Quota 100 novità blocco possibile nel DEF in Manovra Finanziaria 2019. Come e quando

Abrogare la novità pensioni di quota 100: secondo l’Ocse rallenta la crescita. Cosa potrebbe cambiare con nuova Manovra Finanziaria

Quota 100 novità blocco possibile nel DE

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La novità pensioni di quota 100, che permette da quest’anno (e dovrebbe essere sperimentale per tre anni fino al 2021) di andare in pensione prima rispetto ai requisiti richiesti dalla pensione di vecchiaia (che sono 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi) a 62 anni di età e con 38 anni di contributi, considerando finestre di tre mesi per lavoratori dipendenti privati e di sei mesi per lavoratori dipendenti pubblici, potrebbe essere bloccata nella prossima Manovra Finanziaria 2019. Come mai questa eventualità? Quali sono i motivi che potrebbero portare ad un dietrofront sulla quota 100?

Quota 100: possibile blocco Def

Stando a quanto riportano le ultime notizie, il Def su cui hanno iniziato a lavorare i tecnici del Tesoro considera il rallentamento dell’economia mondiale, ma non prevede una manovra correttiva. Secondo il ministro dell’Economia Tria, le discussioni principali saranno sulla flat tax, fortemente voluta dalla Lega, per la riduzione delle imposte per la famiglia, e sulla Quota 100, per riuscire a confermarla come misura sperimentale, nonostante le posizioni in merito di Ue e Ocse.

Il Def, inoltre, sarà accompagnato dai due decreti, quello sulla crescita e lo sblocca-cantieri, che secondo il Mef valgono 0,2-0,3 punti di maggior crescita e l’obiettivo sarà stabilito allo 0,3%, con il deficit al 2,4%, ma si tratta comunque di una stima prudenziale.

Da sottolineare che il blocco sarebbe dal 2021, ovvero non da subito, ma sarebbe già indicato nel Def e, poi, in Manovra, che chi non avesse i requisiti dopo il 2021 non potrebbe più usufruire della quota 100.

Quota 100 novità: posizioni Ocse e Ue

Il dietrofront sulla quota 100, che si inserisce nell'attuale riforma Fornero non come totale revisione della legge stessa ma come possibilità di uscita prima, che potrebbe essere bloccata nella prossima Manovra Finanziaria 2019 dipende sostanzialmente dalle posizioni contrarie di Ocse e Ue. Le ultime notizie, infatti, riferiscono come secondo l’Ocse reddito di cittadinanza e quota 100 sarebbero da eliminare, il primo soprattutto perché favorisce il lavoro nero, la seconda perché rallenterebbe la crescita nel medio termine, riducendo l’occupazione tra le persone anziane e, se non applicata in modo equo, aumentando la diseguaglianza intergenerazionale.

E il rischio potrebbe essere quello di un aumento del debito pubblico, ma anche di conti economici che non tornano e scarse disponibilità economiche. Secondo l’Ocse, quota 100 dovrebbe essere del tutto abrogata e, come spiegato anche dall’Ue, per stimolare una crescita sostenuta e inclusiva l'Italia deve mantenere il nesso tra l'età pensionabile e la speranza di vita. La quota 100, secondo l’Ue, non dovrebbe rimanere come misura stabile e, infatti, è stata approvata come misura sperimentale.

Nel rapporto sull'Italia l’Ocse ha sottolineato l'indebolimento dell'economia, dando tre raccomandazioni principali al nostro Paese che sono: abrogare quota 100, introdurre un sussidio per i lavoratori occupati a basso reddito, e definire un programma pluriennale di riforme.