va in pensione a 62 anni di età con la quota 100 percepisce un assegno mensile di 1372, il 22,2% in meno rispetto all’assegno che percepirebbe raggiungendo i 67 anni per la pensione di vecchiaia, cioè 1764 euro;
  2. chi percepisce una retribuzione lorda annua di 40mila euro, se va in pensione a 62 anni di età con la quota 100 percepisce un assegno mensile di 1728, il 23,2% in meno rispetto all’assegno che percepirebbe raggiungendo i 67 anni per la pensione di vecchiaia, cioè 2249 euro;
  3. chi percepisce una retribuzione lorda annua di 50mila euro, se va in pensione a 62 anni di età con la quota 100 percepisce un assegno mensile di 2070, il 23,3% in meno rispetto all’assegno che percepirebbe raggiungendo i 67 anni per la pensione di vecchiaia, cioè 2700 euro;
  4. chi percepisce una retribuzione lorda annua di 100mila euro, se va in pensione a 62 anni di età con la quota 100 percepisce un assegno mensile di 3.365 euro, il 26% in meno rispetto all’assegno che percepirebbe raggiungendo i 67 anni per la pensione di vecchiaia, cioè 4.546 euro;
  5. chi percepisce una retribuzione lorda annua di 150mila euro, se va in pensione a 62 anni di età con la quota 100 percepisce un assegno mensile di 4.445 euro, il 28,2% in meno rispetto all’assegno che  percepirebbe raggiungendo i 67 anni per la pensione di vecchiaia, cioè 6.190 euro.

Quota 100 e cumulo: come funziona

Per la quota 1000 c’è da distinguere tra due tipi di cumulo relativi: quello con reddito da lavoro e quello contributivo. Chi decide di andare in pensione con quota 100, infatti, non può cumulare reddito da pensione, fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia, con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.

Il cumulo contributivo, invece, vale ai fini del raggiungimento dei requisiti contributivi per la quota 100, permettendo così di riunire i periodi contributivi maturati nelle diverse gestioni e di calcolare la quota di trattamento maturato presso ciascuna cassa secondo le regole prevista da ognuna di esse e sia in maniera contributiva che retributiva.

Pensioni quota 100: aggiornamento domande Inps

L’iter di approvazione ufficiale delle domande di pensionamento con quota 100 all’Inps prevede quattro passaggi: accoglimento della domanda, elaborazione della domanda, e cioè analisi e verifica dei requisiti, approvazione della domane e, infine, liquidazione della pensione.

Stando a quanto riportano le ultime notizie, relativamente alle domande di pensione con quota 100, l’Inps avrebbe recentemente comunicato che le prime 25mila domande di pensione saranno ufficialmente approvate dal primo aprile, mentre le altre 25mila domande saranno approvate dal primo maggio con pagamenti degli arretrati dal primo aprile.