Quota 100, nuovi requisiti con Governo Pd-M5S e valida fino al 2020

di Marianna Quatraro pubblicato il
Quota 100, nuovi requisiti con Governo P

Quota 100 nuovi requisiti Governo Pd M5S

Come potrebbe cambiare la quota 100 tra nuovi requisiti di uscita e anticipo al 2020: le ipotesi in discussione e cosa accadrà

Modificare i requisiti per la pensione con quota 100, migliorandola per usuranti e precoci, rendere strutturale l’Ape social e non solo: il nuovo governo Pd-M5S sta lavorando tanto alla formazione del nuovo governo quanto alla definizione delle misure cardine su cui lavorare.

Poco o nulla al momento risulta in merito sulle pensioni ma, stando a quanto riportano le ultime notizie, l’attenzione sarebbe concentrata soprattutto sul futuro della quota 100 nella prossima Legge di Bilancio, tra chi ritiene che sia da modificare e chi addirittura da cancellare con l’impiego conseguente delle risorse economiche in altre misure per la riduzione del deficit e evitare l’aumento dell’Iva ma anche per un taglio del cuneo fisale e l’avvio del salario minimo da definire nella prossima manovra. Quali sono le intenzioni del nuovo governo Pd-M5S sulle pensioni? E quali le possibili modifiche per la quota 100?

Come cambiare la quota 100 e ipotesi

Stando a quanto riportano le ultime notizie, nonostante si parli delle posizioni di diversi esponenti del Pd che vorrebbero modificare o addirittura cancellare la quota 100 introdotta dal governo Lega-M5S per andare in pensione a 62 anni di età e con 38 anni di contributi, pare che l’ipotesi più probabile è che la quota 100 si mantenga fino alla sua naturale scadenza, vale a dire nel 2021, con qualche modifica.

La prima potrebbe prevedere l’adeguamento automatico dell’aspettativa di vita per chi decide di andare in pensione prima, ad eccezione di lavoratori usuranti e gravosi, e una rimodulazione delle finestre d’uscita con agevolazioni per lavoratori con carriere discontinue; la seconda potrebbe essere aumentare il requisito anagrafico per l’uscita con quota 100 portandolo da 62 a 64 anni e facendo durare la misura fino al 2020 e non al 2021, che sembrerebbe al momento l’ipotesi più fattibile.

Quanto costa la quota 100 e risparmi possibili

La seconda ipotesi di modifica della novità di quota 100 sarebbe quella al momento migliore perché, come confermano le ultime notizie, permetterebbe di risparmiare diversi miliardi di euro utili innanzitutto per scongiurare l’aumento dell’Iva.

Agli oltre 8,6 miliardi già stanziati per la quota 100 nel 2021, di parte di essi andrebbero all’Ape per la pensione anticipata, lasciando disponibili circa 6,5-7 miliardi, bisogna infatti aggiungere anche i 2,5-3,5 miliardi di risparmi attesi per il prossimo anno. Sono, dunque, quasi 12 miliardi di euro di risparmi, una cifra decisamente non indifferente per la definizione di ulteriori misure che potrebbero contribuire a ridurre il debito pubblico, come del resto l’Ue ci ha imposto.

Del resto, la stessa Commissione europea, la scorsa primavera, aveva già spiegato che i provvedimenti attuati nel 2019 avrebbero portato ad un notevole aumento della spesa pensionistica nei prossimi anni e che la quota 100 avrebbe pesato sulle risorse pubbliche anche dopo il 2021, posizione decisamente condivisa dall’Ocse, secondo cui la mini riforma della pensioni attuata riduce l’età effettiva di pensionamento di 3 anni nel 2021, di 1,4 nel 2024 e di 0,8 nel 2032 con un impatto negativo che oscilla tra lo 0,3 e lo 0,4% del Pil rispetto al 2018.